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in KAYAK DA MARE, bivaccando libera-mente

Arcipelago di SANTORINI

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PAGAIANDO NEL CRATERE

Grecia – Mare Egeo – Isole Cicladi – Arcipelago di Santorini

in camper e kayaksantorini107
agosto 1998 – di Marco Ferrario

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Kalliste era una rotonda isola vulcanica alta 1800 metri, ricca di vegetazione e abitata da una civiltà avanzata.
Un giorno di 3600 anni fa un terremoto l’ha squarciata e l’acqua del mare, penetrando nel vulcano, ha provocato una terribile esplosione.
La parte centrale dell’isola sprofondò in mare mentre quella periferica si spezzò e onde gigantesche causate dalla catastrofe percorsero l’Egeo seminando distruzione e morte sino a Creta.
Da allora, fino ai giorni nostri, numerose eruzioni e terremoti hanno provocato l’emergere di nuovi isolotti, alcuni dei quali, successivamente reinghiottiti dal mare.

santorini-il-cratere2L’arcipelago di Santorini è ciò che rimane di Kalliste: un gigantesco cratere spezzato lungo la sua circonferenza e invaso dal mare.
Oggi è composto dalle isole di Santorini e Thirasia, dall’isolotto di Aspro ed al centro della caldera, formati da successive eruzioni vulcaniche, si trovano gli isolotti di Kameni.
Le navi crociera portano turisti da tutto il mondo a navigare nello splendido e terribile cratere marino; ma per vivere, capire e ammirare pienamente questo mistero della natura è necessario cercare con esso un rapporto più intimo e personale.
Il mio sogno è proprio questo: ho deciso perciò di tornare a Santorini, già visitata da giovane negli anni ’70, ma con spirito diverso.santoriil-cratere1

Santorini è molto frequentata, e noi “costretti” alle vacanze in agosto programmiamo la nostra visita per la settimana dopo ferragosto, nella speranza di trovarla meno affollata.
Dall’isola di Milos*, nostra meta precedente, il traghetto impiega oltre quattro ore, entrando nella baia di Santorini quando è ancora notte.

Arrivati ad Athinios, unico porto adatto allo sbarco di automezzi, saliamo la strada ripida e tortuosa che conduce, 300 metri più in alto, nel cuore dell’isola.
Alle prime luci dell’alba ci dirigiamo a sud-ovest verso il faro di Akrotiri, ammirando gli splendidi panorami sulla grande baia vulcanica; visitiamo poi gli scavi di Akrotiri, città sepolta dalla eruzione di 3600 anni fa.

santorini116Dopo alcuni infruttuosi tentativi nella ricerca di un buon posto per sostare col camper, percorriamo uno sterrato, a destra della strada che porta a Vlichada, arrivando in un tratto di spiaggia molto suggestivo e poco frequentato; dietro ad essa ripide e affascinanti pareti alte una quindicina di metri e composte da sabbia vulcanica color ocra, riccamente scolpita dal vento che la fa franare in continuazione. Facciamo amicizia con un anziano chr vive in una abitazione troglodita scavata tra queste pareti, ci invita nella sua grotta e possiamo osservare che anche il letto è scolpito nella roccia. Fa pensare,vivere soli in questo luogo lontano dalla società: la santorini153radio e la sua vecchia auto parcheggiata vicino ai nostri camper sono il suo cordone ombelicale con il mondo.

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Partendo da questo luogo effettuiamo una escursione in kayak verso ovest. Dopo la zona degli scavi di Akrotiri incontriamo la splendida Cala Rossa contornata da una ripida scogliera rosso-violacea: che delusione! Vent’anni fa era la più affascinante spiaggia dell’isola, oggi non sbarchiamo nemmeno perché è completamente coperta da coloratissimi lettini e ombrelloni; dal mare e da terra, barche e pullman scaricano una moltitudine di turisti che si danno il cambio noleggiando un’ora di lettino. Proseguendo, le altre spiagge sono più tranquille e splendidamente separate da scogliere che dal colore infernale di Cala Rossa arrivano al bianco passando dalle mille sfumature di marroni e grigi che a Capo Mavro Vouno superano i cento metri di altezza. santorini119Arriviamo sino a Capo Akrotiri, doppiato il quale, ci attende il Meltemi, perciò prudentemente torniamo lungo questa costa che è la più protetta di tutta l’isola.santorini146
Dalla spiaggia a nord-ovest di Vlichada sino al faro di Akrotiri: totale Km. 15 a/r.

Perissa è un paese turistico caratterizzato da una bella spiaggia di sabbia nera, vi trascorriamo la notte e al mattino presto, quando il versante della rupe di Mesa Vouno è ancora in ombra, saliamo il ripido sentiero che ci porta in cima e visitiamo l’interessante zona archeologica dell’antica Thira.
santorini144 Da quassù il panorama spazia sulle spiagge di Perissa e Kamari.

Quest’ultimo paese è facilmente raggiungibile in kayak costeggiando l‘alto promontorio di Mesa Vouno: trecento metri di grigie pareti che si tuffano in un’acqua di un magnifico verdeblu. Perissa è protetta dal Meltemi, ma andando verso Kamari il vento si fa più teso.
Da Perissa a Kamari: totale Km. 5 a/r.santorini125

Pirgos è situato all’interno e perciò si è salvato dalle speculazioni turistiche; saliamo sul kastro da dove la vista spazia su gran parte dell’isola. Ai piedi del paese, vicino ai gabinetti pubblici, una fontana di acqua fresca ci permette di riempire i serbatoi dei camper, poi ci godiamo un magnifico tramonto e trascorriamo qui una tranquilla notte.

santorini112Da Monolithos a Vourvoulos lunghe spiagge nere ricoperte in gran parte da sassi di bianca pomice, sono adatte a sostare col camper, c’è tanto spazio e poca gente. I piccolissimi paesi presentano complessi di archeologia industriale (lavorazione del pomodoro) esantorini118 porti semi abbandonati o in fase di trasformazione turistica. La costa presenta caratteristiche simili a quella di Vlichada: è piuttosto monotona e non invita ad uscite in mare col kayak, perciò proseguiamo verso nord, fermandoci al suggestivo porticciolo di Pori che, scavato nella roccia lavica, ospita diversi pescherecci.lo sterrato per Vlichada

Dalla spiaggia partiamo in kayak verso l’affascinante sperone di Capo Koloubos oltre il quale si trova una grande spiaggia libera e poco frequentata.
Da Pori alla spiaggia oltre Capo Koloubos: totale Km. 4 a/r.


Fira, la capitale dell’isola, domina il cratere dall’alto dei suoi 300 metri, il paese è un affollato e caotico centro commerciale: pizzerie, bar, boutique, gioiellerie e negozi di souvenir invitano allo shopping.

santorini170santorini138Da Fira parte la “Passeggiata dell’amore” che scorre tra le bianchissime e dolci architetture cicladiche poste sul ciglio della caldera. Si attraversa Firostefani e da Imerovigli un ripido sentiero ci porta tra le esposte e grandiose rocce vulcaniche della Rocca di Skaros (sul Capo Tourlos).santorini164santorini134santorini192santorini165

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Ogni vicolo, scalinata, terrazzo, cupola, porta e cancelletto che si aprono sulla baia vulcanica è degno di essere fotografato, e la breve passeggiata si allunga a volontà nella contemplazione di questa estrema natura così addolcita dalla mano dell’uomo.


santorini1901santorini193santorini157É un connubio purtroppo raro, spesso l’uomo nel costruire le sue opere violenta la natura seppellendola e distruggendola, ma qui dove è la natura che ha scatenato tutta la sua forza distruttrice, l’uomo porta, per ora, ancora rispetto creando luminose forme architettoniche che esprimono un’esigenza di vita, in contrapposizione all’aspro e scuro cratere.

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lisola-di-nea-kameni-e-lisola-thirasia-sullo-sfondosantorini012santorini036Ci avviciniamo ormai alla fine di agosto e il Meltemi si è definitivamente calmato. Il clima ne risente, il caldo, che fino ad oggi non ci ha dato fastidio, adesso si fa sentire; all’alba troviamo i camper abbondantemente bagnati dall’umidità notturna e la foschia avvolge l’arcipelago.

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Nella baia vulcanica il mare è calmo,
siamo alla realizzazione del sogno.

Scendiamo in camper sino al porto di Athinios e sostiamo in un angusto parcheggio scavato nella roccia, è importante arrivare al mattino presto per non trovarlo già pieno.

Dalla spiaggetta a nord del porto variamo i kayak mentre gli altri nostri familiari attendono la barca per il giro turistico.
La nebbia del primo mattino rende il paesaggio ancora più misterioso e infernale, la baia affascina e intimorisce: mentre la sola bussola impostata a 300° guida le nostre prime pagaiate, l’eccitazione è al massimo, poi il sole scioglie la nebbia e l’isolotto di Nea Kameni appare davanti a noi.

santorini009santorini017Le sue coste sono un disordinato ammassarsi di lava scura, lo costeggiamo a est e poi a nord sino a una baia dove un approdo permette alle barche di attraccare.

Cercata una sistemazione per i kayak attendiamo la barca che porta i nostri familiari e insieme ad altre centinaia di turisti saliamo al cratere principale (125 metri) lungo un percorso sabbioso, l’unica vegetazione consiste in cespugli di liquirizia che emanano un buon profumo, e sottili spighe d’erba ormai secca. Più si sale e più sembra di trovarsi in un deserto lunare, si prosegue tra costoni di crateri spenti sino alla vetta (immancabile panorama) da dove si può scendere, con attenzione, al cratere centrale attorno al quale sono presenti affioramenti di zolfo che emanano vapori.

Riprendiamo il mare; dietro di noi le bianche case di Fira e Imerovigli sembrano una spruzzata di neve in cima alla ripidissima scogliera, mentre di fronte si apre sempre più la vista sull’isola di Thirasiasantorini014.santorini019santorini020

Lsantorini021santorini025santorini016ungo la costa ovest di Nea Kameni entriamo in un piccolo fiordo (lungo 150 metri e largo 10), qui l’acqua è a tratti molto calda, ci immergiamo e nuotiamo in un mare che da blu diventa sempre più rosso, ci troviamo infatti sopra sorgenti solfuree e nuotando solleviamo dal fondo un viscido e fluido fango rosso che colora il mare, l’odore non è gradevole ma l’unicità del luogo ci fa credere di sognare; ci risvegliamo dal sogno quando arriva una barca carica di turisti che si tuffano gioiosi nel caldo e rosso mare.

santorini018Poche pagaiate ci separano dall’isola di Palia Kameni dove nella baia di Agh. Nicolaos altre sorgenti solforose vengono utilizzate dai pescatori di Santorini e Thirasia che periodicamente lasciano qui le loro barche perchè l’acqua solforosa pulisca lo scafo dalle alghe e dalle incrostazioni.

Sull’isola di Palia Kameni una scarna vegetazione permette la vita ad alcune decine di capre, c’è una chiesetta e una piccola baracca, ma non riusciamo a capire chi ci vive.
Costeggiando verso nord affrontiamo il tratto di costa più esposto al vento, da lontano ammiriamo le scogliere di Thirasia, poi scorgiamo al largo un grosso scoglio dalle alte pareti a picco sul mare: è l’isolotto di Aspro, costituito per metà da lava scura e la parte alta da lava chiara. Poco più di due chilometri di traversata e lo raggiungiamo, ci fermiamo sull’unico possibile approdo che consiste in una spiaggetta sassosa, lo circumpagaiamo e torniamo a Palia Kameni. Incontriamo prima una spiaggia deserta poi una baia molto protetta che ospita uno splendido veliero nero; lungo la costa est alte pareti di roccia lavica nera che si immergono in un mare color cobalto.
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Riattraversiamo lo stretto che ci separa da Nea Kameni e la costeggiamo a sud; questo disordinato ammassarsi di rocce vulcaniche e l’assoluta tranquillità ci fa sentire ancora più immersi nel cratere.
Il sogno si è ormai avverato e sta per finire mentre pagaiamo a vista verso il porto puntando la cima del Monte del Profeta Elia (riconoscibile per le numerose antenne).
Al porto di Athinios vi fanno scalo numerosi grossi traghetti, è pertanto necessario prestare molta attenzione al traffico marittimo.
Oltre il porto si potrebbe pagaiare a piacere sotto la scogliera di Santorini, noi puntiamo verso nord al Capo Alonachi e sostiamo su una lunga spiaggia che ci trasmette ancora piacevoli emozioni a patto di superare l’impatto con i numerosi rifiuti plastificati portati suo malgrado dal mare.
Tornati al porto incontriamo gli altri nostri familiari che hanno concluso il giro in barca che li ha portati anche sull’isola di Thirasia.
Circumpagaiata degli isolotti di Nea Kameni, Palia Kameni e Aspro con partenza e arrivo dal porto di Athinios: totale Km. 24
Da Athinios alla scogliera di Capo Alonaki: totale Km. 4 a/r.

santorini040Nel 1956 un terremoto distrusse molte abitazioni e il paese di Ia fu raso al suolo.santorini026
Negli anni ’70 ricordo che era ancora uno spettrale luogo di macerie abbandonate.
Oggi invece è completamente risorto e per noi è stata una sorpresa vederlo ricostruito in perfetto stile cicladico.

Ia è il più affascinante e piacevole paese dell’isola, dove la luce e le ombre giocano con le morbide architetture; non credevo che il bianco potesse assumere infinite sfumature e tonalità col mutare della posizione del sole.

santorini082Al tramonto Ia è meta di migliaia di croceristi che in un silenzioso e quasi sacro rito concludono la loro escursione sull’isola ammirando il sole che svanisce all’orizzonte. Quando i croceristi tornano alla loro nave o alla mondanità di Fira, Ia riacquista la sua tranquillità e le poche luci notturne creano uno splendido effetto-presepe.

santorini058santorini057Alcuni dei “trasghessivi” e creativi ragazzi europei che frequentavano Santorini negli anni ’70, trasferitosi a Ia hanno contribuito alla sua rinascita e convivono armoniosamente con gli abitanti originari gestendo ristoranti, boutique, gallerie d’arte e splendidi negozi di fine artigianato.

santorini071santorini037santorini030santorini002santorini029Attorno a Ia: la caldera, le baie di Armeni e Ammoudi, lo Scoglio della Felicità, creano un insieme da cui è difficile staccarsi.

Una strada termina alla baia di Ammoudi, ma non ci sono parcheggi, anche se qualche precario posto si riesce a trovarlo sulla ripida pendenza della carreggiata, a patto di arrivare presto al mattino.
Avevamo programmato, con partenza da Ammoudi, una circumpagaiata dell’isola di Thirasia (Km. 20), ma potendo scegliere come trascorrere questo ultimo giorno sull’isola abbiamo preferito restare tutti insieme a goderci i dintorni di Ia.

La baia di Ammoudi è contornata da alcune caratteristiche taverne e da essa a piedi, e a tratti a nuoto, è possibile costeggiare la caldera sino alla baia di Armeni, ma la perla di questi luoghi è lo Scoglio della Felicità, raggiungibile solo a nuoto e contornato da un mare color smeraldo: è un paesaggio che rimarrà per sempre indelebile nei nostri ricordi.
Abbiamo perciò mille motivi per non rimpiangere di non aver fatto la circumpagaiata di Thirasia, anche se forse avremmo visto e vissuto cose sicuramente belle. Chissà, avessimo avuto ancora un giorno…

La nostra vacanza sta ormai volgendo al termine, dopo otto giorni di permanenza a Santorini ora la nave ci riporta malinconicamente al Pireo, soddisfatti e consapevoli di essere tra i pochi privilegiati che nel migliore dei modi, cioè in kayak, hanno esplorato un vulcano invaso dal mare.santorini209

santorini100 Articolo pubblicato nella rivista “IL KAYAK DA MARE” inverno 1999 e nel libro “ITINERARI IN KAYAK DA MARE” primavera 2001

Written by eko

7 novembre 2008 a 23:25

Una Risposta

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    eko

    1 febbraio 2009 at 20:25


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