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in KAYAK DA MARE, bivaccando libera-mente

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Cicladi Kayak Tour a Erba

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Cicladi KAYAK tour

KAYAK TRAVEL
storia di un viaggio

Dai Laghi Prealpini,
l’amore per la navigazione e per l’esplorazione in Kayak da Mare conduce al Mare Magnunm.

Da Atene ad Atene, 5 mesi di navigazione nel mare Egeo
per raggiungere le 32 isole dell’Arcipelago delle Cicladi,
tra i più affascinanti al mondo.

Traversata dopo traversata, isola dopo isola, circumnavigate,
bivaccando su spiagge spesso raggiungibili solo dal mare.

 2207 km in kayak
230 km a piedi
Un intenso viaggio vissuto pienamente.

I due protagonisti: Tatiana Cappucci e Mauro Ferro
presentano il video fotografico, commentano e dialogano col pubblico.

CICLADI KAYAK TOUR
GIOVEDÌ 6 APRILE – ore 21

Opificio Zappa
Via IV Novembre 2 – Erba
Ingresso Libero

Isola di TAVOLARA

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Tornando in kayak da mare all’Isola di

T A V O L A R A

Mappa tratta dalla Carta dell’Area Marina Protetta TAVOLARA Punta Coda Cavallo – http://www.amptavolara.it

Sardegna – Gallura

Mare Tirreno Centrale

Alba – spiaggia a nord di Cala Finanza

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Questo racconto lo dedico agli amici Roberto Kratter e Ettore Moretti, con i quali mi recai a Tavolara nel 2010, fu un trekking nautico molto intenso ed affascinante descritto sempre su Eko in

Il mare in quei giorni non fu sempre navigabile e un terribile vento ci impedì la circumpagaiata completa dell’isola di Tavolara.

Questa estate, trovandomi in Sardegna, mi recai nuovamente a pagaiare attorno all’isola, per fare il giro completo e descrivere fotograficamente quegli aspetti naturalistici che non abbiamo potuto ammirare nel viaggio precedente.

Perciò questo articolo è da considerare come una appendice al primo, ben più ricco di informazioni e notizie che riguardano non solo Tavolara, ma anche Molara e il tratto costiero da Capo Coda Cavallo a Capo Ceraso.

poco prima dell’alba – spiaggia a nord di Cala Finanza – Tavolara sullo sfondo

sabbia e graniti a nord di Cala Finanza

alba – spiaggia a nord di Cala Finanza – Tavolara sullo sfondo

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Porto San Paolo, il paese di fronte all’isola della Tavolara, dista dal porto di Olbia solo una ventina di minuti d’auto.

Domani è l’ultimo giorno del mio soggiorno sardo, alle ore 15,30 mi dovrò imbarcare sul traghetto Olbia-Livorno, perciò ho a disposizione mezza giornata per il giro dell’isola, … perchè no?! … ho deciso!

DOMANI SI VA A TAVOLARA!!!

Mentre preparo il kayak è ormai notte, ma la luna non è ancora sorta per rischiarare un poco la spiaggia di Porto San Paolo.

Poco dopo, aiutato dalla bussola che indica l’Est, attraverso il golfo di Porto San Paolo, nel quale sonnecchiano alcune imbarcazioni e raggiungo il promontorio che delimita a nord Cala Finanza, oltrepassato il quale, mi fermo su una magnifica spiaggietta a doppio arco contrapposto protetto da una piccola scogliera granitica, il luogo si presta alla mia sosta notturna.

– Dalla spiaggia di Porto San Paolo alla spiaggetta ho percorso in kayak da mare poco più di 1 Km.

l’alba è nuvolosa su Tavolara

navigando all’alba da Porto San Paolo a Tavolara

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Il buio della notte non è assoluto e permette comunque di scorgere l’enorme ed inconfondibile sagoma del monte di Tavolara; con l’alba i dettagli del paesaggio progressivamente si arricchiscono di particolari.

Isola di Molara

A nord della spiaggetta ecco l’Isola Piana, dove eravamo sbarcati nel nostro precedente viaggio, ricordo le belle spiagge, i gabbiani sulle rocce rosse e l’acqua di un azzurrissimo candore.

– Tavolara è ad est, si naviga bene a vista, nonostante il sole all’orizzonte sia coperto da uno strato di nubi e così indirizzo la prua verso Punta La Mandria di Tavolara, la traversata è inferiore a 4 Km.

Poche pagaiate verso Tavolara ed ecco che in lontananza verso destra, al largo di Punta La Greca, individuo l’emergere dell’inconfondibile relitto della nave Chrisso, sempre più consumato dal mare.

Il monte di Tavolara e a destra Punta La Mandria

Avvicinandomi a Tavolara, sulla mia sinistra ecco il golfo formato dallo Spalmatore di Terra, le poche luci sono ancora accese su questa unica parte abitata e non montuosa di Tavolara.

Questa zona è già stata raccontata nella mia descrizione del viaggio precedente.

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Tavolara – Punta La Mandria

Tavolara – costa sud-orientale

Tavolara – costa sud-orientale

Raggiunta Punta La Mandria inizio a costeggiare la montagna calcarea di Tavolara.

Tavolara – costa sud-orientale

Tavolara – costa sud-orientale

Tavolara – costa SE

La scogliera prosegue altissima, strapiombante ed inaccessibile per tutta la lunghezza di questo versante.

Tavolara – costa SE

Tavolara – costa SE

Tavolara – costa SE

Tavolara – costa SE

Tavolara  – costa SE

Arrivato alla boa gialla che delimita la zona A di protezione alla Riserva Marina Integrale, mi sposto al largo e continuo ad ammirare questa montagna gigantesca e selvaggia che si tuffa in un mare dal blu intenso, anzi il colore dell’acqua oggi è tenebroso, a tratti cobalto o quasi grigio, a causa di un cielo davvero plumbeo che oscura il sole.

Tavolara – costa SE

Tavolara – costa SE

Tavolara – costa SE

Tavolara – costa SE e boa gialla delimitante la zona A

Proseguo al largo della seconda boa gialla e raggiungo la terza che si trova sempre al largo in corrispondenza del promontorio nord-orientale dell’isola: Punta del Papa.

in lontananza, l’Isola di Molarotto

Isola di Tavolara – a destra Punta del Papa

– Da Punta La Mandria alla boa gialla al largo di Punta del Papa ho percorso 6 Km.

nel mare cupo di Tavolara

nel nare cupo di Tavolara

nel mare cupo di Tavolara

Alla mia destra, in lontnanza l’Isola di Molara e l’isolotto di Molarotto mi hanno fatto compagnia.

Isola di Tavolara – a destra Punta del Papa

Tavolara – la costa NE e il vecchio faro di Punta del Papa

Isola di Tavolara – la boa gialla al largo di Punta del Papa

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Tavolara – l’Arco di Ulisse e il vecchio Faro

Tavolara – navigando verso la boa gialla, sullo sfondo la scogliera di Punta Timone

Tavolara – la boa gialla delimita la zona A nella zona dell’Arco di Ulisse e del Vecchio Faro

Dalla Punta del Papa inizia il breve tratto costiero rivolto a Nord-Est.

Tavolara – la scogliera dell’arco di Ulisse con il vecchio Faro e la Punta del Papa in lontananza

Il primo pezzo va fatto ancora al largo per i divieti della zona A, ma la navigazione distante permette di ammirare nella sua globalità una costa ancora molto montagnosa e ricca di particolararità come la caratteristica Punta del Papa e l’enorme Arco di Tavolara o Arco di Ulisse, sopra il quale, a poca distanza, il vecchio faro di Punta Papa domina il mare.

E’ un faro costruito nel 1861 e rimase in attività sino al 1922.

Tavolara – l’accesso alla Cala di Levante

Sui monti, il paesaggio è segnato da alcune altissime antenne adibite alle comunicazioni radio di supporto ai sommergibili.

Tavolara – il monte che delimita a est l’accesso alla Cala di Levante

Tavolara – Cala di Levante

Tavolara – Cala di Levante

Superata l’ultima boa gialla è possibile tornare a costeggiore ed affacciarsi alla Cala di Levante.

Tavolara – muraglioni in cemento e gallerie a Cala di Levante

Tavolara – scogliere e gallerie a Cala di Levante

Tavolara – la scogliera orientale di Punta del Timone

Tavolara – scogliera orientale di Punta del Timone

La delusione è forte, Cala di Levante presenta vasti tratti cementificati con orribili muraglioni a mare, in altri punti sembra una baia sventrata da un cataclisma provocato dall’uomo. Qua e la si vedono gallerie che entrano nella montagna. Alcune orribili case prefabbricate, forse sono solo poco più che conteiner adibiti all’alloggio di operai e muratori che vi stanno lavorando o forse vi alloggiano i militari della base.

Tavolara – scogliera orientale di Punta del Timone

Tavolara – Punta Timone, lo spigolo nord.

Proseguo verso Punta Timone: uno stupendo scoglio posto al vertice nord dell’isola.

Tavolara – Punta Timone versante nord-ovest

– Da Punta del Papa seguendo le boe gialle e poi entrando in Cala di Levante e costeggiando fino a Punta Timone: 3 Km.

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Tavolara – la zona militare e il molo che delimita la Cala di Ponente

Tavolara – l’ingresso al porto di Cala di Ponente

Doppiata Punta Timone, pagaio velocemente lungo il versante nord-orientale di Tavolara, lo avevo percorso interamente anche nel viaggio precedente.

Scatto alcune fotografie per ricordare che nel primo tratto ci sono sulla parete della scogliera dei cartelli che specificano “Zona Militare” e obbligano a pagaiare lontano dalla costa vietando assolutamente l’accesso all’interno della Cala di Ponente, il porto della base militare.

– Da Punta Timone, estremo nord di Tavolara, al Passetto, punta sud-orientale dell’isola, si percorrono oltre 7 Km.

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Tavolara – gabbiani e granito alla punta sud-occidentale dell’isola

A conclusione del giro dell’isola sbarco sulla spiaggia del Passetto, unica sosta fatta, utile per pranzare prima di affrotare la traversata conclusiva verso Porto San Paolo.

il Passetto non esiste più, oggi c’è una doppia spiaggia che congiunge l’isolotto all’estremo sud-occidentale di Tavolara

Questo estremo sud dell’Isola di Tavolara, è un poco cambiato rispetto a due anni prima, allora eravamo riusciti a passare oltre sfruttando i pochi centimetri di acqua che permettono ad un kayak di navigare. Oggi non è più possibile, i depositi di poseidonia hanno creato uno sbarramento che ne ha chiuso il passaggio. L’isoletta granitica, rifugio dei gabbiani, è ormai collegata a Tavolara da una doppia spiaggia di sabbia e alghe ed è divenuta la propaggine estrema dell’isola di Tavolara.

Tavolara – il Passetto, ultima giovane spiaggia sud-occidentale.

– Passando nelle vicinanze della costa sud di Isola Piana, dal Passetto di Tavolara allo sbarco nei pressi del molo a Porto San Paolo, pagaio ancora per 3,5 Km.

L’aprodo a Porto San Paolo, vicino al molo dei battelli per Tavolara

Arrivo a Porto San Paolo a mezzogiorno, carico il kayak sull’auto e raggiungo il Porto di Olbia.

Con estrema soddisfazione ho finalmente completato la circumpagaiata dell’isola di Tavolara.

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 – Totale trekking in kayak da mare: 25 Km.

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N.B. – Per altre e dettagliate informazioni su Tavolara in kayak da mare, vedere Isole TAVOLARA e MOLARA.

Capo TESTA e la VALLE DELLA LUNA

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In Kayak da Mare alla

Valle della Luna

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CAPO   TESTA

pagaiare tra I Graniti di Capo Testa

Mediterraneo – Isola di Sardegna – Gallura

Mare di Sardegna – Bocche di Bonifacio

Capo Testa – La spiaggia dell’Ea (Acqua) nella Valle della Luna

Collocato all’estremo nord della Sardegna, Capo Testa è quasi un’isola che delimita l’ingresso sud-occidentale alle leggendarie e temute Bocche di Bonifacio. 

Ekomappa - collocazione di CapoTesta e le Bocche di Bonifacio

Eko-mappa – le Bocche di Bonifacio e Capo Testa

pagaiando tra I Graniti di Capo Testa

pagaiando tra I Graniti di Capo Testa

Capo Testa - La Valle della Luna - La Mano dell'Orso

Capo Testa – Valle della Luna – la roccia della Mano dell’Orso

Il promontorio ha un perimetro di dieci chilometri che noi kayakers siamo in grado di circumpagaiare quasi completamente come fosse un’isola, in quanto è congiunto alla terra madre da un’istmo sabbioso largo poche decine di metri e facilmente accessibile da entrambi i versanti.

Eko-mappa - Capo Testa

Eko-mappa – Capo Testa

Capo Testa - Faro e scogliere granitiche della costa nord.

Capo Testa – Faro e scogliere granitiche della costa nord.

Navigare tra queste rocce è una grande emozione.

La bellezza è selvaggia, un vero gioiello naturale che trasmette sensazioni e sentimenti primordiali.

Le mastodontiche scogliere granitiche sono state modellate nei millenni dall’incessante vento che le ha scolpite in forme bizzarre e fantastiche.

Capo Testa - il cartello lungo la strada che conduce da Santa Teresa di Gallura a Capo Testa, indica una serie di percorsi a piedi

il cartello lungo la strada che conduce da Santa Teresa di Gallura a Capo Testa, indica una serie di percorsi a piedi

L’istmo, che unisce Capo Testa all’isola di Sardegna, è situato tre chilometri a ovest dal paese di Santa Teresa di Gallura; in automobile, seguendo le indicazioni, lo raggiungiamo facilmente.

 la spiaggia sabbiosa della Rena di Levante o Tibula, nostro punto d'imbarco.

la spiaggia sabbiosa della Rena di Levante o Tibula, nostro punto d’imbarco.

Capo Testa - I Graniti di Levante

Capo Testa – I Graniti di Levante

Capo Testa - I Graniti di Levante al mattino sono in ombra.

Capo Testa – I Graniti di Levante al mattino sono in ombra.

Ampi parcheggi sterrati consentono la sosta a pochi metri dalle spiagge sabbiose di Levante e di Ponente.

Capo Testa - I Graniti di Levante

Capo Testa – I Graniti di Levante

Prendiamo mare dalla spiaggia della Rena di Levante o Tibula o Rena dell’Istimu. 

Capo Testa - I Graniti di Levante

Capo Testa – I Graniti di Levante

Capo Testa - I Graniti di Levante

Capo Testa – I Graniti di Levante

Dopo un tratto di bassa scogliera, nell’estremità occidentale dell’ampio Golfo di Levante, passiamo tra i graniti posti al largo della spiaggia di Zia Colomba.

Capo Testa - I Graniti di Levante in controluce

Capo Testa – I Graniti di Levante in controluce

Capo Testa - I Graniti di Levante

Capo Testa – I Graniti di Levante al primo mattino sono ancora in ombra

Capo Testa - I Graniti di Capo Acuto

Capo Testa – I Graniti di Capo Acuto

Capo Testa - I Graniti di Capo Acuto

Capo Testa – I Graniti di Capo Acuto

Capo Testa - I Graniti di Capo Acuto

Capo Testa – I Graniti di Capo Acuto

Capo Testa - I Graniti di Capo Acuto

Capo Testa – Ja tra Graniti di Capo Acuto

Sulla collina, il villaggio turistico di Capo Testa e l’Hotel Mirage deturpando il paesaggio e da essi molti turisti si riversano sulla spiaggia sottostante.

Gli insediamenti turistici, sorti sul versante orientale, sono le uniche cementificazioni sul promontorio.

Capo Testa - I Graniti di Capo Acuto

Capo Testa – I Graniti di Capo Acuto

Più a occidente, probabilmente grazie anche alle vecchie servitù militari, la natura è quasi incontaminata.

Capo Testa - I Graniti della costa nord

Capo Testa – I Graniti della costa nord

Pagaiando tra scogli granitici arrotondati e levigati, scorgiamo la spiaggetta Rosa o dei Graniti; nei pressi, sdraiate vicino al mare, si trovano alcune colonne di epoca romana.

Capo Testa - I Graniti della costa nord

Capo Testa – Ja e il gabbiano, tra i sassi granitici della costa nord

Nelle vicinanze di questa costa, si trovava il porto Romano di Tibula, dove il granito prelevato dalle Cave delle Pietre Tagliate (Li petri taddati) veniva caricato sulle navi, per essere portato nella Roma Imperiale.

Capo Testa - I Graniti della costa nord

Capo Testa – I Graniti della costa nord

Le pietre con cui è stato eretto il Phantheon arrivano da Capo Testa.

Nel Medio Evo, anche i Pisani, con questo granito, realizzarono molti colonnati delle loro chiese.

Capo Testa - Faro e Graniti della costa nord

Capo Testa – il Faro e i Graniti della costa nord

Capo Testa - Faro e Graniti della costa nord

Capo Testa – il Faro e i Graniti della costa nord

Oltrepassata Punta Acuta, costeggiamo la costa nord di Capo Testa in un crescendo di rocce alte e spettacolari, molte delle quali circondate completamente dal mare.

Da scogliera in scogliera, raggiungiamo la caletta rocciosa di Porto Sino e più avanti l’ampia baia di Cala Spinosa, dominata dal Faro di Capo Testa e coronata anch’essa da massi ciclopici.

Capo Testa - I Graniti della costa nord

Capo Testa – Pagaiando tra i Graniti della costa nord

Capo Testa - I Graniti della costa nord

Capo Testa – I Graniti della costa nord

Una spiaggia sabbiosa si trova sotto al parcheggio non lontano dal Faro ed è raggiungibile a piedi tramite un ripido sentiero. Un altro percorso scende alla baia dopo aver costeggiato la recinzione.

Capo Testa - I Graniti della costa nord

Capo Testa – I Graniti della costa nord

Capo Testa - I Graniti della costa nord

Capo Testa – I Graniti della costa nord

Capo Testa - I Graniti della costa nord

Capo Testa – I Graniti della costa nord

Capo Testa - I Graniti della costa nord

Capo Testa – I Graniti della costa nord

Capo Testa - costa nord - discesa a Cala Spinosa

Capo Testa – costa nord – una discesa a Cala Spinosa

Punta nord di Capo Testa - I Graniti di Cala Spinosa

Punta nord di Capo Testa – Il Faro e i Graniti di Cala Spinosa

Il bianco Faro di Capo Testa è funzionante dal 1845, quando sostituì il vecchio faro, ancora osservabile a poca distanza.

Posto nell’ingresso sud-occidentale delle Bocche di Bonifacio, per la sua posizione strategica, il faro di Capo Testa svolge una funzione molto importante per la navigazione. 

Punta nord di Capo Testa - I Graniti di Cala Spinosa

Punta nord di Capo Testa – I Graniti di Cala Spinosa

Allungando lo sguardo verso nord, in lontananza, tra il blu del mare e l’azzurro del cielo, a poco più di tredici chilometri, distinguiamo la Corsica, contraddistinta dall’inconfondibile linea bianca della scogliera di Bonifacio e poco più a est, le isole di Lavezzi e di Cavalli.

Punta nord di Capo Testa

Punta nord di Capo Testa

Capo Testa - I Graniti Occidentali

Capo Testa – I Graniti Occidentali

Capo Testa - I Graniti Occidentali

Capo Testa – sopra i Graniti Occidentali,  spunta ancora la lanterna del faro

La costa occidentale di Capo Testa è il versante più isolato e selvaggio.

Capo Testa - I Graniti Occidentali - il Faro Nuovo e il Vecchio Faro

Capo Testa – I Graniti Occidentali – il Faro Nuovo e a destra il Vecchio Faro

Capo Testa - Isole di granito lungo la Costa Occidentale

Capo Testa – Isole di granito lungo la Costa Occidentale

Capo Testa - Isole di granito lungo la Costa Occidentale

Capo Testa – Isole di granito lungo la Costa Occidentale

Sorprendente è l’isolotto delle Torpediniere, armoniosamente scolpito dalle forze naturali del mare e del vento.

Capo Testa - Isole di granito lungo la Costa Occidentale

Capo Testa – Isole di granito lungo la Costa Occidentale

Capo Testa - I Graniti Occidentali

Capo Testa – I Graniti Occidentali

Capo Testa - graniti della costa occidentale

Capo Testa – graniti della costa occidentale

Capo Testa - graniti della costa occidentale

Capo Testa – graniti della costa occidentale

Capo Testa - graniti della costa occidentale

Capo Testa – graniti della costa occidentale

Capo Testa - graniti della costa occidentale -

Capo Testa – graniti della costa occidentale a nord di Cala Francese

Dopo le due spiaggette di Cala Francese, sopra le quali, dal mare, sorgiamo ancora la lanterna del Faro, proseguiamo tra stupefacenti graniti  dall’aspetto lunare.

Capo Testa - costa occidentale - Cala Francese

Capo Testa – costa occidentale – la spiaggia di Cala Francese

Capo Testa - graniti della costa occidentale

Capo Testa – graniti della costa occidentale

Capo Testa - graniti della costa occidentale

Capo Testa – graniti della costa occidentale

Capo Testa - I graniti della Cresta dell'Indiano alla Valle della Luna

Capo Testa – I graniti della Cresta dell’Indiano chiudono a nord la Valle della Luna

Capo Testa - graniti della costa occidentale

Capo Testa – graniti della costa occidentale

Capo Testa - Campeggio libero ai piedi della Cresta dell'Indiano - Valle della Luna

Capo Testa – alcune tende sono ai piedi della Cresta dell’Indiano – Valle della Luna

A sei chilometri dal nostro punto d’imbarco, approdiamo sulla spiaggia di Cala dell’Ea o dell’Acqua, porta d’accesso alla VALLE DELLA LUNA che, davanti ai nostri occhi, ci appare come un vero eden incontaminato.

Capo Testa - Sbarco sulla spiaggia dell'Ea - Valle della Luna

Capo Testa – Sbarco sulla spiaggia dell’Ea – Valle della Luna

Capo Testa - spiaggia dell'Ea alla Valle della Luna

Capo Testa – spiaggia dell’Ea alla Valle della Luna

Abbandoniamo i kayak sulla spiaggia composta da grossolani granelli granitici e ci incamminiamo tra le straordinarie formazioni rocciose.

Capo Testa - Il promontorio della Mano dell'Orso - Valle della Luna

Capo Testa – Il promontorio della Mano dell’Orso – Valle della Luna

Capo Testa - Valle della Luna - Tende in campeggio libero vicino alla Cala di Mezzo

Capo Testa – Valle della Luna – Campeggio libero sopra Cala di Mezzo

Alla nostra sinistra ci sono le rocce della spettacolare Cresta dell’Indiano, mentre a destra, il promontorio granitico denominato Mano dell’Orso separa la Cala dell’Ea dalla Cala di Mezzo, dietro la quale si erge la Roccia del Dinosauro.

Capo Testa - Ja alla Valle della Luna

Capo Testa – Ja tra le rocce della Valle della Luna

Altri ammassi granitici hanno assunto nomi molto evocativi: Torre Profallica, Corno di Rinoceronte, Musa Marina, Torre dell’Antro, Scoglio del Sole, Torre del Gabbiano Bianco e Stanco.

Capo Testa - La Valle della Luna - campeggio libero

Capo Testa – La Valle della Luna – campeggio libero

Tra tutte, la roccia più alta e imponente (m.127), detta La Turri o Il Teschio, è una splendida palestra per i free-climbing che affrontano i nove percorsi che si diramano sulla famosa Parete della Luna.

Capo Testa - La Valle della Luna

Capo Testa – La Valle della Luna

Ciascun percorso ha un nome:

Turbamento Inguinale, Seno di Luna, Cammino del Capo, Collo dell’Ortelli, Uccellacci Uccellini, Lama Tagliente, Pilastro di Corallo, Saluto al Sole, Rosso di Sera.

Capo Testa - La Valle della Luna

Capo Testa – La Valle della Luna

Scalare queste sculture naturali è un gioco meraviglioso, ma ci sono anche passaggi molto impegnativi e adatti solo a free climbing esperti ed attrezzati, in grado di superare difficoltà di 5° e a volte anche superiori al 7°.

Capo Testa - La Valle della Luna

Capo Testa – La Valle della Luna – scendendo a Cala d’Ea

Un breve e semplice trekking è però alla portata di tutti ed è veramente soave passeggiare tra fantastiche architetture tondeggianti, pareti forate e pinnacoli svettanti.

Capo Testa - Ja al forno della Valle della Luna

Capo Testa – Ja al forno della Valle della Luna

Graniti dalle sfumate colorazioni: grigio chiaro-rosa-arancio, a secondo dell’incidenza della luce solare, sembra giochino con le ombre e le luci e insinuandosi tra la vegetazione di un verde intenso, disegnando scorci sublimi.

Capo Testa - La Valle della Luna

Capo Testa – La Valle della Luna

Capo Testa - La Valle della Luna

Capo Testa – La Valle della Luna

Dalla spiaggia dell’Ea, percorriamo per 350 metri il sentiero di fondovalle e ci soffermiamo a un masso molto particolare, tagliato geometricamente per una lunghezza e una altezza di alcuni metri e collocato in modo quasi piramidale.

Capo Testa - le rocce spaccate alla Valle della Luna

Capo Testa – le rocce spaccate alla Valle della Luna

Capo Testa - le rocce spaccate alla Valle della Luna

Capo Testa – le rocce spaccate alla Valle della Luna

Lungo le linee di rottura, notiamo i solchi e i fori lasciati dagli antichi romani, i quali tagliavano queste pietre inserendo negli incavi dei paletti di legno che venivano poi bagnati e gonfiandosi, consentivano una  regolare rottura.

Capo Testa - Ja alla piramide della Valle della Luna

Capo Testa – Ja alla “piramide” della Valle della Luna

Capo Testa - le rocce spaccate alla Valle della Luna

Capo Testa – le rocce spaccate alla Valle della Luna

Oltrepassati questi massi, il sentiero si inoltra tra i profumati cespugli della macchia mediterranea.

Capo Testa - La Valle della Luna

Capo Testa – La Valle della Luna

Un percorso a sinistra conduce al villaggio turistico di Capo Testa, a meno di un chilometro, mentre proseguendo verso destra, dopo seicento metri, si raggiungono le prime casette dell’altro villaggio turistico affacciato al golfo della Colba.

Capo Testa - tipico rifugio alla Valle della Luna

Capo Testa – Ja in un tipico rifugio alla Valle della Luna

La Valle della Luna, dalla fine degli anni ’60 e per tutto il decennio successivo, fu un luogo molto frequentato degli hippies europei che alloggiarono nelle grotte e negli anfratti rocciosi.

Capo Testa - La Valle della Luna - accampamento sotto il sasso

Capo Testa – La Valle della Luna – accampamento di “pirati”

Questa valle è un posto davvero inconsueto, solitario, maestosamente selvaggio e, avvolti dalla sua bellezza, ci svela tutta la follia e l’assurdità del nostro vivere quotidiano.

Un luogo ideale per la cultura hippie e non solo per essa. 

Oggi, nonostante l’alta stagione estiva, la valle è poco frequentata.

Alcune grotte appaiono abitate e poche tende, sparse ai piedi dei picchi rocciosi, guardano verso il mare.

Forse c’è ancora chi vive qui tutto l’anno, in perfetta sintonia con la natura e grazie al ristoro di una sorgente d’acqua nascosta tra i cespugli.

Tra queste architetture, in questo luogo che appare davvero libero e incontaminato, si apprezza subito la sensazione di leggerezza derivata dall’essere, anni luce lontani dalla nostra grigia civiltà chiusa su se stessa.

Capo Testa - La Valle della Luna - La Mano dell'Orso

Capo Testa – La Valle della Luna – La Mano dell’Orso

Guardando il paesaggio, un’estasi e un sentimento di serenità ci pervade.

Avvolti dalla grandiosità del luogo, occorre fare uno sforzo di volontà per non rimanere irrimediabilmente stregati e riuscire a risalire nuovamente sui kayak. 

Riprendendo a pagaiare, le intense emozioni non ci abbandonano.

Si susseguono ancora aspre scogliere a picco sul mare, numerose rocce affioranti e incantevoli insenature.

Capo Testa - graniti alla Valle della Luna

Capo Testa – graniti alla Valle della Luna

Capo Testa - Valle della Luna - Scorcio della Cresta dell'Indiano

Capo Testa – Valle della Luna – Scorcio della Cresta dell’Indiano

Capo Testa - graniti alla Valle della Luna

Capo Testa – graniti alla Valle della Luna

Cala Grande è l’ultima spiaggia occidentale poi, fino alla punta sud di Capo Testa, solo i graniti e i gabbiani accompagnano il nostro pagaiare.

Capo Testa - graniti alla Valle della Luna

Capo Testa – graniti alla Valle della Luna

Capo Testa - graniti alla Valle della Luna

Capo Testa – graniti alla Valle della Luna

Capo Testa - graniti alla Valle della Luna e la spiaggia di Mezzo

Capo Testa – Valle della Luna – massiccio granitico sulla spiaggia di Mezzo

Capo Testa - graniti alla Valle della Luna

Capo Testa – graniti alla Valle della Luna

Capo Testa - graniti alla Valle della Luna

Capo Testa – graniti alla Valle della Luna

Capo Testa - graniti occidentali

Capo Testa – graniti occidentali

Capo Testa - graniti occidentali

Capo Testa – graniti occidentali

Capo Testa - graniti occidentali

Capo Testa – graniti occidentali

Capo Testa - graniti occidentali

Capo Testa – graniti occidentali

Capo Testa - graniti occidentali

Capo Testa – graniti occidentali

Capo Testa - graniti occidentali

Capo Testa – graniti occidentali

Capo Testa - graniti occidentali

Capo Testa – Pagaiando ai piedi dei graniti occidentali

Capo Testa - graniti occidentali

Capo Testa – graniti occidentali

Capo Testa - La Scogliera della Funtanaccia

Capo Testa – La Scogliera della Funtanaccia

Quando entriamo nell’ampio golfo della Colba o di Santa Reparata, le sensazioni provate nella Valle della Luna svaniscono definitivamente.

La scogliera della Funtanaccia è pregevole, ma  profondamente diversa da quanto visto e vissuto nei minuti precedenti.

Capo Testa - il cartello lungo la strada  indica i sentieri del promontorio

Mappa di Capo Testa – i sentieri del promontorio

Infine, giunti alla candida sabbia dell’ampia Rena di Ponente (o della Taltana), tra la folla, le sdraio e gli ombrelloni, fatichiamo a trovare lo spazio utile per sbarcare.

Riprendiamo l’auto, lasciata in mattinata a pochi metri di distanza, al parcheggio nella baia di Levante.

L’incredibile ed affascinante paesaggio di Capo Testa, come fosse un angolo di paradiso, accarezzando dolcemente i nostri cuori, ci ha arricchito immensamente. 

Jacopo e Marco Ferrario – Escursione in kayak da mare: 10 km.