Eko

in KAYAK DA MARE, bivaccando libera-mente

Isole EOLIE (Vulcano-Lipari-Panarea-Stromboli)

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DA VULCANO IN VULCANO


Panarea – Stromboli

Vulcano – Lipari – arcipelago di Panarea

Italia – arcipelago delle Isole Eolie – mare Tirreno Meridionale

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100 km in kayak e trekking vulcanici

Panorama su Lipari e il Vulcanello dal Gran Cratere di Vulcano

panorama dalla fumante cresta del Gran Cratere di Vulcano - sullo sfondo l'isola di Lipari

Panarea e lo scoglio La Nave

Panarea e a destra lo scoglio La Nave

Basiluzzo, Spinazzola e Stromboli

da destra - Basiluzzo, Spinazzola e Stromboli in lontananza

viaggio di Roberto Kratter e Marco Ferrario

Prefazione

Da quando nel 2002 mi recai in kayak alle isole Eolie di Alicudi, Filicudi, Salina e Lipari: Isole EOLIE (1), nacque in me il desiderio di esplorare le altre isole dell’arcipelago, quelle dai vulcani ancora attivi.

Sette anni dopo, quel desiderio l’ho realizzato: crateri attivi e colate laviche, esplosioni, fumarole a terra e bolle di gas in mare sono le caratteristiche salienti di queste isole, ma il bello non finisce qui.

L'arcobaleno corona la nave Laurana in partenza per le Eolie

la sera del 28 aprile l'arcobaleno corona la nave Laurana in partenza per le Eolie

Il 24 aprile 2009, giorno fissato per la partenza, decidiamo di rinviare il viaggio: il tempo in Sicilia è pessimo e le previsioni non sono incoraggianti; infatti, nei giorni seguenti l’arcipelago è inraggiungibile via mare e la mareggiata e le piogge hanno creato danni e smottamenti lungo le coste.

Il 27 aprile riprendono i collegamenti marittimi, così alla sera del 28 siamo al porto di Napoli e dopo aver lasciato l’auto al comodo ed economico parcheggio Brin, alle ore 20 partiamo con la nave “Laurana” della Siremar/Tirrenia.

Al momento dell’imbarco cessa di piovere e si apre nel cielo un arcobaleno che corona la nave, è un segnale di buon auspicio per la nostra avventura.

Il mare è ancora molto mosso e solo con l’ausilio di chewingum per il mal di mare riusciamo a contenere la nausea e ad addormentarci.

itinerario in kayak

itinerario in kayak

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  • 29 aprile 2009 ( 3 ore di trekking )

La mappa avuta allo snak-bar di Carola

mappa avuta allo snak-bar di Carola - Le escursioni a Panarea

Alle ore 9 sbarchiamo sull’isola di Panarea, accanto al molo la spiaggia è di grossi ciottoli; lasciamo qui i kayak e rinunciamo a pagaiare a causa del mare ancora molto mosso e del forte vento da nord/ovest.

Il portoncino blu

Panarea - Il portoncino blu

Ape a Panarea

Ape a Panarea

Di fronte al molo dei traghetti, c’è lo snack-bar di Carola, mangiamo un ricco arancino e riceviamo una mappa con indicati i sentieri, ci dedichiamo così al trekking sull’isola.

Il centro abitato di San Pietro è curato ma composto da numerose casette bianche turistiche-residenziali che l’hanno snaturato. La vista si apre su splendidi panorami tra la rigogliosa e variegata vegetazione in fiore.

Nelle strette stradine sfrecciano vecchie moto-ape e più recenti veicoli elettrici.

Proseguiamo verso sud, oltre la frazione di Drauto, la stradina finisce alle ultime case accanto alla caletta Zimmari, l’unica spiaggia sabbiosa dell’isola, ma che non ci sembra adatta alla sistemazione del nostro campo anche perché troppo stretta, forse erosa dalla mareggiata di tre giorni prima.

Punta Milazzese

Punta Milazzese - su questa spiaggia ci siamo riposati il 4 maggio, dopo la traversata Lipari-Panarea

Percorsa la spiaggia si sale per il sentiero e deviando a sinistra si arriva all’articolato promontorio di Punta Milazzese dove in una splendida posizione panoramica, affacciata su Cala Junco, si possono osservare le basi di numerose capanne risalenti all’Età del Bronzo (XIV sec. a.C.).

 Punte del Tribunale e del Castello

Punta del Tribunale e del Castello

Attraversiamo il Piano Milazzese, sul monte svettano le rosse cime laviche di Punta del Tribunale e del Castello, e giunti affacciati al mare saliamo lungo la Cresta del Capraio.

panorama dalla Costa del Capraio

lo scoglio eretto della Costa del Capraio

E’ un sentiero ripido e in alcuni tratti abbastanza esposto, che permette di ammirare le ripidi pareti della splendida scogliera occidentale dell’isola.

Lo scoglio La Nave

lo scoglio La Nave

Raggiunta la vetta di Punta del Corvo (421 m.) siamo immersi in una fitta nube che nulla lascia vedere.

Dattilo e Liscia Bianca

Dattilo e Lisca Bianca

Qui incontriamo due ricercatori che aspettano fiduciosi la schiarita che permetta a loro di osservare i rapaci e gli uccelli migratori.

Noi scendiamo passando dal Castello di Salvamento, e usciti dalle nubi, ammiriamo i dirupi nord-occidentali, mentre le onde spumeggianti s’infrangono sullo scoglio della Nave.

Il sentiero giunge sopra a Punta Palisi e si trasforma in stradina, termina qui la splendida, alta e inaccessibile scogliera.

Il panorama spazia su Basiluzzo, e su Dattilo, ma Stromboli è ancora nascosta dalla foschia.

La stradina passando dalla Calcara e dalla frazione di Ditella ci riporta al porto.

Il giro completo dell’isola richiede 3 ore di cammino.

Il campo alla spiaggia delle Fumarole

il campo alla spiaggia delle Fumarole - sullo sfondo Basiluzzo e Spinazzola

Prima di rientrare al porto, in località Calcara prendiamo un sentiero che scende tortuoso tra la fitta vegetazione e che in alcuni minuti ci conduce alla spiaggia delle Fumarole, sulla quale si aprono alcune fumarole di caldi vapori solfurei.

La luogo è molto bello e ampio, sottovento, e lo troviamo ideale per sistemare il nostro campo notturno. Su questo versante nord-orientale dell’isola il mare è quasi calmo ma i grossi ciottoli della spiaggia renderebbero troppo problematico e faticoso il nostro sbarco coi kayak carichi e molto pesanti, perciò, tornati al porto, mettiamo nello zaino tutto l’occorrente per il campo e torniamo alla spiaggia delle Fumarole dove sistemiamo le tende su un piano erboso affacciato al mare, di fronte ai magnifici isolotti di Basiluzzo e Dattilo.

Il campo alla spiaggia delle Fumarole

cucina al campo sulla spiaggia delle Fumarole - sullo sfondo l'isolotto di Dattilo

Panarea Scoglio La Nave

Panarea - scoglio La Nave

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imgp3029Panarea Cala Junco

Panarea - scogliere di Cala Junco

Panarea (il campanile) sullo sfondo Dattilo

Panarea (il campanile) sullo sfondo Dattilo

Panarea ( Punta del Tribunale e Castello)

Panarea ( Punta del Tribunale e Castello)


Panarea - panorama da Punta Milazzese

Panarea - panorama verso nord/est da Punta Milazzese

Panarea punta Milazzese - resti di capanna del Villaggio Preistorico

Panarea - Punta Milazzese - resti di capanna del Villaggio Preistorico

Panarea - casa di vacanze

Panarea - casa per vacanze

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  • 30 aprile ( 5 ore di trekking )

Alba dalla spiaggia delle Fumarole e Basiluzzo

l'alba alla spiaggia delle Fumarole - Basiluzzo e Spinazzola

Il campo alla spiaggia delle Fumarole

il campo alla spiaggia delle Fumarole

Il VHF parla chiaro: sul Tirreno meridionale zona est, il mare è ancora molto mosso, forza 5 con onde frangenti, vento di 20/25 nodi con raffiche sino a 35, decidiamo a malincuore di rinunciare al giro in kayak di Panarea e del suo arcipelago, e così, dopo aver passeggiato ancora un poco per l’isola, a mezzogiorno saliamo sul piccolo traghetto della Navigazione Generale Italiana e dopo due ore di navigazione agitata, verso le ore 14 sbarchiamo a Stromboli.

Stromboli - Le escursioni - mappa Magmatrek

mappa Magmatrek - Le escursioni su Stromboli

Strombolicchio

Strombolicchio

Strombolicchio da un tetto di Stromboli

in lontananza Strombolicchio visto da un tetto di Stromboli

Durante la navigazione scatto ancora qualche fotografia, pensando che ormai Panarea e il suo Arcipelago non li avremmo più potuti navigare in kayak.

Il traghetto ci lascia al Porto di Scari, percorso il molo abbiamo abbandonato i kayak lì vicino, sull’enorme spiaggia nera, accanto alle barche dei pescatori.

Mentre c’incamminiamo per le vie del paese verso la frazione di San Vincenzo, le belle architetture stromboliane catturano la nostra attenzione e le case appaiono vive e vere, contrariamente a quelle di Panarea che ci erano sembrate fasulle.

Pescatori a Scari

Pescatori a Scari

Stromboli

Stromboli e la sua nube

Da San Vincenzo molto bello è il panorama con Strombolicchio che emerge dal mare.

Molti visi degli stromboliani sono estremamente espressivi, naturali, spontanei, e attirano la nostra affascinata curiosità e così ci fermiamo a chiacchierare con alcuni socievoli pescatori intenti a pulire le reti.

Già dalla nave il paesaggio di Stromboli appare di una selvaggia, inconsueta e nera bellezza.

Panorama salendo in vetta - Punta Lena, la spiaggia di Ficogrande, Strombolicchio

Panorama salendo in vetta - Punta Lena, la spiaggia di Ficogrande, Strombolicchio

Iddu (Lui), come il vulcano è amichevolmente e rispettosamente chiamato dagli isolani, con la sua presenza sovrasta il tutto, è impossibile scordarsene, i suoi frequenti sbuffi emanano suoni cupi e violenti che fanno tremare la terra.

Salita allo Stromboli

Salita allo Stromboli tra le nere sabbie vulcaniche

Noi, piccoli uomini delle Alpi, pensavamo di poterlo scalare facilmente, ma dopo averlo conosciuto abbiamo capito che Iddu va affrontato con lo stesso rispetto che abbiamo per i nostri monti e il nostro mare, non è una semplice montagna al mare, è molto di più.

Ascesa allo Stromboli

Ascesa sullo Stromboli tra le nubi

Insieme a due escursionisti francesi conusciuti sul traghetto, programmiamo di salire nel tardo pomeriggio sulla vetta dello Stromboli per poter ammirare le eruzioni da vicino durante le ore notturne, quelle più spettacolari. Attrezzati di lampade frontali, provviste, scarponi e giacca a vento, ci ritroviamo alle 16,30 nel piazzale antistante la chiesa di San Vincenzo.

Mario, la nostra guida in vetta allo Stromboli

Mario, la nostra guida in vetta allo Stromboli

Raccogliendo ulteriori informazioni, anche se ancora non completamente convinti della necessità, all’ultimo momento decidiamo di affrontare l’escursione con una guida. Ci rivolgiamo a Bea (bergamasca che vive a Stromboli) e che gestisce il Magmatrek situato nei pressi della chiesa di San Vincenzo. Ad ogni guida affiancata da un accompagnatore, viene affidato un gruppo di 20 escursionisti, non è facile trovare posti liberi senza una prenotazione, ma noi siamo fortunati perché veniamo assegnati ad un gruppo composto prevalentemente da olandesi e in cui ci sono state delle rinunce. Il compito di chiudere il gruppo controllando che si rimanga uniti, viene assegnato a Roberto Kratter, un cognome una sicurezza, per l’escursione al cratere.

Nelle nubi, in vetta allo Stromboli

Nelle nubi, in vetta allo Stromboli

Alle ore 17 inizia la nostra ascensione al vulcano, passiamo accanto alla chiesa di San Vincenzo e saliamo oltre le ultime case.

Stromboli, la discesa notturna

Stromboli, la discesa in notturna

Mario, la nostra guida, ci accompagna attraverso un vecchio cimitero abbandonato, le tombe risalgono a oltre un secolo fa.

Il panorama è bellissimo, si dominano le bianche frazioni di Stromboli separate dal blu del mare dalla lunga e ampia striscia nera della spiaggia.

Tra quota 600 e 700 metri ci ritroviamo immersi nelle nuvole, con la sensazione di essere come sospesi nel vuoto, col nulla sotto di noi e sopra un sentiero di pochi metri che salendo si dissolve nella foschia.

Foto eruzioni di Daniel, l'amico francese che è risalito in vetta il 2 maggio

Fotografie di Daniel, l'amico francese che è risalito nuovamente in vetta il 2 maggio.

L’umidità è altissima e il freddo si fa sentire, così ci fermiamo per coprirci con giacca a vento, cappelli e coi caschi forniti dal Magmatrek.


I boati delle esplosioni si sentono sempre più vicini, il terreno è molto arido, solo sabbia e rocce vulcaniche, assolutamente tutto nero.

Arrivati sul Pizzo Sopra la Fossa (m.918) siamo praticamente affacciati sulle bocche di fuoco ma immersi nella fitta nebbia non vediamo nulla, udiamo però le secche detonazioni che accompagnano le esplosioni a distanza di pochi minuti le une dalle altre.

Non poter vedere, ma sentire le esplosioni così vicine, implica un ulteriore timore per trovarsi in cima a questa immensa forza naturale. Il forte vento da nord/ovest fa correre le nubi verso di noi e alza la sabbia vulcanica che ci arriva negli occhi, utili sono le maschere-occhiali forniti da Magmatrek, la visibilità è di pochi metri e il freddo è pungente, ci copriamo con altre maglie e sopra la giacca a vento indosso anche la giacca d’acqua che per prudenza avevo portato nello zaino.

IMG_0441 bisIMG_0438Al riparo di rifugi fortificati studiati per resistere a una pioggia di enormi e pesanti massi incandescenti lanciati dal vulcano, ci ripariamo dal vento forte e gelido, la temperatura è di appena sei gradi sopra lo zero.

Mario, la nostra guida, stromboliano nativo di Ginostra, disegnando sulla sabbia col bastone ci spiega che i crateri ardenti di fuoco sono posti duecento metri più in basso, tra il Pizzo dove siamo noi e la grande Sciara del Fuoco rivolta verso nord-ovest, normalmente i lapilli incandescenti cadono sulla sciara e scendono verso il mare.

Le nubi coprono solo la parte alta della montagna e probabilmente, se avessimo effettuato l’escursione notturna in mare davanti alla Sciara del Fuoco, avremmo potuto osservare i massi incandescenti espulsi dal cratere scendere verso il mare.

Ci spostiamo lungo la cresta verso nord-est raggiungendo quota 865: punto d’osservazione sulla parte nord della sciara, ma anche qui il nostro sguardo è limitato dalle fitte nubi, risaliamo perciò verso il Pizzo e dopo le ore 21, nel buio assoluto, con l’ausilio delle lampade frontali e serrati in fila indiana, scendiamo dal vulcano.

IMG_0444Ancora in quota, attraversiamo una zona di forti fumarole in cui il vento spinge i vapori verso di noi, l’odore di zolfo è pungente e prende la gola, le difficoltà respiratorie aumentano, tutti tossiscono, ma presto superiamo questo tratto e fiduciosi nella nostra guida proseguiamo velocemente la discesa attraverso le sabbie vulcaniche.

Il percorso si svolge più a sud rispetto a quello della salita, è meno tortuoso ma più ripido.

Sono certo che senza una valida guida avremmo avuto troppe difficoltà nella discesa ed elevato sarebbe stato il rischio di smarrirsi nell’assoluto buio della notte stromboliana.

Grazie Mario, mai guida fu più apprezzata.

Alle 22 arriviamo a San Vincenzo, che avventura!

L’escursione per chi non è abituato a camminare è piuttosto impegnativa, il dislivello di 900 metri lo si percorre in salita in meno di tre ore.

Il campo sulla spiaggia di Scari

spiaggia di Scari - l'alba del 1°maggio - Controluce sul nostro campo

La salita notturna con guida è costata 25 euro a testa, e siamo stati attrezzati di casco, occhiali protettivi e di bastoni per chi li richiede.

Raggiunti i nostri kayak alla spiaggia di Scari abbiamo montato le tende per la notte.

Era l’estate del 1976 quando salii con Mariangela sullo Stromboli percorrendo un divertente sentiero di montagna con qualche roccetta lungo un canalone che da Ginostra saliva alla cima dei Vancori (m.924), ricordo il paesaggio splendidamente lunare.

Oggi Mario mi spiega che quel sentiero, dopo le grosse eruzioni del 2003, non è più agibile.

Quella ormai lontana notte estiva la trascorremmo in vetta, nel sacco a pelo, ammirando il notevole effetto scenico del fuoco e delle esplosioni.

All’alba scendemmo lungo la Rina Grande sino ai paesi di Stromboli.

Con la luce del giorno e il tempo bello non incontrammo particolari difficoltà.

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  • 1 maggio ( in kayak km. 16 )

Mappa dell'Istituto geografico DeAgostini

Isola di Stromboli - Mappa Istituto Geografico DeAgostini


Sulla spiaggia nera di San Vincenzo

sulla spiaggia nera di San Vincenzo


La spiaggia di San Vincenzo

la spiaggia di Punta Lena

Il VHF annuncia una giornata di mare mosso ma in calo, da forza 4 a forza 3, decidiamo perciò che è arrivato il momento di mettere in acqua i kayak, iniziamo a pagaiare da Scari verso nord/est, costeggiando l’ampia spiaggia nera che si protende verso Punta Lena.

Verso Strombolicchio

verso Strombolicchio


Strombolicchio

Strombolicchio

Da qui lasciamo Stromboli per dirigersi verso il suo piccolo e unico satellite: Strombolicchio.

Stromboli da Strombolicchio

dalla scogliera di Strombolicchio a Stromboli

La traversata è di 1.600 metri ed arriviamo ai piedi di questo maestoso isolotto lavico alto 43 metri con alcune suggestive guglie e un faro in cima.

Da Strombolicchio a Stromboli

da Strombolicchio a Stromboli

Rientriati su Stromboli costeggiamo prima la grande spiaggia di Ficogrande e poi una serie di spiagge più piccole e raccolte, intervallate dalle nere scogliere vulcaniche sulle quali si affacciano le case bianche di Piscità e San Bartolo.

Il mare mosso ci impedisce di avvicinarci troppo ma possiamo scorgere affacciata su una spiaggia, la Grotta di Eolo, formata dal raffreddamento di una crosta lavica.

Piscità

Piscità


Piscità

Piscità

Stiamo ormai pagaiando ai piedi del versante nord dell’isola, si susseguono punta Frontone e Punta Labronzo, oltre la quale iniziamo ad ammirare la maestosa Sciara del Fuoco.

La Sciara del Fuoco

la Sciara del Fuoco


La Sciara del Fuoco

la Sciara del Fuoco


Navigando davanti alla Sciara del Fuoco

testa e cucchiaio - navigando davanti alla Sciara del Fuoco

La Sciara va navigata a una distanza di sicurezza di almeno 500 metri perché qualche lapillo potrebbe cadere direttamente in mare; si estende lungo il versante nord/occidentale dell’isola, ne ammiriamo la sua severa maestosità, ma prestiamo anche molta attenzione al mare piuttosto impegnativo per le alte onde che frangono sul lato destro della nostra rotta.

La  Sciara rossa di Fuoco

la Sciara rossa di Fuoco

Da Strombole, sullo sfondo Panarea e Basiluzzo

da Stromboli, sullo sfondo Panarea


Navigando verso Ginostra

navigando verso Ginostra

Doppiata Punta Chiappa pagaiamo con le onde più in poppa sino al porticciolo di Ginostra: Porto Pertuso, il più piccolo porto del mondo, nel quale, con attenzione per le onde che frangono sugli scogli del minuscolo ingresso, decidiamo di fermarci.

Foto Daniel - Il nostro ingresso nel porticciolo di Ginostra

Foto Daniel - il nostro ingresso nel Porto Pertuso di Ginostra

Foto Daniel - Sbarco a Ginostra

Foto Daniel - sbarco a Ginostra


Foto Daniel - io a Ginostra

Foto Daniel - io nel Pertuso di Ginostra

Entriamo nel Pertuso uno alla volta, due kayak farebbero fatica a manovrare liberamente.

Mentre tento lo sbarco scivolo in acqua, toccando con la coscia le anemoni che proliferano lungo le pareti del porticciolo.

Queste piante rilasciano una sostanza irritante per le mucose e la pelle, il bruciore è intenso, la coscia si gonfia e per alcuni giorni la pelle mi continuerà fastidiosamente a bruciare, dopo qualche giorno, al calare del bruciore è sopraggiunto un fastidioso prurito e per guarire definitivamente ho dovuto attendere un paio di settimane. Perciò nel porto di Ginostra attenti alle anemoni.

Ginostra

Ginostra

Ginostra - Il Porto Pertuso

Ginostra - il Porto Pertuso

Ginostra merita una lunga sosta. Dopo aver cucinato al riparo del muretto del porto, ci siamo inoltrati per le ripide stradine del paesino.

A Ginostra ci sono solo mulattiere e perciò è impossibile circolare con veicoli, sette muli sono gli unici mezzo di trasporto.

Il molo costruito pochi anni fa, è ceduto sotto la forza delle mareggiate e perciò la nave, come un tempo, è ancora costretta a fermarsi al largo, ma lo può fare solo a mare calmo, per permettere ai rari passeggeri che scendono a Ginostra di calarsi su una barchetta che li condurrà nel Porto Pertuso.

Ginostra

Ginostra

Ginostra

Ginostra

Col mare grosso Ginostra è il paese che più di altri rimane isolato, spesso per diversi giorni consecutivi.

Saliti al paesino, scambiamo quattro chiacchiere con alcuni cordiali abitanti, ci dicono che a Ginostra risiedono stabilmente una trentina di abitanti, guardandoci in giro notiamo che le belle e tipiche case eoliane sono più numerose degli abitanti ma ben distribuite sopra la scogliera e più diradate. per alcune centinaia di metri, si protendono verso le pendici del vulcano.

Le ultime case a Ginostra

le ultime case a Ginostra

Ginostra

Ginostra

Molte sono case di forestieri, non di turisti, che hanno deciso di vivere qui per periodi più o meno lunghi, affascinati dallo splendido isolamento di Ginostra. Per vivere a Ginostra è necessario non amare la confusione e le comodità del consumismo e prediligere il contatto con la natura ancora pura e selvaggia.

L’unica cosa che ci fa capire che siamo nel 21° secolo sono i numerosi, ma non sfacciati, pannelli solari adibiti al riscaldamento dell’acqua e alla produzione d’energia fotovoltaica, spesso sono collocati nei giardini tra le piante di limoni, di ulivi e di fichi d’india.

Piccola Sciara

piccola sciara


Stromboli costa sud

Stromboli costa sud

Visitiamo alcune case, i muri esterni di pietre laviche e malta, hanno spessori considerevoli tra i 70 e i 100 centimetri, vediamo anche la casetta rossa di Mario, la nostra guida dell’escursione sul vulcano.

Trascorriamo a Ginostra quasi tre ore girovagando per le mulattiere e chiacchierando con una cordiale abitante che ci mostra casa sua.

Quando ce ne andiamo ci spiace, nonostante le anemoni.

Tornati in mare costeggiamo il versante sud/occidentale, si susseguono i costoni di roccia alternati da frane e canaloni sabbiosi, sino a punta Lena, dove la costa si abbassa e oltre la quale sostiamo su una spiaggia deserta, nei pressi ci sono un paio di casette abbandonate.

Stromboli costa sud

Stromboli costa sud


Stromboli costa sud (La Lena)

Stromboli costa sud (La Lena)

Proseguiamo poi lungo il versante sud/orientale tra altre frane e scogliere, il mare è calmo, protetto dall’alta montagna e dopo Punta Dell’Omo scorgiamo in lontananza Strombolicchio e le case di Scari.

Ma noi ci fermiamo prima, a circa un chilometro e mezzo da Scari, superato un canalone sabbioso si apre un’ampia rientranza nella quale ammiriamo la più bella e fruibile spiaggia dell’isola, lontano dalle case è ancora pura e selvaggia.

Si tratta della spiaggia di Malpasseddu, nel primo tratto notiamo alcune tende, proseguiamo ancora per 500 metri e sbarchiamo su questa spiaggia tutta e solo nostra.

Stromboli costa sud

Stromboli costa sud


Stromboli costa Sud orientale - spiaggia Malpasseddu

Stromboli costa sud/orientale - spiaggia Malpasseddu

E’ una spiaggia di sassi neri arrotondati e dalla dimensione di pochi centimetri, il terreno che preferisco per sistemare la tenda.

Alle ore 18 la spiaggia è ormai in ombra, il sole sta tramontando dietro la vetta del vulcano, prepariamo il campo e la cena, in pace assoluta col mondo intero.

Il campo alla spiaggia di Malpasseddu

il campo alla spiaggia di Malpasseddu


Cucina alla spiaggia di Malpasseddu

la cucina alla spiaggia di Malpasseddu

Dal nostro campo, a piedi è possibile seguendo un sentiero tra gli scogli, raggiungere la spiaggia della Petrazza dalla quale si arriva a Scari.

Durante la notte sentiamo passare i gli altri campeggiatori, al rientro dall’escursione in cima al vulcano.

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  • 2 maggio ( in kayak km. 15,5 )

L'alba, pagaiando verso Scari.

l'alba, pagaiando verso Scari.

Oggi la nostra sveglia è alle ore 5,20 e dopo aver smontato il campo, in kayak ci godiamo l’alba pagaiando lentamente per 1,5 km verso il porto di Scari, dove al bar riusciamo a fare colazione, prima di imbarcarci sul traghetto.

La “Laurana” oggi ci porterà da Stromboli, l’isola più settentrionale dell’arcipelago, a Vulcano, l’isola più meridionale, la partenza è per le ore 7.

Vulcano - il Porto di Levante con dietro il Porto di Ponente

Vulcano - il Porto di Levante con dietro il golfo del Porto di Ponente


Vulcano Porto di Levante

Vulcano - il Porto di Levante

Prima di mezzogiorno sbarchiamo a Vulcano, al Porto di Levante . Col carrellino trainiamo comodamente i nostri kayak attraverso il centro abitato principale dell’isola: è molto deludente e ricco di mediocri negozietti per turisti.

Facciamo alcuni acquisti di frutta, verdura e pane e ci dirigiamo verso la spiaggia nera del Porto di Ponente. Dopo aver cucinato le nostre provviste, ci mettiamo a pagaiare verso sud, costeggiando la sponda occidentale dell’isola di Vulcano.

Mappa Istituto Geografico DeAgostini

Isola di Vulcano - mappa Istituto Geografico DeAgostini

Faraglione di Ponente con la costa di Lipari sullo sfondo e i monti di Salina

Faraglione di Ponente con la costa di Lipari sullo sfondo e i monti di Salina


La costa occidentale di Vulcano

la costa occidentale di Vulcano

Alle nostre spalle lasciamo le nere scogliere del Vulcanello, passiamo accanto al faraglione e doppiata Punta di Cala del Formaggio iniziamo a percorrere uno dei tratti più spettacolari dell’arcipelago Eoliano.

Il mare ancora mosso, sta riducendo la sua forza e il vento è calato e non presenta raffiche, pagaiamo in ogni ansa tra i promontori di Capo Grosso e Testa Grossa, la costa è molto bella e frastagliata da affascinanti rocce.

La costa occidentale di Vulcano

la costa occidentale di Vulcano


La costa occidentale di Vulcano e il Gran Cratere fumante

la costa occidentale di Vulcano e il Gran Cratere fumante

La costa occidentale di Vulcano

la costa occidentale di Vulcano


La costa occidentale di Vulcano

la costa occidentale di Vulcano

Nell’ansa tra i promontori di Testa Grossa e Capo Secco entriamo nella Grotta del Cavallo.

La costa occidentale di Vulcano

la costa occidentale di Vulcano


La costa occidentale di Vulcano

la costa occidentale di Vulcano


La costa occidentale di Vulcano

la costa occidentale di Vulcano

Costeggiamo poi la scogliera di Spiaggia Lunga oltre la quale si trova la Grotta dell’Abate.

La scogliera prosegue selvaggia e solitaria lungo la costa della Conigliara, ricca di scogli, sino all’estremità sud dell’isola dove la riva si abbassa nei pressi del Faro Nuovo di Gelso.

Campo alla spiaggia dell'Asino

campo alla spiaggia dell'Asino

Il Faro Nuovo di Gelso

il Faro Nuovo di Gelso

Una ripida e tortuosa stradina scende al molo di Gelso, il posto è molto tranquillo e una minuscola lingua di sabbia permette un comodo sbarco, proprio ai piedi di una semplice trattoria.

Cinquecento metri più avanti, sbarchiamo sulla spiaggia dell’Asino, che delimita a est il golfo di Gelso.

La costa occidentale di Vulcano

la costa occidentale di Vulcano


La costa occidentale di Vulcano

la costa occidentale di Vulcano


La costa occidentale di Vulcano

la costa occidentale di Vulcano

Si tratta di una magnifica spiaggia nera, c’è una capanna-bar ma in questa stagione è chiusa, la spiaggia è tutta e solo nostra, sistemiamo qui il campo.

Di fronte a noi. verso sud, si distinguono i monti Peloritani e Nebrodi e la costa Sicula tra Milazzo e Capo d’Orlando, che da qui è distante poco più di una ventina di chilometri.

Campo alla spiaggia dell'Asino (alba)

campo alla spiaggia dell'Asino (alba)

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  • 3 maggio ( in kayak km. 32,5 e 2 ore di trekking )

La mattina pagaiamo in un mare poco mosso, l’isola ci protegge dal vento che viene ancora dato a 10 nodi da nord/ovest.

imgp3311Vulcano - Costa Orientale

Vulcano - Costa Orientale

Vulcano - costa orientale

Oltre la spiaggia dell’Asino vediamo una piccola spiaggetta molto bella e isolata.

Vulcano - Costa Orientale

Vulcano - costa orientale

Vulcano - Costa Orientale

Vulcano - costa orientale

Punta Bandiera è il capo più orientale dell’isola, da qui iniziamo a risalire la costa, tra promontori e incontaminate insenature rocciose sino a Punta Luccìa.

Vulcano - Costa Orientale

Vulcano - costa orientale


Vulcano - Costa Orientale

Vulcano - costa orientale

Vulcano - Costa Orientale

Vulcano - costa orientale

Vulcano - Costa Orientale

Vulcano - costa orientale


Vulcano - Costa Orientale

Vulcano - costa orientale


Vulcano - Costa Orientale

Vulcano - costa orientale


Lipari costa occidentale

Lipari costa occidentale

Vulcano - Costa Orientale

Vulcano - costa orientale


Costa Orientale - ai piedi del Vulcano

costa orientale - ai piedi del Vulcano

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Molto bello il tratto di Cala Rossa e Punta Nera, posto ai piedi delle fumarole della Forgia Vecchia, sul versante nord del Gran Cratere, in alto scorgiamo i vapori delle fumarole e sul mare una magnifica spiaggia ciottolosa invita ad una sosta prima di giungere al frequentato porto di Levante.

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spiaggetta ai piedi del Gran Cratere di Vulcano

spiaggetta ai piedi del Gran Cratere di Vulcano

Vulcano al Porto di Levante

Vulcano al Porto di Levante

Arrivati al Porto di Levante l’odore di zolfo pervade l’aria mentre passiamo accanto al faraglione giallo di zolfo e al grigio laghetto dei fanghi, ci fermiamo poco dopo sulla comoda spiaggia nera; di fronte, in mare a pochi metri dalla riva, l’acqua bolle.

Le bolle nel mare del Porto di Levante

le bolle nel mare del Porto di Levante

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il mio zainetto sul Gran Cratere

il mio zainetto sul Gran Cratere

La passeggiata al Gran Cratere (o Fossa di Vulcano) è una breve e facile scalata che non può essere tralasciata.

Sul Gran Cratere

sul Gran Cratere

Sul Gran Cratere

sul Gran Cratere

Dal Porto di Levante, con passo sostenuto in 45 minuti, saliamo al bordo del cratere, il panorama è stupendo anche se la sfrenata attività edilizia nella piana di Vulcano e sul Vulcanello non è certo un bel vedere, ma lo sguardo si allarga sull’intero arcipelago: Lipari, Salina, più in lontananza Filicudi e Alicudi avvolta dalla foschia, mentre più a destra ecco Panarea con Basiluzzo e sullo sfondo Stromboli.

Il Gran Cratere

il Gran Cratere

La Fossa di Vulcano ha un diametro di mezzo chilometro, la sua tipica forma ricorda i crateri lunari, la bellezza è feroce, i colori gialli, verdi rossicci e neri sono magnifici.

Sul Gran Cratere

sul Gran Cratere


Il Gran Cratere

il Gran Cratere

Sulla sinistra ci sono le fumarole più attive ma un cartello avvisa che i fumi sono tossici e perciò è opportuno non avvicinarsi troppo, proseguendo invece in salita lungo la cresta, si arriva alla vetta più alta (391m.). e in 25 minuti si può completare il giro completo del cratere per osservare anche il panorama sul versante meridionale dell’isola.


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Nel primo pomeriggio riprendiamo il mare, costeggiamo il Vulcanello e attraversiamo le Bocche di Vulcano iniziando a costeggiare il bellissimo versante occidentale dell’isola di Lipari.

Lipari, il Faraglione di Pietralunga - Vulcano sullo sfondo

Lipari, il Faraglione di Pietralunga - Vulcano sullo sfondo

Traversata Vulcano-Lipari
traversata Vulcano-Lipari

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– L’isola di Lipari è stata interamente percorsa in kayak nel viaggio del 2002 – vedi: Eko Isole EOLIE (1)

Isola di Lipari - Mappa Istituro Geografico DeAgostini

Isola di Lipari - mappa Istituro Geografico DeAgostini

Oltrepassata la spiaggia di Vinci deviamo verso i faraglioni di Pietra Menalda e Pietra Lunga che è un magnifico scoglio colonnare con un arco naturale sotto il quale passiamo coi kayak.

Lipari Punta del Perciato

Lipari - Punta del Perciato

Lipari - Punta del Perciato

Lipari - Punta del Perciato

Dopo un affascinante passaggio sotto Punta Perciato, sbarchiamo sulla magnifica e solitaria spiaggia di Sotto il Monte. A metà spiaggia c’è una capanna con un paio di canoe, una piccola barchetta e un cane, qualcuno ha deciso di trasferirsi qui, lontano dall’altro mondo.

Spiaggia di Sotto il Monte

spiaggia di Sotto il Monte

Lipari - Punta del Perciato

Lipari - Punta del Perciato

Lipari Punta del Perciato

Lipari - Punta del Perciato

Spiaggia di Sotto il Monte

spiaggia di Sotto il Monte


Spiaggia di Sotto il Monte

spiaggia di Sotto il Monte


Spiaggia di Sotto il Monte - La capanna dell'abitante

spiaggia di Sotto il Monte - La capanna dell'abitante


Spiaggia di Sotto il Monte

spiaggia di Sotto il Monte

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Spiaggia di Valle Muria

spiaggia di Valle Muria


Lipari costa occidentale

Lipari - costa occidentale

Proseguiamo costeggiando la spiaggia di Valle Muria, poi la costa si fa inaccessibile.

Lipari costa occidentale

Lipari - costa occidentale


Lipari costa occidentale

Lipari - costa occidentale

Lipari costa occidentale

Lipari - costa occidentale


Lipari costa occidentale

Lipari - costa occidentale

A Cala Fico i passaggi tra le rocce sono veramente fantastici con alcuni mirabili archi, faraglioni e articolate grotte.

Lipari costa occidentale

Lipari - costa occidentale


Lipari costa occidentale

Lipari - costa occidentale

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La costa prosegue verso nord tra scogliere e faraglioni.

Lipari costa nord/occidentale

Lipari - costa nord/occidentale


Lipari costa nord/occidentale

Lipari - costa nord/occidentale

Davanti a noi ci guardano i due monti di Salina.

A punta Legno Nero stiamo costeggiando la costa nord dell’isola e il golfo di Acquacalda appare poco dopo, il paese, dall’aspetto triste e poco curato, sembra stancamente avvolto nella sua mediocre archeologia industriale, decadente e con una frana che recentemente ha distrutto strada e case.

Poco prima di Punta Castagna una bella spiaggia è inaccessibile da terra ma sovrastata da preoccupanti massi.

Spiaggia a nord-ovest di Punta castagna

spiaggia a nord-ovest di Punta Castagna


imgp3391Lipari costa nord/occidentale

Lipari - costa nord/occidentale


Punta Castagna

Punta Castagna

Poche centinaia di metri doppiata Punta Castagna, ci fermiamo alla spiaggia di Porticello, non lontano dagli insediamenti industriali adibiti all’estrazione della pomice, e ormai in stato di abbandono.

E’ una spiaggia sassosa con tanta pomice e sulla quale si trovano facilmente anche sassi vetrosi di nera e lucida ossidiana.

Preparato il campo abbiamo ancora luce per passeggiare tra la spiaggia e le cave di pomice che scendono dal monte. _________________________________________________________________________________________

  • 4 maggio ( in kayak km. 36 )

Il campo sulla spiaggia di Porticello

il campo sulla spiaggia di Porticello


Il campo sulla spiaggia di Porticello (sullo sfondo Panarea, Basiluzzo Dattilo e più lontano Stromboli

il campo sulla spiaggia di Porticello - sullo sfondo Panarea, Basiluzzo Dattilo e più lontano s'intravede Stromboli

Durante la notte e all’alba si sono scatenati tre temporali e quando usciamo dalle tende il vento è piuttosto forte e fa freddo.

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Da dietro Punta Castagna arrivano onde increspate spinte dal maestrale.

L’indecisione è forte, cosa facciamo?

Punta Castagna e vista su Salina

Punta Castagna e vista su Salina

La sera precedente avevamo progettato di arrivare a Panarea, ma al mattino il progetto sembra inrealizzabile.

Le alternative sono: arrivare a Lipari per prendere il traghetto per Napoli nel tardo pomeriggio, oppure attraversare su Salina (5km) con le onde di prua e perciò affrontabili con minori difficoltà, e fare il giro dell’isola per imbarcarci in serata da Rinella.

Col mare calmo avremmo sicuramente attraversato su Panarea, ma con questo tempo decidiamo di aspettare e fare una passeggiata verso Acquacalda e in cima al promontorio di Punta Castagna, anche per cercare di ricevere le informazioni meteo-marine aggiornate sul canale 68 del VHF, che alla spiaggia di Ponticello non ha segnale.

In cima al promontorio il VHF prende e ci annuncia per la giornata un vento calante e un mare forza 3 con onda che si allunga, non sono previsti altri forti temporali ma solo possibili deboli piogge.

Alle undici, vedendo che il mare comunque non è in ulteriore peggioramento, che le nubi sulle vette delle isole sembrano stabili, che il vento appare calato, prendiamo la decisione di attraversare su Panarea.

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Panarea e il suo arcipelago

Panarea e il suo arcipelago - mappa Istituto Geografico DeAgostini

traversata Lipari-Panarea

traversata Lipari-Panarea


traversata Lipari-Panarea

traversata Lipari-Panarea

Navighiamo a vista ma la pagaiata è lunga e intensa, due ore e mezza per percorrere 15 km in mare aperto, in direzione NNE con un mare che ci viene lateralmente incontro da NNO facendoci allungare il percorso per cercare di affrontarlo più frontalmente.

traversata Lipari-Panarea

traversata Lipari-Panarea


traversata Lipari-Panarea

piove mentre pagaiamo verso Panarea

Siamo ormai a un paio di chilometri da Panarea quando inizia a piovere ma poco dopo torna il sole.

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Panarea - Sud-est

Panarea - costa sud-est


Panarea - Sud-est

Panarea - costa sud/est

Panarea – costa sud-est
Panarea - Sud-est

Panarea - costa sud-est


Panarea - Sud-est

Panarea - costa sud-est

Arrivati a Panarea sostiamo alla magnifica caletta protetta verso ovest dalle falesie del promontorio di Punta Milazzese, ai piedi del villaggio preistorico.

Il mare nel golfo è calmo, il paesaggio magnifico e Dattilo è al largo che ci aspetta.

Riprendiamo il mare costeggiando caletta Zimmari e la cala successiva, i colori delle scogliere che le separano sono magnificamente rossi.

Da Drauto proseguiamo verso Punta Peppemaria per poi attraversare (km.1,5) sul magnifico scoglio piramidale di Dattilo (m.103).

Pagaiando verso Dattilo

pagaiando verso Dattilo

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Pagaiando verso Dattilo

pagaiando verso Dattilo


Pagaiando verso Dattilo

Dattilo


Dattilo

Dattilo

Lisca Bianca

Lisca Bianca


Lisca Bianca

Lisca Bianca


Lisca Bianca

Lisca Bianca


Lisca Bianca

Lisca Bianca


Lisca Bianca

Lisca Bianca


Lisca Bianca

Lisca Bianca

Proseguiamo la nostra esplorazione dell’arcipelago e tenendo alla nostra destra gli scogli di Lisca Nera arriviamo all’isola di Bottaro dietro la quale si trova l’isola di Lisca Bianca, anch’essa molto bella, con due piccole spiaggette e le rocce gialle di zolfo del quale sentiamo il caratteristico odore. Sull’isola nidificano numerosi gabbiani.

Lisca Bianca (versante

Lisca Bianca (versante nord/occidentale)

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Basiluzzo

Basiluzzo

Basiluzzo e Stromboli

Basiluzzo e Stromboli

Basiluzzo

Basiluzzo


Basiluzzo

Basiluzzo

Altra piccola traversata di poco superiore ai 2 km ed eccoci ai piedi della più grande isola satellite di Panarea: Basiluzzo è bellissima, con rocce colonnari a picco sul mare.

Basiluzzo

Basiluzzo

Spinazzola e Basiluzzo, Stromboli sullo sfondo

Spinazzola e Basiluzzo, Stromboli sullo sfondo

Mentre percorriamo il versante nord-occidentale il mare e il vento scontrandosi contro queste alte falesie (m.165) rendono in percorso impegnativo ma affascinante, passiamo tra Basiluzzo e lo splendido scoglio della Spinazzola (m.78) e proseguiamo con una traversata di km.3,5 tornando a pagaiare lungo la costa dell’isola madre, di fronte alla spiaggia delle Fumarole, dove avevamo trascorso la prima notte eoliana.

Basiluzzo e Spinazzola

Basiluzzo e Spinazzola

Panarea costa nord

Panarea - costa nord


Panarea costa nord

Panarea - costa nord


Panarea costa occidentale

Panarea - costa occidentale

La costa nord-occidentale dell’isola presenta un mare ancora mosso.

Passiamo nei pressi dello scoglio della Nave e percorriamo tutta la costa occidentale, interamente inaccessibile da terra.

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Le pareti di roccia vulcanica si gettano in mare dal Castello di Salvamento (m.319), dalla Punta del Corvo (m.421), da Punta Cardosi (m.402) e lungo la spettacolare Costa del Capraio (m.239).

Stiamo pagaiando su un sentiero parallelo e contrario al trekking su questi monti che avevamo percorso cinque giorni prima.

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Cala Junco

Cala Junco

Cala Junco

Cala Junco

Panarea costa occidentale

Panarea - costa occidentale


Panarea costa occidentale

Panarea - costa occidentale


Panarea costa occidentale

Panarea - costa occidentale

Cala Junco

Cala Junco


Punta Milazzese affacciata a Cala Junco

Punta Milazzese affacciata a Cala Junco

Il paesaggio è davvero magnifico, ma la sorpresa più grande l’abbiamo quando arrivati a sud dell’isola, con un mare finalmente completamento calmo, siamo entrati nella pace assoluta di Cala Junco, sono quasi le ore 18, e il sole illumina splendidamente la baia, le rocce si caricano di un rosso intenso e formano un mirabile scenario difficile da spiegare, la luna è già nel cielo, finalmente privo di nubi e che appare di un blu intenso.

Avevamo visto Cala Junco da terra, ma dal mare e a quest’ora, è tutto un altro vedere, una baia fa-vo-lo-sa.

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Il nostro viaggio alle Eolie finisce qui, quest’ultima giornata in kayak è stata impegnativa, ma anche molto appagante, la soddisfazione è grande mentre percorriamo velocemente gli ultimi chilometri che ci separano dal porto, accanto al quale sbarchiamo su una spiaggia di grossi ciottoli.

Alle 19,30 saliamo sulla nave “Laurana” che dopo una notte di tranquilla navigazione ci riporta a Napoli.

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Medusa a Vulcano

Medusa alle Eolie

N.B. – A parte qualche breve tratto, il mare delle Eolie ci è sembrato molto limpido ma infestato ovunque da milioni di meduse.

Dattilo Bottaro e Lisca Bianca

Dattilo, Bottaro e Lisca Bianca

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Articolo e Fotografie di Marco Ferrario
parcheggio per i nostri kayak al porto di Napoli

parcheggio per i nostri kayak al porto di Napoli

Sbarcati in continente - al porto di Napoli

sbarcati in continente - al porto di Napoli

6 Risposte

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  1. Ciao Luisella,
    un consiglio: metti in calendario di tornare alle Eolie per scoprire Alicudi e conoscere anche i suoi abitanti, vai a Filicudi, anch’essa affascinante – vedi https://ekokayak.wordpress.com/2009/03/24/isole-eolie-prima-parte/ , e non tralasciare Stromboli e il suo vulcano, non bastano gli aggettivi per descriverlo, è un’isola da Vivere Intensamente, in mare e a terra, dedicale almeno due giorni e due notti.
    Sei stata molto fortunata a incontrare i delfini e la tartaruga marina, nei miei giri alle Eolie non ho avuto il piacere di questi incontri.
    Ricordo anch’io il fascino del pagaiare a Punta Castagna di Lipari tra la candida pomice galleggiante e, molti anni fa, il piacere di percorrere un tratto di mare accompagnato da una grande tartaruga marina, ero nei pressi di un isolotto a sud del Peloponneso.
    Quest’anno, pagaiando in compagnia di mio figlio Jacopo tra l’isoletta di Madouri e l’isola di Lefkada siamo stati avvicinati da un nutrito gruppo di delfini che per alcuni minuti ha dato spettacolo rincorrendosi con ampi girotondi a pochi metri dai nostri kayak.
    Emozioni indimenticabili!
    Tu sai di cosa parlo.

    eko

    17 ottobre 2009 at 15:49

  2. Marco, ho fatto il giro delle Eolie (eccetto la traversata da Panarea a Stromboli e sua circumnavigazione per mancanza di tempo, ed Alicudi e Filicudi). Ho avuto mare bellissimo in ottobre dopo giorni di pioggia battente e mare burrascoso. Splendido. Durante la traversata Lipari – Panarea, 8 stenelle, una caretta caretta, una grossa medusa con la sua colonia di pesciolini tra i filamenti e, incanto, una pagaiata tra i ciottoli bianchi galleggianti in un mare di pomice! Ho perso tutte le foto ma il vissuto è in me. Grazie per il tuo articolo. Luisella

    Luisella Valeri

    17 ottobre 2009 at 09:02

  3. Davvero un bel racconto, complimenti, mi hai fatto venire voglia! Ciao

    Fabio

    20 giugno 2009 at 17:29

  4. Per aprire le pagine di altri itinerari, cliccare l’itinerario prescelto tra l’elenco proposto in alto a destra.

    To open the pages of other routes, click on the chosen route between the proposed list in the upper right.

    Pour ouvrir les pages d’autres routes, cliquez sur l’itinéraire choisi entre le projet de liste en haut à droite.

    eko

    19 giugno 2009 at 12:16

  5. eko

    13 giugno 2009 at 10:29

  6. Looks like a great trip! And you show some good photos!

    nigel

    http://www.nigelkayaks.com

    nigel foster

    11 giugno 2009 at 19:53


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