Eko

in KAYAK DA MARE, bivaccando libera-mente

Capo TESTA e la VALLE DELLA LUNA

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In Kayak da Mare alla

Valle della Luna

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CAPO   TESTA

pagaiare tra I Graniti di Capo Testa

Mediterraneo – Isola di Sardegna – Gallura

Mare di Sardegna – Bocche di Bonifacio

Capo Testa – La spiaggia dell’Ea (Acqua) nella Valle della Luna

Collocato all’estremo nord della Sardegna, Capo Testa è quasi un’isola che delimita l’ingresso sud-occidentale alle leggendarie e temute Bocche di Bonifacio. 

Ekomappa - collocazione di CapoTesta e le Bocche di Bonifacio

Eko-mappa – le Bocche di Bonifacio e Capo Testa

pagaiando tra I Graniti di Capo Testa

pagaiando tra I Graniti di Capo Testa

Capo Testa - La Valle della Luna - La Mano dell'Orso

Capo Testa – Valle della Luna – la roccia della Mano dell’Orso

Il promontorio ha un perimetro di dieci chilometri che noi kayakers siamo in grado di circumpagaiare quasi completamente come fosse un’isola, in quanto è congiunto alla terra madre da un’istmo sabbioso largo poche decine di metri e facilmente accessibile da entrambi i versanti.

Eko-mappa - Capo Testa

Eko-mappa – Capo Testa

Capo Testa - Faro e scogliere granitiche della costa nord.

Capo Testa – Faro e scogliere granitiche della costa nord.

Navigare tra queste rocce è una grande emozione.

La bellezza è selvaggia, un vero gioiello naturale che trasmette sensazioni e sentimenti primordiali.

Le mastodontiche scogliere granitiche sono state modellate nei millenni dall’incessante vento che le ha scolpite in forme bizzarre e fantastiche.

Capo Testa - il cartello lungo la strada che conduce da Santa Teresa di Gallura a Capo Testa, indica una serie di percorsi a piedi

il cartello lungo la strada che conduce da Santa Teresa di Gallura a Capo Testa, indica una serie di percorsi a piedi

L’istmo, che unisce Capo Testa all’isola di Sardegna, è situato tre chilometri a ovest dal paese di Santa Teresa di Gallura; in automobile, seguendo le indicazioni, lo raggiungiamo facilmente.

 la spiaggia sabbiosa della Rena di Levante o Tibula, nostro punto d'imbarco.

la spiaggia sabbiosa della Rena di Levante o Tibula, nostro punto d’imbarco.

Capo Testa - I Graniti di Levante

Capo Testa – I Graniti di Levante

Capo Testa - I Graniti di Levante al mattino sono in ombra.

Capo Testa – I Graniti di Levante al mattino sono in ombra.

Ampi parcheggi sterrati consentono la sosta a pochi metri dalle spiagge sabbiose di Levante e di Ponente.

Capo Testa - I Graniti di Levante

Capo Testa – I Graniti di Levante

Prendiamo mare dalla spiaggia della Rena di Levante o Tibula o Rena dell’Istimu. 

Capo Testa - I Graniti di Levante

Capo Testa – I Graniti di Levante

Capo Testa - I Graniti di Levante

Capo Testa – I Graniti di Levante

Dopo un tratto di bassa scogliera, nell’estremità occidentale dell’ampio Golfo di Levante, passiamo tra i graniti posti al largo della spiaggia di Zia Colomba.

Capo Testa - I Graniti di Levante in controluce

Capo Testa – I Graniti di Levante in controluce

Capo Testa - I Graniti di Levante

Capo Testa – I Graniti di Levante al primo mattino sono ancora in ombra

Capo Testa - I Graniti di Capo Acuto

Capo Testa – I Graniti di Capo Acuto

Capo Testa - I Graniti di Capo Acuto

Capo Testa – I Graniti di Capo Acuto

Capo Testa - I Graniti di Capo Acuto

Capo Testa – I Graniti di Capo Acuto

Capo Testa - I Graniti di Capo Acuto

Capo Testa – Ja tra Graniti di Capo Acuto

Sulla collina, il villaggio turistico di Capo Testa e l’Hotel Mirage deturpando il paesaggio e da essi molti turisti si riversano sulla spiaggia sottostante.

Gli insediamenti turistici, sorti sul versante orientale, sono le uniche cementificazioni sul promontorio.

Capo Testa - I Graniti di Capo Acuto

Capo Testa – I Graniti di Capo Acuto

Più a occidente, probabilmente grazie anche alle vecchie servitù militari, la natura è quasi incontaminata.

Capo Testa - I Graniti della costa nord

Capo Testa – I Graniti della costa nord

Pagaiando tra scogli granitici arrotondati e levigati, scorgiamo la spiaggetta Rosa o dei Graniti; nei pressi, sdraiate vicino al mare, si trovano alcune colonne di epoca romana.

Capo Testa - I Graniti della costa nord

Capo Testa – Ja e il gabbiano, tra i sassi granitici della costa nord

Nelle vicinanze di questa costa, si trovava il porto Romano di Tibula, dove il granito prelevato dalle Cave delle Pietre Tagliate (Li petri taddati) veniva caricato sulle navi, per essere portato nella Roma Imperiale.

Capo Testa - I Graniti della costa nord

Capo Testa – I Graniti della costa nord

Le pietre con cui è stato eretto il Phantheon arrivano da Capo Testa.

Nel Medio Evo, anche i Pisani, con questo granito, realizzarono molti colonnati delle loro chiese.

Capo Testa - Faro e Graniti della costa nord

Capo Testa – il Faro e i Graniti della costa nord

Capo Testa - Faro e Graniti della costa nord

Capo Testa – il Faro e i Graniti della costa nord

Oltrepassata Punta Acuta, costeggiamo la costa nord di Capo Testa in un crescendo di rocce alte e spettacolari, molte delle quali circondate completamente dal mare.

Da scogliera in scogliera, raggiungiamo la caletta rocciosa di Porto Sino e più avanti l’ampia baia di Cala Spinosa, dominata dal Faro di Capo Testa e coronata anch’essa da massi ciclopici.

Capo Testa - I Graniti della costa nord

Capo Testa – Pagaiando tra i Graniti della costa nord

Capo Testa - I Graniti della costa nord

Capo Testa – I Graniti della costa nord

Una spiaggia sabbiosa si trova sotto al parcheggio non lontano dal Faro ed è raggiungibile a piedi tramite un ripido sentiero. Un altro percorso scende alla baia dopo aver costeggiato la recinzione.

Capo Testa - I Graniti della costa nord

Capo Testa – I Graniti della costa nord

Capo Testa - I Graniti della costa nord

Capo Testa – I Graniti della costa nord

Capo Testa - I Graniti della costa nord

Capo Testa – I Graniti della costa nord

Capo Testa - I Graniti della costa nord

Capo Testa – I Graniti della costa nord

Capo Testa - costa nord - discesa a Cala Spinosa

Capo Testa – costa nord – una discesa a Cala Spinosa

Punta nord di Capo Testa - I Graniti di Cala Spinosa

Punta nord di Capo Testa – Il Faro e i Graniti di Cala Spinosa

Il bianco Faro di Capo Testa è funzionante dal 1845, quando sostituì il vecchio faro, ancora osservabile a poca distanza.

Posto nell’ingresso sud-occidentale delle Bocche di Bonifacio, per la sua posizione strategica, il faro di Capo Testa svolge una funzione molto importante per la navigazione. 

Punta nord di Capo Testa - I Graniti di Cala Spinosa

Punta nord di Capo Testa – I Graniti di Cala Spinosa

Allungando lo sguardo verso nord, in lontananza, tra il blu del mare e l’azzurro del cielo, a poco più di tredici chilometri, distinguiamo la Corsica, contraddistinta dall’inconfondibile linea bianca della scogliera di Bonifacio e poco più a est, le isole di Lavezzi e di Cavalli.

Punta nord di Capo Testa

Punta nord di Capo Testa

Capo Testa - I Graniti Occidentali

Capo Testa – I Graniti Occidentali

Capo Testa - I Graniti Occidentali

Capo Testa – sopra i Graniti Occidentali,  spunta ancora la lanterna del faro

La costa occidentale di Capo Testa è il versante più isolato e selvaggio.

Capo Testa - I Graniti Occidentali - il Faro Nuovo e il Vecchio Faro

Capo Testa – I Graniti Occidentali – il Faro Nuovo e a destra il Vecchio Faro

Capo Testa - Isole di granito lungo la Costa Occidentale

Capo Testa – Isole di granito lungo la Costa Occidentale

Capo Testa - Isole di granito lungo la Costa Occidentale

Capo Testa – Isole di granito lungo la Costa Occidentale

Sorprendente è l’isolotto delle Torpediniere, armoniosamente scolpito dalle forze naturali del mare e del vento.

Capo Testa - Isole di granito lungo la Costa Occidentale

Capo Testa – Isole di granito lungo la Costa Occidentale

Capo Testa - I Graniti Occidentali

Capo Testa – I Graniti Occidentali

Capo Testa - graniti della costa occidentale

Capo Testa – graniti della costa occidentale

Capo Testa - graniti della costa occidentale

Capo Testa – graniti della costa occidentale

Capo Testa - graniti della costa occidentale

Capo Testa – graniti della costa occidentale

Capo Testa - graniti della costa occidentale -

Capo Testa – graniti della costa occidentale a nord di Cala Francese

Dopo le due spiaggette di Cala Francese, sopra le quali, dal mare, sorgiamo ancora la lanterna del Faro, proseguiamo tra stupefacenti graniti  dall’aspetto lunare.

Capo Testa - costa occidentale - Cala Francese

Capo Testa – costa occidentale – la spiaggia di Cala Francese

Capo Testa - graniti della costa occidentale

Capo Testa – graniti della costa occidentale

Capo Testa - graniti della costa occidentale

Capo Testa – graniti della costa occidentale

Capo Testa - I graniti della Cresta dell'Indiano alla Valle della Luna

Capo Testa – I graniti della Cresta dell’Indiano chiudono a nord la Valle della Luna

Capo Testa - graniti della costa occidentale

Capo Testa – graniti della costa occidentale

Capo Testa - Campeggio libero ai piedi della Cresta dell'Indiano - Valle della Luna

Capo Testa – alcune tende sono ai piedi della Cresta dell’Indiano – Valle della Luna

A sei chilometri dal nostro punto d’imbarco, approdiamo sulla spiaggia di Cala dell’Ea o dell’Acqua, porta d’accesso alla VALLE DELLA LUNA che, davanti ai nostri occhi, ci appare come un vero eden incontaminato.

Capo Testa - Sbarco sulla spiaggia dell'Ea - Valle della Luna

Capo Testa – Sbarco sulla spiaggia dell’Ea – Valle della Luna

Capo Testa - spiaggia dell'Ea alla Valle della Luna

Capo Testa – spiaggia dell’Ea alla Valle della Luna

Abbandoniamo i kayak sulla spiaggia composta da grossolani granelli granitici e ci incamminiamo tra le straordinarie formazioni rocciose.

Capo Testa - Il promontorio della Mano dell'Orso - Valle della Luna

Capo Testa – Il promontorio della Mano dell’Orso – Valle della Luna

Capo Testa - Valle della Luna - Tende in campeggio libero vicino alla Cala di Mezzo

Capo Testa – Valle della Luna – Campeggio libero sopra Cala di Mezzo

Alla nostra sinistra ci sono le rocce della spettacolare Cresta dell’Indiano, mentre a destra, il promontorio granitico denominato Mano dell’Orso separa la Cala dell’Ea dalla Cala di Mezzo, dietro la quale si erge la Roccia del Dinosauro.

Capo Testa - Ja alla Valle della Luna

Capo Testa – Ja tra le rocce della Valle della Luna

Altri ammassi granitici hanno assunto nomi molto evocativi: Torre Profallica, Corno di Rinoceronte, Musa Marina, Torre dell’Antro, Scoglio del Sole, Torre del Gabbiano Bianco e Stanco.

Capo Testa - La Valle della Luna - campeggio libero

Capo Testa – La Valle della Luna – campeggio libero

Tra tutte, la roccia più alta e imponente (m.127), detta La Turri o Il Teschio, è una splendida palestra per i free-climbing che affrontano i nove percorsi che si diramano sulla famosa Parete della Luna.

Capo Testa - La Valle della Luna

Capo Testa – La Valle della Luna

Ciascun percorso ha un nome:

Turbamento Inguinale, Seno di Luna, Cammino del Capo, Collo dell’Ortelli, Uccellacci Uccellini, Lama Tagliente, Pilastro di Corallo, Saluto al Sole, Rosso di Sera.

Capo Testa - La Valle della Luna

Capo Testa – La Valle della Luna

Scalare queste sculture naturali è un gioco meraviglioso, ma ci sono anche passaggi molto impegnativi e adatti solo a free climbing esperti ed attrezzati, in grado di superare difficoltà di 5° e a volte anche superiori al 7°.

Capo Testa - La Valle della Luna

Capo Testa – La Valle della Luna – scendendo a Cala d’Ea

Un breve e semplice trekking è però alla portata di tutti ed è veramente soave passeggiare tra fantastiche architetture tondeggianti, pareti forate e pinnacoli svettanti.

Capo Testa - Ja al forno della Valle della Luna

Capo Testa – Ja al forno della Valle della Luna

Graniti dalle sfumate colorazioni: grigio chiaro-rosa-arancio, a secondo dell’incidenza della luce solare, sembra giochino con le ombre e le luci e insinuandosi tra la vegetazione di un verde intenso, disegnando scorci sublimi.

Capo Testa - La Valle della Luna

Capo Testa – La Valle della Luna

Capo Testa - La Valle della Luna

Capo Testa – La Valle della Luna

Dalla spiaggia dell’Ea, percorriamo per 350 metri il sentiero di fondovalle e ci soffermiamo a un masso molto particolare, tagliato geometricamente per una lunghezza e una altezza di alcuni metri e collocato in modo quasi piramidale.

Capo Testa - le rocce spaccate alla Valle della Luna

Capo Testa – le rocce spaccate alla Valle della Luna

Capo Testa - le rocce spaccate alla Valle della Luna

Capo Testa – le rocce spaccate alla Valle della Luna

Lungo le linee di rottura, notiamo i solchi e i fori lasciati dagli antichi romani, i quali tagliavano queste pietre inserendo negli incavi dei paletti di legno che venivano poi bagnati e gonfiandosi, consentivano una  regolare rottura.

Capo Testa - Ja alla piramide della Valle della Luna

Capo Testa – Ja alla “piramide” della Valle della Luna

Capo Testa - le rocce spaccate alla Valle della Luna

Capo Testa – le rocce spaccate alla Valle della Luna

Oltrepassati questi massi, il sentiero si inoltra tra i profumati cespugli della macchia mediterranea.

Capo Testa - La Valle della Luna

Capo Testa – La Valle della Luna

Un percorso a sinistra conduce al villaggio turistico di Capo Testa, a meno di un chilometro, mentre proseguendo verso destra, dopo seicento metri, si raggiungono le prime casette dell’altro villaggio turistico affacciato al golfo della Colba.

Capo Testa - tipico rifugio alla Valle della Luna

Capo Testa – Ja in un tipico rifugio alla Valle della Luna

La Valle della Luna, dalla fine degli anni ’60 e per tutto il decennio successivo, fu un luogo molto frequentato degli hippies europei che alloggiarono nelle grotte e negli anfratti rocciosi.

Capo Testa - La Valle della Luna - accampamento sotto il sasso

Capo Testa – La Valle della Luna – accampamento di “pirati”

Questa valle è un posto davvero inconsueto, solitario, maestosamente selvaggio e, avvolti dalla sua bellezza, ci svela tutta la follia e l’assurdità del nostro vivere quotidiano.

Un luogo ideale per la cultura hippie e non solo per essa. 

Oggi, nonostante l’alta stagione estiva, la valle è poco frequentata.

Alcune grotte appaiono abitate e poche tende, sparse ai piedi dei picchi rocciosi, guardano verso il mare.

Forse c’è ancora chi vive qui tutto l’anno, in perfetta sintonia con la natura e grazie al ristoro di una sorgente d’acqua nascosta tra i cespugli.

Tra queste architetture, in questo luogo che appare davvero libero e incontaminato, si apprezza subito la sensazione di leggerezza derivata dall’essere, anni luce lontani dalla nostra grigia civiltà chiusa su se stessa.

Capo Testa - La Valle della Luna - La Mano dell'Orso

Capo Testa – La Valle della Luna – La Mano dell’Orso

Guardando il paesaggio, un’estasi e un sentimento di serenità ci pervade.

Avvolti dalla grandiosità del luogo, occorre fare uno sforzo di volontà per non rimanere irrimediabilmente stregati e riuscire a risalire nuovamente sui kayak. 

Riprendendo a pagaiare, le intense emozioni non ci abbandonano.

Si susseguono ancora aspre scogliere a picco sul mare, numerose rocce affioranti e incantevoli insenature.

Capo Testa - graniti alla Valle della Luna

Capo Testa – graniti alla Valle della Luna

Capo Testa - Valle della Luna - Scorcio della Cresta dell'Indiano

Capo Testa – Valle della Luna – Scorcio della Cresta dell’Indiano

Capo Testa - graniti alla Valle della Luna

Capo Testa – graniti alla Valle della Luna

Cala Grande è l’ultima spiaggia occidentale poi, fino alla punta sud di Capo Testa, solo i graniti e i gabbiani accompagnano il nostro pagaiare.

Capo Testa - graniti alla Valle della Luna

Capo Testa – graniti alla Valle della Luna

Capo Testa - graniti alla Valle della Luna

Capo Testa – graniti alla Valle della Luna

Capo Testa - graniti alla Valle della Luna e la spiaggia di Mezzo

Capo Testa – Valle della Luna – massiccio granitico sulla spiaggia di Mezzo

Capo Testa - graniti alla Valle della Luna

Capo Testa – graniti alla Valle della Luna

Capo Testa - graniti alla Valle della Luna

Capo Testa – graniti alla Valle della Luna

Capo Testa - graniti occidentali

Capo Testa – graniti occidentali

Capo Testa - graniti occidentali

Capo Testa – graniti occidentali

Capo Testa - graniti occidentali

Capo Testa – graniti occidentali

Capo Testa - graniti occidentali

Capo Testa – graniti occidentali

Capo Testa - graniti occidentali

Capo Testa – graniti occidentali

Capo Testa - graniti occidentali

Capo Testa – graniti occidentali

Capo Testa - graniti occidentali

Capo Testa – Pagaiando ai piedi dei graniti occidentali

Capo Testa - graniti occidentali

Capo Testa – graniti occidentali

Capo Testa - La Scogliera della Funtanaccia

Capo Testa – La Scogliera della Funtanaccia

Quando entriamo nell’ampio golfo della Colba o di Santa Reparata, le sensazioni provate nella Valle della Luna svaniscono definitivamente.

La scogliera della Funtanaccia è pregevole, ma  profondamente diversa da quanto visto e vissuto nei minuti precedenti.

Capo Testa - il cartello lungo la strada  indica i sentieri del promontorio

Mappa di Capo Testa – i sentieri del promontorio

Infine, giunti alla candida sabbia dell’ampia Rena di Ponente (o della Taltana), tra la folla, le sdraio e gli ombrelloni, fatichiamo a trovare lo spazio utile per sbarcare.

Riprendiamo l’auto, lasciata in mattinata a pochi metri di distanza, al parcheggio nella baia di Levante.

L’incredibile ed affascinante paesaggio di Capo Testa, come fosse un angolo di paradiso, accarezzando dolcemente i nostri cuori, ci ha arricchito immensamente. 

Jacopo e Marco Ferrario – Escursione in kayak da mare: 10 km.

6 Risposte

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  1. ottima ! vedi di sbarcare nella Valle “Virtuale ” della Luna , dove ho raccolto la Tua

    george

    26 marzo 2012 at 20:29

  2. Caro Gnarlydog,
    le coste della Sardegna sono davvero bellissime, ho pagaiato spesso con immensa soddisfazione lungo il suo perimetro e tra le isole satelliti, mi manca solo l’isola dell’Asinara, ci ho provato, ma a volte i regolamenti di un parco sembrano contrastare con chi la natura la ama e la rispetta davvero, perciò, per ora, ho rinunciato all’Asinara, sperando in tempi migliori.
    In questi ultimi decenni, ho visto che vasti tratti della magnifica costa Sarda, sono stati aggrediti e violentati dal cemento delle seconde case. Villette e casette abitate per pochi giorni all’anno e solo in alta stagione estiva, deturpano molte coste.
    È necessario fermare queste violenze al territorio.
    Non possiamo lasciare alle generazioni future cumuli di cemento che seppelliscono questo paradiso in terra.
    Vieni in Sardegna, affrettati!
    Navigando in kayak puoi ancora raggiungere luoghi incontaminati e lontani dalla avidità umana, ma non so per quanto tempo ancora, di danni ne sono stati fatti già troppi.
    Ciao

    eko

    28 febbraio 2012 at 23:24

  3. Marco, se la Sardegna non fosse dall’altra parte del mondo ci andrei in un batter d’occhio, dopo aver visto il tuo articolo.
    Mi interessa l’idea del campeggio libero e la localita` e` veramente invidiabile con quelle rocce granitiche scolpite dal vento.
    Un giorno vorrei rivisitare l’Italia e la costa Sarda e` sulla mia lista.

    gnarlydog

    28 febbraio 2012 at 07:01

  4. Un lugar mágico las rocas tienen un encanto que enamoran. Me encantaría visitarlo alguna vez.
    Eduard

    Eduard

    26 febbraio 2012 at 15:01

  5. Gracias Paz,
    Me permito recordar a todo aquel que quiera utilizar las fotografías y los textos se prohíbe el uso comercial de las imágenes y textos,
    Pero usted puede hacer clic en las imágenes para ampliarlas y se permite el uso popular de solicitar la autorización por escrito.
    Cada foto y el texto debe indicar el nombre del autor: Marco Ferrario ekokayak.wordpress.com

    Grazie Paz,
    Ricordo a chiunque voglia utilizzare le fotografie e i testi che Non è consentito l’uso commerciale delle immagini e dei testi,
    ma è possibile cliccare sulle immagini per ingrandirle ed è consentito l’uso divulgativo richiedendo l’autorizzazione scritta.
    Ogni Fotografia e testo dovrà riportare il nome dell’autore: ekokayak.wordpress.com di Marco Ferrario.

    eko

    26 febbraio 2012 at 10:02

  6. Me han gustado mucho las fotos lo he compartido en mi Facebook, enhorabuena.

    Paz

    25 febbraio 2012 at 21:34


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