Eko

in KAYAK DA MARE, bivaccando libera-mente

Isola di TAVOLARA

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Tornando in kayak da mare all’Isola di

T A V O L A R A

Mappa tratta dalla Carta dell’Area Marina Protetta TAVOLARA Punta Coda Cavallo – http://www.amptavolara.it

Sardegna – Gallura

Mare Tirreno Centrale

Alba – spiaggia a nord di Cala Finanza

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Questo racconto lo dedico agli amici Roberto Kratter e Ettore Moretti, con i quali mi recai a Tavolara nel 2010, fu un trekking nautico molto intenso ed affascinante descritto sempre su Eko in

Il mare in quei giorni non fu sempre navigabile e un terribile vento ci impedì la circumpagaiata completa dell’isola di Tavolara.

Questa estate, trovandomi in Sardegna, mi recai nuovamente a pagaiare attorno all’isola, per fare il giro completo e descrivere fotograficamente quegli aspetti naturalistici che non abbiamo potuto ammirare nel viaggio precedente.

Perciò questo articolo è da considerare come una appendice al primo, ben più ricco di informazioni e notizie che riguardano non solo Tavolara, ma anche Molara e il tratto costiero da Capo Coda Cavallo a Capo Ceraso.

poco prima dell’alba – spiaggia a nord di Cala Finanza – Tavolara sullo sfondo

sabbia e graniti a nord di Cala Finanza

alba – spiaggia a nord di Cala Finanza – Tavolara sullo sfondo

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Porto San Paolo, il paese di fronte all’isola della Tavolara, dista dal porto di Olbia solo una ventina di minuti d’auto.

Domani è l’ultimo giorno del mio soggiorno sardo, alle ore 15,30 mi dovrò imbarcare sul traghetto Olbia-Livorno, perciò ho a disposizione mezza giornata per il giro dell’isola, … perchè no?! … ho deciso!

DOMANI SI VA A TAVOLARA!!!

Mentre preparo il kayak è ormai notte, ma la luna non è ancora sorta per rischiarare un poco la spiaggia di Porto San Paolo.

Poco dopo, aiutato dalla bussola che indica l’Est, attraverso il golfo di Porto San Paolo, nel quale sonnecchiano alcune imbarcazioni e raggiungo il promontorio che delimita a nord Cala Finanza, oltrepassato il quale, mi fermo su una magnifica spiaggietta a doppio arco contrapposto protetto da una piccola scogliera granitica, il luogo si presta alla mia sosta notturna.

– Dalla spiaggia di Porto San Paolo alla spiaggetta ho percorso in kayak da mare poco più di 1 Km.

l’alba è nuvolosa su Tavolara

navigando all’alba da Porto San Paolo a Tavolara

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Il buio della notte non è assoluto e permette comunque di scorgere l’enorme ed inconfondibile sagoma del monte di Tavolara; con l’alba i dettagli del paesaggio progressivamente si arricchiscono di particolari.

Isola di Molara

A nord della spiaggetta ecco l’Isola Piana, dove eravamo sbarcati nel nostro precedente viaggio, ricordo le belle spiagge, i gabbiani sulle rocce rosse e l’acqua di un azzurrissimo candore.

– Tavolara è ad est, si naviga bene a vista, nonostante il sole all’orizzonte sia coperto da uno strato di nubi e così indirizzo la prua verso Punta La Mandria di Tavolara, la traversata è inferiore a 4 Km.

Poche pagaiate verso Tavolara ed ecco che in lontananza verso destra, al largo di Punta La Greca, individuo l’emergere dell’inconfondibile relitto della nave Chrisso, sempre più consumato dal mare.

Il monte di Tavolara e a destra Punta La Mandria

Avvicinandomi a Tavolara, sulla mia sinistra ecco il golfo formato dallo Spalmatore di Terra, le poche luci sono ancora accese su questa unica parte abitata e non montuosa di Tavolara.

Questa zona è già stata raccontata nella mia descrizione del viaggio precedente.

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Tavolara – Punta La Mandria

Tavolara – costa sud-orientale

Tavolara – costa sud-orientale

Raggiunta Punta La Mandria inizio a costeggiare la montagna calcarea di Tavolara.

Tavolara – costa sud-orientale

Tavolara – costa sud-orientale

Tavolara – costa SE

La scogliera prosegue altissima, strapiombante ed inaccessibile per tutta la lunghezza di questo versante.

Tavolara – costa SE

Tavolara – costa SE

Tavolara – costa SE

Tavolara – costa SE

Tavolara  – costa SE

Arrivato alla boa gialla che delimita la zona A di protezione alla Riserva Marina Integrale, mi sposto al largo e continuo ad ammirare questa montagna gigantesca e selvaggia che si tuffa in un mare dal blu intenso, anzi il colore dell’acqua oggi è tenebroso, a tratti cobalto o quasi grigio, a causa di un cielo davvero plumbeo che oscura il sole.

Tavolara – costa SE

Tavolara – costa SE

Tavolara – costa SE

Tavolara – costa SE e boa gialla delimitante la zona A

Proseguo al largo della seconda boa gialla e raggiungo la terza che si trova sempre al largo in corrispondenza del promontorio nord-orientale dell’isola: Punta del Papa.

in lontananza, l’Isola di Molarotto

Isola di Tavolara – a destra Punta del Papa

– Da Punta La Mandria alla boa gialla al largo di Punta del Papa ho percorso 6 Km.

nel mare cupo di Tavolara

nel nare cupo di Tavolara

nel mare cupo di Tavolara

Alla mia destra, in lontnanza l’Isola di Molara e l’isolotto di Molarotto mi hanno fatto compagnia.

Isola di Tavolara – a destra Punta del Papa

Tavolara – la costa NE e il vecchio faro di Punta del Papa

Isola di Tavolara – la boa gialla al largo di Punta del Papa

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Tavolara – l’Arco di Ulisse e il vecchio Faro

Tavolara – navigando verso la boa gialla, sullo sfondo la scogliera di Punta Timone

Tavolara – la boa gialla delimita la zona A nella zona dell’Arco di Ulisse e del Vecchio Faro

Dalla Punta del Papa inizia il breve tratto costiero rivolto a Nord-Est.

Tavolara – la scogliera dell’arco di Ulisse con il vecchio Faro e la Punta del Papa in lontananza

Il primo pezzo va fatto ancora al largo per i divieti della zona A, ma la navigazione distante permette di ammirare nella sua globalità una costa ancora molto montagnosa e ricca di particolararità come la caratteristica Punta del Papa e l’enorme Arco di Tavolara o Arco di Ulisse, sopra il quale, a poca distanza, il vecchio faro di Punta Papa domina il mare.

E’ un faro costruito nel 1861 e rimase in attività sino al 1922.

Tavolara – l’accesso alla Cala di Levante

Sui monti, il paesaggio è segnato da alcune altissime antenne adibite alle comunicazioni radio di supporto ai sommergibili.

Tavolara – il monte che delimita a est l’accesso alla Cala di Levante

Tavolara – Cala di Levante

Tavolara – Cala di Levante

Superata l’ultima boa gialla è possibile tornare a costeggiore ed affacciarsi alla Cala di Levante.

Tavolara – muraglioni in cemento e gallerie a Cala di Levante

Tavolara – scogliere e gallerie a Cala di Levante

Tavolara – la scogliera orientale di Punta del Timone

Tavolara – scogliera orientale di Punta del Timone

La delusione è forte, Cala di Levante presenta vasti tratti cementificati con orribili muraglioni a mare, in altri punti sembra una baia sventrata da un cataclisma provocato dall’uomo. Qua e la si vedono gallerie che entrano nella montagna. Alcune orribili case prefabbricate, forse sono solo poco più che conteiner adibiti all’alloggio di operai e muratori che vi stanno lavorando o forse vi alloggiano i militari della base.

Tavolara – scogliera orientale di Punta del Timone

Tavolara – Punta Timone, lo spigolo nord.

Proseguo verso Punta Timone: uno stupendo scoglio posto al vertice nord dell’isola.

Tavolara – Punta Timone versante nord-ovest

– Da Punta del Papa seguendo le boe gialle e poi entrando in Cala di Levante e costeggiando fino a Punta Timone: 3 Km.

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Tavolara – la zona militare e il molo che delimita la Cala di Ponente

Tavolara – l’ingresso al porto di Cala di Ponente

Doppiata Punta Timone, pagaio velocemente lungo il versante nord-orientale di Tavolara, lo avevo percorso interamente anche nel viaggio precedente.

Scatto alcune fotografie per ricordare che nel primo tratto ci sono sulla parete della scogliera dei cartelli che specificano “Zona Militare” e obbligano a pagaiare lontano dalla costa vietando assolutamente l’accesso all’interno della Cala di Ponente, il porto della base militare.

– Da Punta Timone, estremo nord di Tavolara, al Passetto, punta sud-orientale dell’isola, si percorrono oltre 7 Km.

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Tavolara – gabbiani e granito alla punta sud-occidentale dell’isola

A conclusione del giro dell’isola sbarco sulla spiaggia del Passetto, unica sosta fatta, utile per pranzare prima di affrotare la traversata conclusiva verso Porto San Paolo.

il Passetto non esiste più, oggi c’è una doppia spiaggia che congiunge l’isolotto all’estremo sud-occidentale di Tavolara

Questo estremo sud dell’Isola di Tavolara, è un poco cambiato rispetto a due anni prima, allora eravamo riusciti a passare oltre sfruttando i pochi centimetri di acqua che permettono ad un kayak di navigare. Oggi non è più possibile, i depositi di poseidonia hanno creato uno sbarramento che ne ha chiuso il passaggio. L’isoletta granitica, rifugio dei gabbiani, è ormai collegata a Tavolara da una doppia spiaggia di sabbia e alghe ed è divenuta la propaggine estrema dell’isola di Tavolara.

Tavolara – il Passetto, ultima giovane spiaggia sud-occidentale.

– Passando nelle vicinanze della costa sud di Isola Piana, dal Passetto di Tavolara allo sbarco nei pressi del molo a Porto San Paolo, pagaio ancora per 3,5 Km.

L’aprodo a Porto San Paolo, vicino al molo dei battelli per Tavolara

Arrivo a Porto San Paolo a mezzogiorno, carico il kayak sull’auto e raggiungo il Porto di Olbia.

Con estrema soddisfazione ho finalmente completato la circumpagaiata dell’isola di Tavolara.

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 – Totale trekking in kayak da mare: 25 Km.

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N.B. – Per altre e dettagliate informazioni su Tavolara in kayak da mare, vedere Isole TAVOLARA e MOLARA.

5 Risposte

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  1. Ciao Mirko,

    Per i trekking nautici che vedi su Eko, abbiamo prevalentemente utilizzato kayak in kevlar-carbonio che sono di qualche chilogrammo più leggeri (poco più di 20 kg.) e più resistenti di quelli in vetroresina.

    Come avrai potuto osservare dalle fotografie, i kayak possiodono gavoni a poppa e a prua dove stiviamo l’occorrente. Questa è una caratteristica importantissima se si vuole fare trekking itineranti di più giorni.

    Nello specifico, dell’itinerario di Tavolara, il KdM è un ASA prodotto da Andrea Alessandrini, come lo sono anche due dei tre kayak utilizzati all’arcipelago di Lussino.

    La produzione di questi KdM, negli anni 80/90 era a Milano in via Magellano, poi si è trasferita tra Casletto di Rogeno e Bosisio Parini, in riva al lago di Pusiano, ma Andrea da qualche anno, ha chiuso l’attivita e non ne produce più.

    Per questo motivo ho acquistato due altri kayak ASA KdM 520 usati e me li tengo cari, con essi mi trovo meglio dei numerosi altri kayak che negli anni avevo provato e/o acquistato.

    Negli ultimi periodi di produzione, i costi di un ASA KdM 520 in kevlar/carbonio con due gavoni e il timone era di poco superiore ai 2000 euro.
    Gli usati che ho comprato recentemente li ho pagati meno di 1000 euro.

    Purtroppo su internet non si trova neanche una pagina della gloriosa ditta ASA, cercando, puoi trovare qualche pagina che parla di Andrea Alessandrini, personaggio davvero storico e importante per la canoa italiana e non solo.

    Per completezza devo ammettere che altri amici utilizzano, con molta soddisfazione, anche altri Kayak da Mare.

    Marco

    eko

    13 luglio 2014 at 12:18

  2. Salve EKO,
    Ho visionato diversi reportage di questo bellissimo sito ed in particolare quello su Lussino e le isole limitrofe. A parte i complimenti che bisogna veramente farti, volevo avere alcune informazioni sul tipo di Kayak che usate, quelli color ocra per intenderci.
    Da chi sono fabbricati e possibilmente un sito del produttore.
    Da quello che scrivete ho capito che sono di ottima qualità e voglio capire a quali costi andrei incontro per l’acquisto.

    Attualmente navigo con un Kayak da mare da 16 piedi, auto costruito nel 1999 in compensato marino da 4 mm con la tecnica del cuci e incolla. Costo progetto su internet 70.000 lire + 500.000 lire di materiale + una settimana di lavoro nelle ferie.
    Ho sempre fatto escursioni giornaliere lungo costa o in laguna veneta di 30-40 km ma con il passare degli anni diventa pesante ritornare entro sera al punto di partenza ed espandere contemporaneamente il raggio d’azione, così pensavo di attrezzarmi con un kayak più moderno e con l’attrezzatura per pernottare.
    Grazie in anticipo per le informazioni.

    Saluti

    Mirko

    Mirko

    11 luglio 2014 at 17:56

  3. Ciao Efisio,
    ho letto il tuo bellissimo libro e ora ti conosco meglio.
    Sono stato attratto dall’immagine di copertina, è estremamente riassuntiva, ho colto in quella vecchia chiave del Faro di Tavolara, un significato molto profondo.
    Leggendo il sottotitolo “pensieri sparpagliati”, immaginavo un libro un poco disordinato e magari di non facile lettura. In realtà mi devo complimentare con te, “Ermea” è scritto molto bene, scorrevole, ordinato, con una logica continuativa molto piacevole, i “pensieri” non mi sembrano affatto “sparpagliati”.
    Il contenuto del libro è affascinante e prezioso anche per me e per chiunque ama Tavolara; immagino quanto lo sia per i tuoi famigliari e sopratutto per i tuoi nipoti, sono pagine che raccontano le vostre radici e perciò fondamentali per la loro formazione e la loro crescita.
    Ti ringrazio molto per le dettagliate descrizioni dell’isola e per i preziosi racconti che narrano il trascorrere di una vita così intensa e vera in un luogo così isolato.
    A pag. 22 c’è una fotografia che mi ha commosso e ha accentuato la mia rabbia, si tratta di Punta Timone con le cale di Levante e di Ponente, come era bella!
    L’uomo in questi ultimi anni, l’ha brutralmente stuprata e distrutta col cemento, ha bucato il monte con misteriose gallerie, chissà cosa ci sarà sotto, forse stanno costruendo dei rifugi antiatomici per poveri generali o per una arrogante e presuntuosa elite.
    Grazie per avere descritto dettagliatamente Punta Timone, la Cala del Papa con la sua bellissima grotta e tutta la costa che purtroppo ho potuto vedere solo da lontano, visto l’assurdo divieto di navigazione.
    In un Parco Marino che danni può fare un kayak che scorre assolutamente silenzioso e senza inquinare?
    Un Parco Marino devrebbe consentire l’accesso libero a chi ha un rispetto totale per la natura.
    Il capitolo in cui parli della montagna ha fatto accrescere in me il desiderio, che già avevo, di tornare a Tavolara per scoprire da vicino il monte e vagabondare tra le rocce.
    Dalle tue parole, ho colto e apprezzato molto la sensibilità nei confronti della natura e della libertà.
    Mi è piaciuto molto anche il tristissimo racconto della Foca Monaca che privata dalla libertà si è lasciata morire.
    Bellissime tutte le foto in bianco/nero, e bellissimi i tuoi famigliari.
    Ti auguro ancora molte “fughe” nella tua Tavolara.

    eko

    21 marzo 2013 at 21:49

  4. BELLISSIMO “SERVIZIO” FATTO DA PERSONE SENSIBILI E CAPACI

    Efisio Chinelli

    21 marzo 2013 at 20:24

  5. A chi vuole conoscere meglio Tavolara, suggerisco la lettura di “Ermea e gli ermenauti – Tavolara, pensieri sparpagliati” di Efisio Chinelli – distribuito da PJ di Josto Chinelli (contact@plasticjumper.it)

    eko

    15 dicembre 2012 at 14:18


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