Eko

in KAYAK DA MARE, bivaccando libera-mente

Penisola del GARGANO

with 3 comments

G A R G A N O

Italia – mare Adriatico meridionale
Viaggio di Rino Luciano e Marco Ferrario

13/16 giugno 2008

A qualche anno di distanza dalla magnifica escursione in kayak all’arcipelago delle isole Tremiti, decidiamo di tornare al Parco Nazionale del Gargano, di cui appunto anche le Tremiti fanno parte, e di esplorare la costa che da ovest di Peschici si estende sino a sud-ovest di Mattinata.

Cartina dall’atlante stradale Touring Club Italiano

Osservando la cartina, non può sfuggire che le strade si avvicinano spesso al mare permettendo ai numerosi turisti di raggiungere facilmente un centinaio di campeggi e altrettanti alberghi, residence e villaggi turistici di cui la costa garganica è dotata.
Non sembrerebbe un luogo adatto ad una tranquilla crociera-campeggio in kayak, eppure si naviga avvolti da spettacolari ed estreme scogliere impreziosite da baie e promontori orlati di faraglioni ed isolette.
Numerosissime sono le grotte scavate magistralmente dalle forze naturali e a volte al loro interno nascondono spiaggette .
Le candide scogliere sono sovrastate dalla macchia mediterranea impreziosita dai verdissimi
boschi di pini d’Aleppo e di ulivi che spesso riescono a nascondere i complessi turistici meno invadenti.
Purtroppo però abbiamo potuto osservare che in più punti il bosco è squarciato da ampie ferite incendiarie.
Sul mare si susseguono baie con spiagge che a volte riescono ad essere ancora selvagge e suggestive.

—————————-

13 giugno 2008

Dall’autostrada A14 (l’Adriatica) usciamo al casello di Poggio Imperiale e percorriamo la veloce superstrada del Gargano che ci permette di raggiungere Rodi Garganico, dove a mezzogiorno ci fermiamo a pranzare in un ristorante con vista mare. Rodi sorge su un promontorio che spezza la lunghissima spiaggia sabbiosa. Percorriamo in auto la strada che scorre verso est parallela alla spiaggia e alla ferrovia, sino a raggiungere il paesino di San Menaio e poco dopo, Valazzo. Seguendo le indicazioni per Peschici, la strada sale nel bosco oltre al quale una deviazione a sinistra ci conduce a Baia Calenella dove si trova l’omonimo campeggio, eccellente luogo per varare i nostri kayak.

In auto

Alla modica tariffa di 2 euro al giorno, lasciamo l’auto parcheggiata in campeggio, e facilmente
portiamo i kayak alla foce del torrente Calenella, dove c’è la spiaggia sabbiosa su cui si affaccia il
campeggio.

Al termine della spiaggia di Calenella, verso est, ci troviamo a pagaiare tra le scogliere che scendono dal Monte Pucci, sovrastato da un torrione.
Sul promontorio incontriamo i primi trabucchi.
Poi la costa si fa ancora sabbiosa e la lunga spiaggia arriva sino ai piedi di Peschici, dove è spezzata
dal molo che ne protegge il porto. E’ possibile entrare nel porto e sbarcare sulla spiaggia, per salire
nel caratteristico centro di Peschici, arroccato sullo sperone roccioso.

Peschici e trabucco/3

I promontori rocciosi più bassi e accessibili da terra: a ovest e in particolare modo a est di Peschici, sono caratterizzati dai trabucchi: imponenti strutture di lunghissimi pali in legno d’Aleppo protesi sul mare e che mediante un sistema di funi, reggono enormi reti per la pesca.
Oggi, alcuni trabucchi sono in disuso mentre altri, ancora utilizzati, sono affiancati da tipici ristoranti.

Peschici e trabucco

Peschici e trabucco/2

Doppiata l’alta e spettacolare scogliera su cui sorge Peschici, incontriamo spiagge separate da promontori rocciosi ancora caratterizzati dai trabucchi.
Dopo la spiaggia del Procenisco, è bellissimo il trabucco di San Nicola e poi la baia di San Nicola devastata dall’incendio della scorsa estate.
La spiaggia Zaiana anticipa un altro promontorio con trabucco, oltre il quale entriamo nella grande e molto frequentata Baia di Manaccora.

Peschici e trabucco/4

Il promontorio successivo è caratterizzato da un arco marino che si apre su uno scoglio.
Si susseguono ancora spiagge sabbiose e promontori con altri trabucchi e torri a pianta quadrata,
risalenti a 500 anni fa.
Pagaiamo nel mare di Cala Lunga e doppiamo il promontorio roccioso con trabucco e torre; poi si
susseguono: Cala del Turco con una grotta, Torre Usmai, Baia Gusmay e Baia Manacora.
Dopo un arco di roccia, sul basso promontorio roccioso sorge la torre di Sfinale oltre la quale si
apre la spiaggia di Sfinale e poi quella di Crovatico.
Crovatico Piccola è la baietta adiacente, ancora allo stato selvaggio, molto bella, con una alta duna
che scende ripida sulla spiaggia. E’ adatta anche a un campo perchè spaziosa e molto tranquilla.
Il promontorio seguente è caratterizzato dall’Isola Chianca oltre la quale c’è la grande spiaggia di
Scialmarino o di Santa Maria di Merino, frequentatissima e molto attrezzata turisticamente.
La costa è ancora caratterizzata da bassi promontori rocciosi con le torri e i trabucchi di Porticello e
di Molinello.
Poco oltre la bella Punta Lunga c’è una spiaggia frequentata e un piccolo promontorio roccioso
dietro al quale è magicamente collocata una tranquillissima spiaggetta sulla quale si apre una grotta
ampia ed ariosa, ideale per il nostro campo notturno.

Gargano

E’ ormai sera, e questo è il posto migliore per trascorrere la prima ed indimenticabile notte
garganica.

San Lorenzo (spiaggia dalla grotta)

———————————

1° giorno – Percorsi in kayak Km. 22


14 giugno 2008

Il secondo giorno è dal punto di vista dell’itinerario il più spettacolare.
Alle ore 9 stiamo già pagaiando verso Vieste.
Dopo il promontorio roccioso della Defensola ecco la baia di San Lorenzo e poco oltre l’affollatissima e lunga spiaggia di Vieste che si estende fino al porto.
Costeggiamo l’isola di Santa Eufemia che protegge la cala di Marina Piccola e ospita un bel faro.
Attraversiamo la baia e raggiungiamo il promontorio di San Francesco sul quale si affacciano la chiesetta e le caratteristiche case del vecchio borgo.
Una piccola baia protetta da frangiflutti anticipa la frequentatissima spiaggia del Castello o della Scialara, caratterizzata dal Pizzomunno: l’inconfondibile monolito bianco che si erge alto 20 metri sul bagna-asciuga all’inizio della spiaggia e che è diventato il simbolo di Vieste.

Vieste - Lo scempio a Pizzomunno

La parte di spiaggia più vicina al paese è caratterizzata da tanti lidi attrezzati, ma spostandosi verso sud è più selvaggia con le dune e le foci di alcuni torrenti.

gargano/2

Ci fermiamo all’estremità più a sud della spiaggia, dove alcuni scogli e una piccolissima ansa sabbiosa creano un’affascinante insieme.

gargano/3

gargano/4

Il lido di Portonuovo è la spiaggia successiva, anche qui solcata da alcuni torrenti, dune e attrezzata
turisticamente. Dirigiamo i kayak verso le coste dell’omonimo isolotto posto 500 metri al largo: è
lungo 200 metri e alto poche decine di metri, in cima è ricoperto da una bassa vegetazione, le rocce
calcaree del perimetro sono scoscese e formano un bell’insieme con gli altri scogli vicini.
Un villaggio turistico si affaccia sul promontorio di Torre Gattarella, poi pagaiamo sotto al
magnifico Arco di San Felice o Architello.

gargano/8

gargano/15

La piccola cala di San Felice è immersa nel verde, ma piuttosto esclusiva per i clienti del villaggio turistico.

La Testa del Gargano è il vertice del promontorio Garganico che si protende verso est ed è inaccessibile da terra.

Pagaiando sottocosta entriamo nelle grotte dei Contrabbandieri e della Campana Piccola.
Dopo la grotta Calda giungiamo alla baia dei Campi delimitata a sud dall’isola dei Campi e da un
altro scoglio.
Sul promontorio vediamo la Torre dei Campi, poi la natura ci regala un susseguirsi di belle e
variegate grotte: Sfondata Grande (perchè priva della parte superiore e guardando in alto si possono
ammirare folti pini che si riflettono nell’acqua), Sanguinara, delle Due Porte o dei Due Occhi.
Dopo la Torre dell’Aglio, la grotta dei Pomodori (sulle cui pareti ci sono molluschi rossi simili a
pomodori) e l’Arco di Porto Greco.
Ci fermiamo sulla selvaggia spiaggetta ghiaiosa di Porto Greco, circondata dal bosco.

Archi di roccia

Esplorando le numerose grotte e ogni anfratto di queste pregevoli falesie, il tempo di percorrenza si allunga, ma non conviene correre, ci potrebbero sfuggire particolari che poi saranno i più bei ricordi della pagaiata.

Arco

Ripartiamo dopo la rilassante sosta nella baia di Porto Greco.
Prima di giungere a Portopiatto esploriamo le grotte di Sfondata Piccola, dei Marmi e dei Sogni.

gargano/14

gargano/12

gargano/10 gargano/6

gargano/9

Vignanotica Scogliera garganica gargano/5

La spiaggia di Portopiatto potrebbe essere molto bella se solo fosse lasciata alla natura, invece il suo arenile è di fatto interamente privatizzato e cosparso da sdraio ed ombrelloni.
Siamo ormai nella famosa baia di Pugnochiuso e anche qui la bella spiaggia è ad uso esclusivo della
rinomata struttura turistica di Pugnochiuso, che avvolge l’intera baia … soffocandola.

La grotta della Pergola, quella dei Sogni e l’Arco Ricamato sono sul percorso che porta alla piccola spiaggia di Cala Pergola, raggiungibile anche da una strada che finisce in fondo alla baia.

gargano/11 gargano/13

La costiera prosegue sempre magnifica ma il cielo si oscura e si preannuncia l’arrivo di un
temporale.

gargano/7

Ci fermiamo alla baia di Vignanotica, conosciuta anche come baia dei Gabbiani.
Il posto è bellissimo, una grande spiaggia di piccoli ciottoli rotondeggianti, lunga 300 metri e
incastonata tra candide pareti strapiombanti.
Nella parte centrale, e più lontana dalle rupi, la spiaggia si amplia e dietro ad essa i boschi scendono
dai dirupi.
Ci sono due piccoli bar da spiaggia che gestiscono un discreto utilizzo di sdraio ed ombrelloni, ma i
pochi bagnanti stanno abbandonando la spiaggia prima che arrivi la pioggia, e in un attimo, le auto
parcheggiate alla fine della stradina svaniscono e i chioschi chiudono.
La spiaggia è ottima per il campo notturno, ma il pomeriggio è ancora lungo e perciò, sotto il temporale che ormai è sopraggiunto, decidiamo di affrontare una bella e breve escursione a piedi.
Un agevole sentiero delimitato da una staccionata, parte dal versante destro della valle di Vignanotica, poco prima della spiaggia e sale nel bosco di pini con mandorli ed ulivi che si spingono al ciglio degli strapiombi a mare.
Arrivati in quota, il sentiero prosegue verso sud/ovest sino ad arrivare al belvedere che permette di ammirare un panorama garganico tra i più classici e conosciuti: le Baie dei Mergoli e delle Zagare con i famosi faraglioni.
– (Percorso di 2 km. a/r).

Tornati alla spiaggia, al riparo dei temporali che vanno e vengono, sotto la tettoia del bar prepariamo
la nostra cena.
Dividiamo qualche provvista con un giovane rumeno che trascorrerà qui la notte a guardia ai due
piccoli ristori. Quando smette di piovere, è ormai sera e così sistemiamo sulla spiaggia le nostre tende.

Il campo a Vignanotica

———————–
2° giorno – Percorsi in Kayak Km. 25 (forse 30 con le grotte ed esplorazioni varie)


15 giugno 2008

Mentre il sole sorge facendosi largo tra le nubi sull’orizzonte marino, è bellissimo passeggiare
sulla spiaggia, in fondo ad essa, verso sud, una recente frana l’ha sommersa in parte.
A Vignanotica, in un angolo del parcheggio sterrato, vicino all’imbocco del sentiero, ci
sono i bagni con l’acqua corrente, ne approfittiamo e poi dopo una sostanziosa colazione, e lo
sfogo di un breve ma intenso ultimo temporale, smontiamo il campo e ci rimettiamo in mare.

gargano/21 gargano/20

La costa a sud-ovest di Vignanotica è ancora molto bella e ricca di grotte.

gargano/34 gargano/33

Alla grotta di Vignanotica si aggiungono quelle dei Colombi, Bucata Merlata, dei Pipistrelli, della
Tavolozza, e della meravigliosa Campana Grande: alta quasi 50 metri, molto larga e con una
spiaggia interna.

gargano/19 Grotta a cielo aperto

Si susseguono ancora altre grotte: del Serpente, Smeralda, Rotonda, delle Due Finestre, e l’Arco
Maggiore.

Tutto queste ai piedi della rupe sulla quale avevamo fatto l’escursione il pomeriggio precedente.

gargano/28 gargano/25

gargano/22 gargano/23

gargano/32 gargano/26 gargano/27

Arriviamo così alla bellissima Baia delle Zagare, abbellita mirabilmente dai faraglioni e dall’arco
ma abbruttita e violentata dagli ascensori che dai villaggi turistici sovrastanti, scendono a mare
lungo le pareti rocciose.

gargano/17 gargano/18 gargano/24

Nella grotta della Campana

Più bella e selvaggia appare la baia dei Mergoli, subito dopo i faraglioni.

gargano/16 I faraglione delle zagare/2

I faraglioni delle zagare

La costa del Gargano, e in particolare quest’ultimo tratto rivolto a est, va percorso al mattino per
godere pienamente della luce solare che ne illumina con forza le scogliere e dona una splendida luce
alle grotte.

faraglione Arco delle zagare gargano/30

gargano/35 gargano/29

Il nostro percorso continua verso il golfo di Manfredonia, la costa è ancora alta e selvaggia anche se
non raggiunge il fascino di quella già percorsa.

Incontro coi gabbiani

A Mattinattella le spiagge, ai piedi di pareti color ocra, sono piuttosto frequentate, mentre al largo
incontriamo aree di allevamento dei mitili.
Dopo le baie degli Ulivi e degli Aranci sbarchiamo sulla lunga spiaggia ciottolosa di Mattinata.
La spiaggia è molto frequentata ed attrezzata in più punti.
Accendiamo il VHF per ascoltare le previsioni meteomarine, il bollettino segnala tempo buono ma un rinforzo del mare nel pomeriggio sino a forza 3 con vento da sud, in intensificazione sino a forza 4 che girerà da sud/est nel pomeriggio inoltrato.
Riprendendo il mare, più che altro attratti dall’aspro e scosceso sperone roccioso del Monte Saraceno che scende ripido in mare dall’altezza di quasi 200 metri, e ci dirigiamo così ancora più a sud.

Rino

Dopo il promontorio c’è la bella spiaggia di Punta Rossa, molto frequentata ed attrezzata.
La scogliera del Monte Saraceno, scende ora gradualmente sino a stemperarsi nella piana a nord/est di Manfredonia.
La costa perde sempre più interesse, e dopo Puntarola e la sua bella spiaggia raggiungibile anche da una stradina, scorgiamo in lontananza la lunga diga e le alti gru del porto industriale di Manfredonia che dista ormai solo 9 km.

gargano/31

Decidiamo di invertire la rotta e ci rimettiamo così a percorrere velocemente il tratto appena
fatto.
Intanto il vento si è davvero alzato aiutandoci di poppa.
Alla baia delle Zagare, il vento è teso e le piccole ma continue onde richiedono attenzione, ma stiamo viaggiando davvero forte.
Alla baia di Vignanotica le onde iniziano a creare qualche problema, ma decidiamo di proseguire e ci fermeremo solo alla baia di Campi lungo la spiaggia riparata dietro all’isolotto.

Alla sera anche il mare e il vento si sono calmati.
Baia Campi è una stupenda spiaggia di comoda ghiaia, su di essa si affaccia un campeggio con bar e
ristorante, ma la spiaggia è sufficientemente lunga e ampia così che le nostre tendine non danno
fastidio, d’altro canto, come sempre, le montiamo al tramonto e le smontiamo all’alba.

———————–
3° giorno – Percorsi in Kayak Km. 42


16 giugno 2008

Ci svegliamo all’alba e vediamo il sole sorgere all’orizzonte, da dietro l’isola di Campi.

Alba sul campo di Baia dei Campi

Mano a mano che l’aria si scalda il vento rinforza e con esso anche il mare.
Le previsione danno ancora tempo buono ma vento teso da sud/est che dovrebbe girare verso nord in serata.

Consapevoli che ci aspetta una pagaiata impegnativa, ci rimettiamo in mare.

Forza 4 -  dov'è Rino

Doppiata la Testa del Gargano le condizioni si fanno un poco più impegnative, il mare è spumeggiante ma le onde sono ancora basse e il vento è teso ma senza particolari raffiche.
Puntiamo verso Vieste, il passaggio a Punta San Francesco è molto impegnativo, onde e vento arrivano da sud/est ed è necessario mantenere un buon equilibrio, il promontorio è alto e roccioso lo doppiamo stando al largo per evitare le onde di ritorno.
Dopo questa prima fatica, ci rifugiano nella baia di Vieste, protetta dal promontorio e dall’isola di Santa Eufemia.
Sbarchiamo sulla spiaggia e troviamo il tempo per rilassarsi qualche minuto passeggiando tra i vicoli del paese.

Ripresi i kayak, col vento e mare in poppa, “voliamo” verso Peschici.

Rino in salita

Alcune baie sono frequentatissime dai surfisti e da appassionati di kite-surf che sfrecciano veloci, il pericolo più grosso è che qualcuno non si accorga di noi e ci travolga, ma tutto va per il verso giusto.
Nell’ultimo tratto le condizioni marine migliorano, ci riposiamo un poco sulla spiaggetta di Crovatico Piccola, più riparata e magnificamente deserta.

La spiaggia della duna alta

Ripreso il mare, costeggiamo il versante nord del Gargano, al largo il mare è ancora mosso ma sottocosta si naviga con più sicurezza.

Scattiamo le ultime foto ai promontori coi i loro trabucchi ed eccoci arrivati a baia Calenella, con un giorno di anticipo sul previsto.

Trabucco e Mosso

Nel percorso di ritorno, non abbiamo potuto godere dei dettagli del paesaggio come all’andata, ma il mare prevalentemente di poppa ci ha permesso di viaggiare velocemente.
Il vento che, secondo le previsioni, doveva nel pomeriggio rinforzare e arrivare da nord, sembra invece calmarsi insieme al mare.
E’ solo pomeriggio, e perciò prima di sbarcare a Calenella pagaiamo ancora verso Rodi Garganico.
Nel tratto sino a Valazzo di San Menaio, il bosco scende ripido verso il mare dove si trovano strette spiagge molto naturali e poco frequentate perchè raggiungibili solo a piedi o da quei fortunati che in kayak possono vivere queste magnifiche esperienze.

———————–
4° giorno – Percorsi in Kayak Km. 31

———————– ——————–

Gargano in Kayak: – a/r Km. 125 circa – costeggiando in andata e tagliando molti golfi nel ritorno.

Articolo e foto di Marco Ferrario (Eko)

Written by eko

15 novembre 2008 a 22:18

3 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. Selena,
    Ahimè! a ferragosto, lungo la costa garganica, anche navigando in kayak da mare, non credo sarà facile trovare luoghi tranquilli.
    Se non avete molta esperienza di navigazione in kayak da mare, iniziate con qualche breve escursione, a volte basta spostarsi di poche centinaia di metri per trovare magnifiche spiagge, coste selvagge, magnifiche scogliere e grotte.
    Imbarcatevi solo dopo aver verificato le buone e stabili previsioni meteo marine, dopo di che potrete decidere di allungare i vostri trekking in base alle capacità e alla sicurezza acquisita.
    Non saprei se ci sono possibilità di noleggiare dei buoni e sicuri kayak da mare per affrontare trekking soddisfacenti.
    Buone pagaiate a te e a tuo marito.

    eko

    12 luglio 2013 at 18:52

  2. ciao
    bellissimo questo racconto.
    Mio marito e io saremo nel Gargano proprio nella settimana di ferragosto (difficile trovare altri momenti per le ferie ahimè). Ci piacerebbe molto una vacanza tranquilla come la vostra. Secondo voi, noi che siamo poco esperti di kayak (abbiamo solo fatto un corso base diversi anni fa), ma molto sportivi, potremmo farcela? C’è modo di noleggiare i kayak da un punto e restituirlo in un altro?
    grazie mille
    Selena

    Selena

    12 luglio 2013 at 17:48

  3. dalla colonna “Articoli Recenti” (in alto a destra) cliccare l’articolo di interesse.

    eko

    1 febbraio 2009 at 20:24


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...