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in KAYAK DA MARE, bivaccando libera-mente

Alto lago di GARDA

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escursione invernale

al “Parco del Vento”

Lago Italia Settentrionale

di Marco Ferrario (Eko)

14 – 15 febbraio 2004

Il lago di Garda che nella sua parte meridionale è un vasto bacino attorniato da dolci colline; nella parte settentrionale è un fiordo rivolto verso NNE che penetra profondamente nelle Prealpi, e a febbraio, periodo della nostra escursione, le vette dei monti circostanti sono innevate.

Mappa dell’itinerario, dalla Carta Turistica dei Laghi della Regione Lombardia (istituto geografico de agostini)

alto-garda-mappa-itinerario0027

La Costa Occidentale dell’Alto Garda è caratterizzata da spettacolari scogliere a picco sul lago e spiaggette non sempre facilmente raggiungibili da terra, perciò poco frequentate anche in stagione estiva. La strada, scolpita nella scogliera, scorre spesso nascosta in gallerie e perciò non disturba il nostro pagaiare.

Lungo la Costa Nord, la foce del fiume Sarca separa la caratteristica cittadina di Riva dal paesino di Torbole.

La Costa Orientale presenta ancora scogliere selvagge e suggestive a sud di Torbole. Successivamente i pendii del Monte Baldo scendono con boschi di ulivi che si stemperano sulla riva del lago, permettono l’insediarsi di piacevoli e pregevoli paesini.

INFO
L’Alto Garda è battezzato dai surfisti il “Parco del Vento”.
E’ proprio nei giorni ventosi che l’aria è più tersa e il panorama si amplia avvicinando rive e monti.
I principali VENTI DOMINANTI sono termici e perciò dipendono dal riscaldamento/raffreddamento dell’aria e dell’acqua.
Il Peler o Sover spira da nord – dall’alba a mezzogiorno, mentre l’Ora spira da sud – da mezzogiorno al tramonto.
Ogni zona o valle è caratterizzata anche da particolari venti a cui è necessario prestare molta attenzione durante la navigazione.
Avevamo organizzato l’escursione per la fine di Gennaio ma abbiamo rinviato la pagaiata a causa delle previsioni del tempo che annunciavano nevicate e successivamente venti forza sette.
Il vento sull’Alto Garda non scherza e non è raro che le burrasche provochino infortuni nautici rilevanti, è necessario perciò affrontarlo con estremo rispetto.
È ancora viva in molti velisti, la drammaticità della situazione d’emergenza creatasi nell’agosto 2003, quando a seguito dell’improvviso fortunale abbattutosi sull’Alto Garda, nel corso di un’importante regata velica, ben quaranta imbarcazioni vennero affondate o si distrussero sugli scogli e una ottantina di persone furono recuperate in acqua.
Il servizio di pronto intervento e di sorveglianza della Guardia Costiera è presente con un equipaggio di esperti uomini di mare e con una motovedetta inaffondabile e autoradrizzante capace di muoversi in condizioni estreme e grazie ai due motori da 400 cavalli, raggiunge una velocità di 32 nodi. La motovedetta ha base operativa a Bogliaco nel porto del Circolo Vela Gargnano, il circolo nautico che organizza la celebre regata velica “Centomiglia”. Il servizio di soccorso è attivo da maggio a tutto ottobre.
Le acque trentine sono interdette alla navigazione a motore ma frequentatissime da surf e da barche a vela; perciò in alta stagione il traffico sul lago è caotico e può essere pericoloso per il pagaiatore, mentre in inverno, periodo della nostra escursione, è pressoché nullo. Da Novembre a Febbraio anche i battelli non funzionano, mentre il traghetto per gli autoveicoli è l’unico funzionante tutto l’anno sulla tratta Maderno – Torri del Benaco (informazioni presso la “Navigazione Lago di Garda” – Desenzano – Tel.030.9149511).
Numerosi sono i campeggi soprattutto lungo la costa orientale e quella settentrionale.

L’Alto Garda è ispiratore di arte e poesia e per noi, piccoli navigatori, è acqua per realizzare sogni.

14 febbraio

alto-garda0071LIMONE del Garda (Km. 0)

Sta albeggiando mentre ci imbarchiamo dalla spiaggia comunale che si trova subito a sud del grande parcheggio collocato alla fine della strada in discesa che conduce al lago.

Alle spalle ci sono la tondeggiante vetta del monte Mughera (m.1.161) e il monte Tremalzo (m.1.800) che proteggono Limone dai venti più impetuosi.

Con la foschia il lago assume un fascino ovattato, lentamente, col passare dei minuti, mostra tutti i suoi colori.

Dal lago notiamo meglio i monti con le loro rocce bianche.

Procediamo verso nord costeggiando il paese col suo vecchio e caratteristico porticciolo tra le antiche case.alto-garda008

Dopo le località di S. Rocco e di Garbera, a Sopino osserviamo belle limonaie ormai abbandonate.

Ancora poche case a Nua, Reamol Sotto e Reamol Sopra e qualche spiaggetta accessibile da sentieri.

Poco prima di Capo Reamol una bellissima limonaia lambisce il lago e sembra una suggestiva cattedrale.

Dal Corno di Reamol (Km. 3) la costa si fa molto ripida e selvaggia.

Lasciamo la sponda Lombarda ed entriamo in Trentino.

Isolato sotto le rocce è collocato l’Hotel Pier che ospita una scuola di Wind-surf, nei pressi ci sono le spiaggette dei Salici e la minuscola dei Maiali.

In corrispondenza della Zona Gola, solo poco più di due chilometri separano le due sponde del lago, è questo il punto più stretto.alto-garda005

alto-garda0012 Dopo la zona dell’ex porto del Ponale arriviamo alla foce a cascata del torrente Ponale (Km. 7), rischiando qualche raschio, è possibile entrare col kayak nella “stanza” della cascata, l’ambiente è magico. Mi ricordo anni fa, quando la visitai per la prima volta e il sole la illuminava creando suggestivi riflessi, peccato che oggi il cielo sia grigio. All’interno, quando il livello del lago non è alto, si forma una minuscola spiaggetta.

In località La Punta, la roccia a picco sul lago è una apprezzata palestra per i free-climbing.

Le alte scogliere sono terminate mentre stiamo pagaiando verso l’estremo più a nord del Garda:

RIVA del Garda (Km. 10), elegante cittadina (14.000 ab.) in cui soggiornarono artisti, poeti e pensatori, (Nietzsche, Rikle, Kafka, Freud, Mann, Lawrence). Oggi è luogo amato sopratutto da austriaci, attratti dal buon clima.

Il monte Rocchetta (m. 1.520) a ovest e il monte Brione (m.376) a est proteggono Riva dai freddi venti settentrionali, ma nel pomeriggio si alza l’Ora, il vento da sud.

Dal vecchio porticciolo ammiriamo la piazza coi palazzi medioevali e la torre dell’Apollinare (XIII° sec. ), passiamo poi sotto il ponte levatoio per costeggiare le mura della Rocca (XII° sec.) e uscire dalla parte opposta, nei pressi del Lido.

Pagaiando verso est, costeggiamo la parte nuova dalla cittadina: palme, magnolie, ville, giardini, il moderno Palazzo dei Congressi e Punta Lido.

Poi la grande spiaggia dei Sabbioni col vasto Parco del Villino Campi e la spiaggia dei Pini con alcuni campeggi.

Ai piedi del monte Brione sorge il Porto industriale di S. Nicolò e il Forte S. Nicolò, dopo le pendici del monte e la strada del lungolago ci sono altri campeggi e un centro surf.

Arriviamo alla Foce del Fiume Sarca (Km. 12.5).

Le rive del fiume sono arginate e risalirlo è poco interessante. Da qui al mattino scende la tramontana o Peler.

Sulla sponda destra della foce del Sarca si trovano i Bagni Lido Blu.

Dopo il porto di Foce Sarca c’è Villa Cian seguita da spiagge e campeggi.

Oltre il Porto dei Pescatori altri campeggi e Centri surf affacciati alle spiagge.

Il cielo nel frattempo si è fatto sempre più azzurro e il sole ha trovato un varco tra le nubi. Sul fondo, verso nord, il panorama è ormai aperto sulle innevate Alpi Trentine e sopra Torbole ecco i caratteristici coni delle Marmitte dei Giganti.

TORBOLE (Km. 13.5) (2.500 ab). L’antico borgo di pescatori ha mantenuto un caratteristico aspetto, oggi è sede anche di ben sei centri velici e di numerosi negozi di attrezzature nautiche. E’ la capitale del surf italiano. In questo paradiso per surfisti si disputa tra le altre, una gara valevole per il campionato del mondo di wind-surf.

A Torbole nel 1786 soggiornò il poeta J. W. Goethe che rimase affascinato da questi luoghi e impressionato dal vento che definì “Gagliardo”.

Entriamo nel Porticciolo della Vecchia Dogana, la bella casa del Vecchio Dazio è situata sulla banchina del molo.alto-garda009

Si susseguono la spiaggia, il Centro Velico, la Conca d’Oro, un porticciolo e ancora una spiaggetta.

Dopo Torbole non può sfuggire l’imponente foce della grande Galleria d’acqua Adige/Garda.

A Punta Corna del Bò (Km. 16,5), la spiaggetta è spesso frequentata da surfisti e dai climbers che si arrampicano sulla bianca roccia sovrastante, ma oggi è completamente deserta. Da qui, la costa è tornata ad essere molto alta e rocciosa.

alto-garda010Dopo Punta Calcarole ci fermiamo sulla piccola e riparata spiaggetta di Buon Porto, una barca a vela è qui ancorata.

Cuciniamo le nostre provviste e dopo aver raccolto alcuni tronchi che potrebbero venir utili per il fuoco notturno, li leghiamo sul ponte dei nostri kayak e riprendiamo il viaggio.

A Tempesta c’è una spiaggetta sotto un grande triangolo di roccia bianca a strapiombo.

Più avanti lasciamo il Trentino per entrare in Veneto, e iniziamo a costeggiare la Riviera degli Ulivi.

Le rive non sono facilmente raggiungibili da terra, la strada Gardesana Orientale scorre in gallerie semiaperte verso il lago; in alto la vetta innevata del Monte Altissimo di Nago (m.2.079), facente parte della lunga catena montuosa del Monte Baldo, che scorre parallela al fiordo dell’Alto Garda.

Quando terminano le gallerie stradali, anche la costa si fa più dolce e dopo Villa Monica si susseguono campeggi e spiagge.

Su un prato nei pressi di Porto Castello vediamo atterrare alcuni parapendii che scendono dalle vette del Monte Baldo.

NAVENE (Km. 22.5), a sud del porticciolo, continuano le spiagge dei campeggi.

Dopo il paesino di Molini c’è Porto Campagnola, altri campeggi e spiagge anche dopo il Monte di Cal e le località di S. Marco e delle Morettine. È questo il tratto meno interessante dell’intero itinerario.

Dopo Villa Turazza, Porto Retelino, i Cantiere Feltrinelli e la spiaggia del Lido di Bagni Paina arriviamo a MALCESINE (Km. 27) (3.500 ab.), situata ai piedi della cresta del Monte Baldo. Una moderna funivia in pochi minuti porta dal paese a Tratto Spino (m. 1.780), frequentata stazione sciistica.alto-garda0121alto-garda0111

Splendida e baciata dal sole è la spiaggetta dominata dal magnifico castello medioevale costruito sullo spuntone roccioso a picco sul lago. Ci soffermiamo al largo per scattare alcune fotografie, col suggestivo castello in primo piano e le innevate pendici montuose sullo sfondo.

Entriamo poi nel porticciolo per ammirare il palazzo dei Capitani in stile gotico-veneziano.

Passiamo dal Cor de Lorè e da un porticciolo, poi dopo Villa Manin puntiamo la prua verso l’Isola dell’Olivo (Km. 29)alto-garda013

Attorniata da scogli affioranti è una piccola isoletta dal perimetro roccioso, coperta da una folta vegetazione, di fronte c’è la spiaggia dell’Ospedale.

Il sole sta tramontando dietro le Prealpi Bresciane, non abbiamo molto tempo per visitare con la calma necessaria l’Isola di Sogno o dell’Amore (Km. 30) (attenzione a scogli affioranti) e la bellissima Baia di Val di Sogno, riparata dai venti, è un luogo romantico con cipressi e una grande spiaggia.

Dopo la zona delle cave di pietra di Preera ecco il paese di CASSONE posto ai piedi della Cima Valdritta (m. 2.217) del Monte Baldo. Bello è il lungo-lago col porticciolo caratterizzato da fabbricati quattrocenteschi, dalla Torre circolare e dalla spiaggetta. Qui sfocia il fiume Aril, che nel suo brevissimo corso di 175 metri forma anche un laghetto.

Il paese, come anche Malcesine, è stato ritratto in alcuni dipinti dal pittore austriaco Gustav Klimt.

A sud spiaggia e campeggi.

A quattrocento metri dalla riva raggiungiamo l’Isola di Trimelone (Km. 32.5)

In passato l’isola ha avuto importanza militare. Il Barbarossa distrusse le fortificazioni risalenti al X° secolo, ricostruite poi dagli Scaligeri e danneggiate dall’esplosione della polveriera. Nel 1914, in difesa dei confini con l’Austria, venne costruita una fortificazione col tetto dalla particolare forma a tre cupole (meloni) e armata da tre cannoni. Durante la seconda guerra mondiale i tedeschi utilizzarono l’isola durante la ritirata e sembra che sull’isola venne condotto Mussolini, per essere intervistato.

Oggi è un’isola disabitata, lunga duecento metri, larga trenta e alta non più di dieci è frequentata da numerosissimi cormorani appostati sui rami degli alberi. Appena ci avviciniamo si alzano tutti in volo e sicuramente disturbati, lasciano l’isola. Le rocce, gli alberi e i resti delle costruzioni militari sono imbiancati dal loro guano.

Prestando attenzione ai numerosi scogli affioranti, soprattutto a sud, giriamo attorno all’isola e a sud/est si trova l’unica spiaggetta.

alto-garda014alto-garda015

E’ ormai buio quando, utilizzando la legna che avevamo raccolto durante una sosta, accendiamo il fuoco. Oltre che scaldarci, il fuoco è utile anche per far asciugare gli indumenti bagnati di sudore, (lavati successivamente più volte in lavatrice, hanno comunque mantenuto il “profumo” di cenere).

Cucinati i pochi viveri dopo un buon vin-brulè ce ne andiamo a dormire.

La notte è fredda e stellata ma anche piuttosto rumorosa a causa del traffico della gardesana orientale.

(primo giorno: percorsi Km.32.5)


15 Febbraio

All’alba troviamo i kayak bianchi di ghiaccio.

Il sole è ancora nascosto dietro al Monte Baldo quando mettiamo i kayak in acqua per raggiungere la spiaggia e il porticciolo di ASSENZA. Proseguiamo poi sino al tranquillo porticciolo del Porto di Brenzone (Km.34)

TRAVERSIAMO dalla costa Veneta a quella Lombarda, percorrendo il lago in diagonale sulla rotta 255°.

Sotto di noi, la profondità del lago raggiunge i 350 metri.

Durante la traversata il Garda è particolarmente suggestivo. Il sole che sorge dal monte Baldo, colora di rosso le acque e preannuncia una giornata fantastica. A sud lo sguardo si apre sul lago che si allarga.alto-garda017alto-garda020

Dopo 7 chilometri di traversata siamo al largo di Villa Ottaviani, l’ultima abitazione sulla costa nord di Gargnano (Km. 41) e riprendiamo a costeggiare verso nord.

La scogliera a strapiombo è altissima, selvaggia e bellissima, udiamo solo il nostro pagaiare e ci salutano le urla dei gabbiani. Questo meraviglioso scenario prosegue per quattro chilometri sino all’Orto degli Ulivi dove si trova la foce del torrente Piovere, poco oltre incontriamo il Porto di Tignale (Km. 45) minuscolo porticciolo con pittoresche case accanto alla spiaggetta chiusa tra la roccia e la foce del torrente Baès.

Su uno sperone roccioso a circa 600 metri è situato il paese di Tignale.

Sulla spiaggetta di Prato della Fame, un tempo si riparavano i pescatori sorpresi dalle burrasche e dalle terribili raffiche del Peler, qui rimanevano a volte anche per più giorni, in attesa della fine della bonaccia; ma non c’era niente per sfamarsi e non c’erano sentieri per raggiungere i paesi vicini. (La strada gardesana che congiunge Gargnano con Riva è stata realizzata solo nel 1931, prima di tale data la costa era accessibile solo via lago).

alto-garda018alto-garda019alto-garda016Al Prato della Fame si trova il Windy Bar di Mariella che è un punto di riferimento e di ristoro per i surfisti dell’alto lago, ma in inverno è chiuso.

Alle spalle della spiaggia, oltre la strada della vecchia Gardesana, c’è una bellissima limonaia ristrutturata.

Altre spiagge si incontrano più a nord.

In località Forbisiche, in alto sulla scogliera, a quasi settecento metri di quota, si scorge il Santuario della Madonna di Montecastello.

A Punta Forbisiche c’è una spiaggetta.

alto-garda0212alto-garda0221alto-garda023Dopo la Scogliera del Monte Cass giungiamo a CAMPIONE del Garda (Km. 49.5)

E’ una lingua di terra formata dai detriti del torrente. C’è un porticciolo e una grande spiaggia con prato adatto alla sosta, centro velico, centro surf e comoda area di sosta per camper. Sbarchiamo per una cioccolata al bar.

Dal 16° secolo sino ai primi decenni del secolo scorso, Campione è stato un centro operaio per la lavorazione del ferro e del rame e sul finire dell’ottocento è sorto un significativo villaggio di residenza operaia legata ad un cotonificio. Tutto finì quando una alluvione distrusse gran parte dei fabbricati. Sino al 1931 Campione era raggiungibile solo via lago, oggi si è trasformato in un piacevole luogo turistico tra resti di archeologia industriale, frequentato da surfisti e velisti.

Ricordo una bellissima escursione che feci anni fa risalendo il torrente sino alle gole, è una camminata di un paio d’ore che sarebbe bello rifare.alto-garda024alto-garda025

Ripreso il kayak pagaiamo ancora sotto a splendide scogliere. L’Ora, il vento da sud, ci spinge con crescente energia.

La nuova strada Gardesana scorre in galleria mentre il percorso della vecchia Gardesana è uno splendido sentiero incastonato nella scogliera.

Giungiamo all’Ex porto di Tremosine che è ormai un rudere poco riconoscibile.

In alto su uno sperone roccioso, ad oltre quattrocento metri di quota, sorge il paesino di Pieve di Tremosine.

Diverse cascate caratterizzano questa scogliera, tra cui: la Cascata Val Brasa e quella del Largo dei Minatori.

alto-garda026Dopo la Punta di Color (Km. 54) altre splendide scogliere inaccessibili poi, avvicinandoci a Limone, incontriamo i campeggi e le spiagge di S. Antonio, Villa Lucia e S. Luigi.

A Punta S. Giovanni ancora un campeggio e la spiaggia alla foce del torrente.

Arriviamo a LIMONE nel primo pomeriggio e oltrepassato il nuovo porto sbarchiamo alla grande spiaggia comunale (Km. 57)

Sistemati i kayak sull’auto passeggiamo nel paese, caratterizzato da strette vie, è bellissimo, disseminato di ulivi, oleandri, agavi, bouganville e giardini di limoni e cedri. Sui davanzali di antiche case splendidamente ristrutturate i gerani fioriscono anche in inverno…

(secondo giorno: percorsi km. 25,5)


Escursione effettuata da: Aldo Milesi, Gianluca Gaigher, Rino Luciano e Marco Ferrario.

____________________________________________________________________________________Vedere anche altri Eko-articoli: Lago di GARDA – le grandi traversate  e  Isole del lago di GARDA

Written by eko

1 dicembre 2008 a 15:16

Una Risposta

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    eko

    1 febbraio 2009 at 20:24


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