Eko

in KAYAK DA MARE, bivaccando libera-mente

sul Lago di COMO (1a)

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Pagaiata del Barbarossa

(o di San Giovanni)

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F U O C H I

C O M A C I N I

Fuochi sull'Isola Comacina

Notte di fuoco sull'Isola Comacina

Italia settentrionale – Lago di Como – Ramo di Como

Mappa Escursione in kayak "Pagaiata del Barbarossa" - Istituto Geografico DeAgostini

Itinerario dell'escursione in kayak - km.32 - ________"Pagaiata del Barbarossa"______________________ Mappa Istituto Geografico DeAgostini - Lago di Como, Alto Ramo di Como

Prefazione

L’Isola Camacina è l’unica isola del lago di Como.

Nell’alto Medioevo era abitata da migliaia di persone; vederla oggi, disabitata, non pare vero che a quei tempi era un importante centro religioso, militare e politico a cui facevano riferimento i territori circostanti.

Durante la guerra dei dieci anni tra Milano e Como, la Pieve dell’Isola Comacina si schierò con Milano, che vinse la guerra e distrusse Como.

Qualche anno dopo, Como riprese forza e grazie anche all’alleanza stipulata con l’imperatore Federico Barbarossa potè compiere la terribile vendetta. Il 24 giugno (giorno di San Giovanni) dell’anno 1169 l’Isola Comacina venne attaccata dal Barbarossa e dai Comaschi che la rasero completamente al suolo e dopo aver disperso le pietre nel lago la incendiarono.

Successivamente il Barbarossa, con un decreto imperiale, ne vietò la ricostruzione.

Da allora l’Isola Comacina non fu più abitata.

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Punta di Bellagi e Villa Melzi

Bellagio e Villa Melzi

Nel pomeriggio di sabato 27 giugno 2009 ci imbarchiamo dalla spiaggia di San Giovanni, sul ramo di Como, 1,5 km a sud di Bellagio. Parcheggiamo l’auto, nei pressi della spiaggia, alla fine dello sterrato che costeggia la sponda destra del torrente Perlo. La spiaggia è ampia e ciotolosa, sulla destra è attrezzata con un piccolo bar stagionale, mentre a sinistra, oltre il torrente, prosegue libera e più appartata.

Dal lago, un poco al largo, ci soffermiamo ad ammirare il promontorio di Bellagio con la bella cittadina adagiata sulla riva, e poco a destra il bianco candore di Villa Melzi, anch’essa affacciata al lago e avvolta dal suo rinomato parco.

Villa Balbianello sulla Punta di Lavedo

pagaiando verso Villa Balbianello sulla Punta di Lavedo

Mentre il cielo si stà annuvolando, decidiamo di raggiungere la sponda occidentale, attraversando il lago verso Est/sud/est, in direzione dell’inconfondibile Dosso di Lavedo; sono poco meno di 4 km di traversata.

Il lago si è fatto cupo e il sole è ormai coperto dalle nubi che persisteranno per tutto il pomeriggio. Il temporale sembra in arrivo, ma in realtà abbiamo poi saputo che si è scatenato molto violento sulle città di Como e Lecco, risparmiando questo tratto di lago.

Villa Balbianello

Villa Balbianello

Superarata la Punta di Lavedo, sulla quale sorge la meravigliosa Villa Balbianello, costeggiamo la sponda occidentale del ramo comasco, dopo la splendida Villa Cassinella, caratterizzata dal verde intenso dei suoi giardini e dei suoi cipressi, e dopo il paese di Campo entriamo nella Zoca de l’oli: il golfo riparato dall’isola Comacina.

Il traffico di barche, gommoni e lucie è più intenso del solito, e nonostante il tempo uggioso, sono numerosi i bagnanti lungo le rive; oggi e domani sono giorni di festa per la grande Sagra di San Giovanni.

Nel golfo si trovano: Ospitaletto di Ossuccio, col suo originale campanile opera dei Magistri Comacini e che è divenuto uno degli emblemi del Lario, la Villa Leoni, Spurano con la romanica chiesa dei Santi Giacomo e Filippo costruita in parte sulle rocce e in parte su due archi a lago, infine Villa Beccaria affacciata sul promontorio della Puncia che chiude la Zoca de l’oli, proprio di fronte alla punta sud dell’Isola Comacina.

villa a nord di Argegno

villa a nord di Argegno

Brienno

pagaiando verso Brienno

Proseguiamo la nostra escursione ammirando le belle case e le affascinanti piazzette di Sala Comacina, affacciate al lago, ma deturpate da una inestetica passeggiata a balconata.

Oltrepassato il paese di Colonno, dopo un’alta cascata a lago che scende dietro al ponte della strada Regina, arriviamo alla costa rocciosa di Argegno. Per una breve sosta ci fermiamo dopo la chiesa, alla spiaggetta del lido situato nei pressi della foce del fiume Telo. (km. 10,5)

Brienno

Brienno

Risaliti sui kayak dopo altri 4 km giungiamo a Brienno, dal lago il paese sembra molto caratteristico, con le sue antiche case bagnate dalle acque.

Careno sullo sfondo

Careno sullo sfondo

Ancora 2,5 km. di pagaiata e alla punta di Torriggia (frazione di Laglio) attraversiamo il lago nel punto più stretto dell’intero bacino (650 metri), e giungiamo a Careno. (km. 17,5)

Careno - il campanile della chiesa di San Michele
Careno – il campanile della chiesa di San Martino

L’acqua alta del lago ci permette di superare un muretto sommerso e sbarcare sulla spiaggetta del piccolo lido.

A Careno è d’obbligo una passeggiata tra le antiche case e lungo le strette e caratteristiche scalinate. Affacciata al lago, la chiesetta romanica di San Martino risale al XII° sec. (ma il campanile è del XV° sec.) e completa il paesaggio con scorci davvero magnifici.

I nuvoloni sembrano allontanarsi e il cielo lentemente si apre con squarci luminosi.

Careno - ortensie e campanile

Careno - ortensie e campanile

Sosta al lido di Careno

sosta al lido di Careno

l'orrido di Nesso

l'orrido di Nesso

Risalendo la sponda orientale del ramo di Como, in località Coatesa di Nesso, passiamo sotto all’inconfondibile Ponte della Civera ed entriamo nel famoso Orrido di Nesso, caratterizzato dalle acque dei torrenti Touf e Nosè che unendosi si gettano spumeggiando nella profonda e suggestiva gola. Col lago alto è possibile entrare nell’Orrido pagaiando per un centinaio di metri, senza correre rischi di urtare le rocce. In questa stagione il tardo pomeriggio è il momento in cui la luce illumina meglio la gola.

Ponte della Civera a Coatessa di Nesso

Ponte della Civera a Coatesa di Nesso è l'ingresso dell'Orrido

A nord di Nesso la costa è selvaggia, rocciosa e spesso il bosco scosceso sfiora le acque.

a nord di Nesso

a nord di Nesso

Cavagnola

Cavagnola

Tramonto - il cielo sopra Argegno

Tramonto - il cielo sopra Argegno

Tramonto su Argegno

Tramonto su Argegno

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Tramonto sopra Argegno

Tramonto sopra Argegno

Tramonto sopra Argegno

Tramonto sopra Argegno

E’ ormai sera, il cielo si è aperto e il sole calando dietro i monti della Val d’Intelvi, ha colorato le acque del golfo di Argegno, di un rosso passionale e profondo.

Il lago in questa zona raggiunge la profondità di 410 metri, massima profondità per un lago europeo. ____________________________________________________________________________________ Oltrepassata la Punta della Cavagnola, costeggiamo la sponda di Lezzeno con le sue numerose frazioni e dopo le ore 21 ci fermiamo su una spiaggetta (km. 25,5) per preparare la nostra cena.

E' l'ora del caffè - spiaggetta a Lezzeno

spiaggetta a Lezzeno... e dopo aver cenato, è l'ora del caffè

Luci tra Ossuccio e Sala Comacina

luci tra Ossuccio e il Dosso di Lavedo

____________________________________________________________________________________ Davanti a noi, vicino alla sponda occidentale, a poco più di 2 chilometri al largo dalla nostra spiaggetta, una macchia scura spezza le luci lungo la riva. E’ il ciuffo boscoso dell’Isola Comacina.

Sono le 22,30 quando udiamo le prime esplosioni e l’Isola si accende di mirabolanti fuochi che riflettono sull’acqua le loro luci colorate.

IMGP3665I fuochi su Isola Comacina
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fuochi su Isola Comacina
fuochi su Isola Comacina
IMGP3667I fuochi su Isola Comacina

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IMGP3687I fuochi su Isola Comacina

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……………in un crescendo continuo, lo spettacolo si protrae per quasi un’ora e dal nostro privilegiato ed esclusivo punto di osservazione, lo possiamo godere pienamente in tranquillità. ____________________________________________________________________________________

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- Alle 23,30 accendiamo le nostre luci e riprendiamo a pagaiare nella pace della notte lariana. Dopo le ultime case di Lezzeno, la costa è assolutamente buia per alcuni chilometri.

Villa La Placida

Villa La Placida

Nel pèorticciolo di San Giovanni

nel porticciolo di San Giovanni

____________________________________________________________________________________ E’ quasi l’una di notte quando arriviamo al porticciolo di San Giovanni, il paesino è ancora in festa con balli e musiche sulla piazza accanto alla chiesa, una piccola spiaggia a nord della darsena permette lo sbarco.

San Giovanni

San Giovanni

San Giovanni

San Giovanni

L’una è ormai passata quando terminiamo la nostra escursione approdando sulla spiaggia alla foce del torrente Perlo, il bar sulla spiaggia è ancora aperto, mentre ad di là del torrente, nella parte più isolata, scorgiamo alcune tende che hanno trovato una buona sistemazione per la notte.________________________________________________ (Totale pagaiata Km.32) __________________________Escursione di Marco Zonno e Marco Ferrario

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———————————————————————————————————————– Note

– Sapremo dai giornali della domenica che i fuochi all’Isola Comacina hanno attirato migliaia di turisti sul lungolago e la strada Regina da Argegno a Lenno è stata chiusa al traffico per 4 ore; molti i battelli e le barche che hanno invaso la Zoca de l’oli per assistere al grandioso spettacolo pirotecnico che ricorda la distruzione e l’incendio dell’isola ad opera del Barbarossa, avvenuta nella notte di San Giovanni, il 24 giugno del 1169.

-L’isola ai giorni nostri è una piccola “Pompei” Lariana, ricca di resti medioevali, molti dei quali ancora sepolti.

– La costa di Lezzeno, per noi kayaker, è un eccellente punto di osservazione dei fuochi, è una sponda tranquilla perchè trascurata dal turismo e raggiungibile facilmente in kayak evitando il traffico di battelli, motoscafi e gommoni che si riversano invece lungo la sponda occidentale, quella vicino all’isola.

Written by eko

27 luglio 2009 a 03:33

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