Eko

in KAYAK DA MARE, bivaccando libera-mente

Isola di LEFKADA e il suo arcipelago

with 39 comments

L E F K A D A

l’isola Bianca


in camper e kayak

Mare Jonio – Grecia

agosto 2009


Ho avuto la fortuna di trascorrere una trentina di mesi della mia vita a vagabondare su terre e mari Ellenici. Alcune isole, nel tempo, le ho visitate più volte e Lefkada è una di esse. E’ un’isola del Mar Jonio e perciò tra le più comode da raggiungere dall’Italia, ma sopratutto è bellissima. _________________________________

Dopo aver navigato nelle acque deserte dell’arcipelago delle Isole ECHINADI ed esplorato sottocosta le tranquille Isole di KASTOS e KALAMOS, la nostra vacanza greca prosegue e si conclude, con una quindicina di giorni di permanenza a Lefkada, per pagaiare attorno ad essa e al suo arcipelago sud/orientale.

Eko e il mare di Lefkada al tramonto

Lefkada non è più l’isola quasi sconosciuta che visitai per la prima volta trenta anni fa, quando era Corfù la più di moda delle isole Ionie. Oggi, sulla terra e sul mare, è Lefkada la più frequentata dell’arcipelago. Una rete stradale sempre più capillare, permette di arrivare comodamente nei pressi di molte bellissime spiagge, un tempo difficilmente raggiungibili. Inoltre un moderno e grande porto turistico, attira numerosi diportisti, che a volte si dimostrano poco rispettosi per il mare che li ospita e, navigando in kayak, ci rendiamo bene conto dei danni provocati.

Lefkada rimane comunque un’isola molto piacevole anche in alta stagione e cercando un poco, si trovano ancora magnifiche situazioni per campeggiare liberamente. Se poi si calza il kayak e ci si allontana dai luoghi più frequentati, si raggiungono lunghe spiagge deserte ed incontaminate, grotte e scogliere in cui la natura è rimasta selvaggia.

Eko-mappa – Lefkada e il suo arcipelago

Numerose sono le guide e le pubblicazioni turistiche che descrivono la bellezza dell’isola. Ho deciso perciò di raccontare fotograficamente il nostro viaggio, soffermandomi sugli aspetti più belli e significativi della costa, perchè le fotografie, sopratutto quelle scattate dal kayak o da luoghi raggiungibili con esso, più di ogni parola, raccontano mirabilmente tutto il candore di quest’isola e non smentiscono il suo nome, Lefkada, che in lingua greca significa: la Bianca.

A nord dell’isola, la spiaggia di Mili è il nostro primo punto di sosta. I camper sono parcheggiati a pochi metri dalla riva, di fianco a un vecchio mulino abbandonato da anni. Negli anni ’50, su questa spiaggia c’erano una dozzina di mulini che macinavano il grano, oggi, sopravvivono le mura di quattro di essi.
Questo è il panorama che si contempla dal Monastero di Faneromenis sulle spiagge a nord dell’isola. In pratica è una spiaggia lunga quasi 6 km. che inizia da Ag. Ioanis, (a sx) e cambia nome a seconda della sua esposizione, Ag. Marina, Mili (la nostra spiaggia, rivolta a nord/ovest), Gira (lungo la costa nord), e Kastro (a Dx, in lontananza, vicina alla fortezza di Santa Maura). Una lingua di terra separa queste spiagge dalla laguna di Lefkada. Le visite alla fortezza di Santa Maura e al Monastero di Faneromeni sono interessanti e meritano una sosta.
Nei pomeriggi estivi, la spiaggia di Mili è battuta da venti di NO con intensità da 4 a 6 Beaufort. Perciò è frequentata da molti riders appassionati di kite-surf e wind-surf. In foto: anche Jacopo ne approfitta per seguire un corso di kite-surf.

rocce rosse e calette nei pressi di Capo Ag. Ioannis - costa nord occidentale di Lefkada -

spiaggetta sotto la tenuta Stavrou, a est di Agh. Ioannis,

Dalla spiaggia di Mili in kayak abbiamo esplorato la costa nord occidentale sino alle spiaggie ai piedi di Kalamitsi.

costa nord occidentale di Lefkada

Costa nord occidentale di Lefkada
caletta tra le scogliere

impressionanti scogliere della costa nord occidentale di Lefkada

costa nord occidentale di Lefkada
costa nord occidentale di Lefkada

campeggio libero sulla spiaggia di Pefkoula

Capo Nikitas a ovest del paesino di Agh. Nikitas

Capo Nikitas

grotta a Capo Nikitas

capo Nikitas

spiaggia di Milos

spiaggia di Milos

spiaggia di Milos


promontorio della costa nord occidentale di Lefkada

promontorio roccioso - costa nord occidentale di Lefkada

spiaggia di Milos

costa nord occidentale

costa nord occidentale di Lefkada - a nord di Kathisma

promontori rocciosi - costa nord occidentale di Lefkada - a nord di Kathisma

grotte e scogliere a nord di Kahisma

costa occidentale di Lefkada - spiaggia di Stous Pilous - Kalamitsi

costa occidentale di Lefkada - spiaggia di Stous Pilous - Kalamitsi

costa occidentale di Lefkada - capanne e campeggio libero sulla spiaggia di Avali - Kalamitsi

costa occidentale di Lefkada - spiaggia di Stous Pilous - Kalamitsi - tipico bar e campeggio libero

GROTTE OCCIDENTALI A LEFKADA

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costa nord occidentale di Lefkada

rocce dai mille colori - costa nord occidentale di Lefkada

rocce affrescate dalla natura - costa nord occidentale di Lefkada

costa nord occidentale di Lefkada

campeggio libero su una spiaggia o tra la vegetazione della selvaggia costa nord occidentale di Lefkada

scogliere e spiagge lungo la costa nord occidentale di Lefkada

voli di gabbiani lungo la costa nord occidentale di Lefkada

grotte lungo la costa nord occidentale di Lefkada

costa nord occidentale di Lefkada

grotta della costa nord occidentale di Lefkada

costa nord occidentale di Lefkada

costa nord occidentale di Lefkada

costa nord occidentale di Lefkada

Il gruppo di Tatykayak -

costa nord occidentale di Lefkada - in mare incontriamo gli amici di "Tatiyak" impegnati nel loro Lefkada kayak tour

Tatiana Cappucci, vulcanica anima-trice del "Tatiyak", accanto al fratello Sergio.

________BlogTatiyak_______http://lefkadakayaktour2009.blogspot.com/___________________

costa nord occidentale di Lefkada

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costa nord occidentale di Lefkada

minuscola spiaggia

Colori di Lefkada - la candida costa nord occidentale

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Prima di lasciare il nostro campo alla spiaggia di Mili, ancora un poco di kite-surf aspettando il tramonto

Jacopo prosegue le lezioni di kite surf

sottosopra in kite alla spiaggia di Mili

volare col kite alla spiaggia di Mili

Kite al tramonto alla spiaggia di Mili

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_______Ci spostiamo col camper sulla spiaggia di Kathisma. Anni fa era una magnifica spiaggia deserta raggiungibile con uno sterrato ripido e difficile da percorrere in camper, oggi la strada è ottima, ma il luogo è irriconoscibile ed è molto cambiata in peggio. Kathisma è molto frequentata, attrezzata con un grande parcheggio sterrato e alcuni rumorosi e vistosi beach-bar. Si affittano ombrelloni.

Ci fermiamo il tempo necessario per esplorare la bellissima costa occidentale di Lefkada, scendendo verso sud sino alla spiaggia di Egremni, e scopriamo che a Gialou ci sono splendide situazioni di campeggio libero, sarà perciò questa la nostra prossima tappa. _______

costa occidentale di Lefkada - la parte sud della spiaggia di Kathisma è lontana dalla folla di bagnanti


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fungo di roccia lungo la costa occidentale a sud di Kathisma

grotte dei gabbiani lungo la costa occidentale a sud di Kathisma

grotte sulle spiagge e grotte sulle acque - costa occidentale di Lefkada a sud di Kathisma

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"clessidre" sabbiose che scendono sulla spiaggia

costa occidentale a sud di Kathisma

Isola Sesoula - a nord ovest di Gialou - a 2 km. dalla costa occidentale di Lefkada

passaggio sotto l'arco dell'Isola Sesoula

l'arco di Sesoula

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godendo e pagaiando lentamente lungo la costa occidentale di Lefkada

il piacere di campeggiare su spiagge immacolate

bianche scogliere,candide spiagge, acqua turchese

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sbarcare su spiagge immacolate - costa occidentale di Lefkada

campeggio libero sulla selvaggia costa occidentale di Lefkada

i gabbiani, preferiscono le spiagge solitarie e spesso, disturbati dalla nostra presenza, si levano in volo lungo la costa occidentale di Lefkada

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costa occidentale di Lefkada

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costa occidentale di Lefkada

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spiagge, grotte e scogliere - costa occidentale di Lefkada

dolomitiche pareti - da caletta in grotta - costa occidentale a sud di Kathisma

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finestra sull'immensità Ionica - costa occidentale di Lefkada

costa nord occidentale di Lefkada - tra Kathisma e la baia di Milos

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Jacopo in relax

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promontorio tra Kathisma e Milos

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a sinistra la spiaggia di Milos - costa nord occidentale di Lefkada

campeggio libero alla spiaggia di Gialou

il nostro balcone a Gialou - per tre giorni abbiamo campeggiato liberamente

il nostro campeggio libero alla spiaggia di Gialou

il ruspante beack-bar a Gialou. - sull'orizzonte a dx, tre km. al largo, si vede l'isola di Sesoula - Gialou è un luogo magnifico per campeggiare liberamente, la spiaggia è lunga chilometri e alla fine dello sterrato sono accampati numerosi giovani "alternativi" provenienti in prevalenza da paesi dell'est europeo - è una situazione che mi ricorda molto le esperienze di campeggio libero e frikkettone degli anni settanta: molte tendine, furgoni spartani e musica al tramonto, ma qui, purtroppo, Jimmi Hendrix e Janis Joplin sono morti e sepolti da tempo.

campeggio libero di giovani sulla spiaggia di Gialou

_______Dalla spiaggia di Gialou in un crescendo di bellezza, esploriamo in kayak la costa sud occidentale di Lefkada sino a Capo Doucato, mirabile promontorio ed estremo sud dell’isola._______

costa sud occidentale di Lefkada - tra Gialou ed Egremni

costa sud occidentale di Lefkada, tra Gialou e Egremni

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sulla spiaggia di Egremni - costa sud occidentale di Lefkas

la spiaggia di Egremni - sullo sfondo, a 6 km l'isola di Sesoula

spiaggia e scogliera - l'abbagliante candore della costa sud occidentale di Lefkas

la spiaggia di Egremni vista dalla panoramica terrazza del bar posto in alto alla scogliera - per godere di questo superbo panorama, dalla spiaggia saliamo una ripida scalinata di oltre trecento gradini.

grotta della costa sud occidentale di Lefkada

le bianche scogliere della costa sud occidentale di Lefkada

il faro di capo Doukato sopra la scogliera all'estrema punta sud di Lefkada

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Fessure e bianche scogliere - costa sud occidentale di Lefkada

le alte scogliere sud occidentali di Lefkada

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Jacopo - bagno in grotta a nord del promontorio di Porto Katsiki

sullo sfondo il promontorio di Porto Katsiki

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pagaiando verso il faro di Capo Doukato (detto anche capo Kavos Kiras), estremo sud di Lefkada

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alte e scoscese scogliere policromatiche, costa sud occidentale di Lefkada, pagaiando verso capo Doukato (Kavos Kiras)

Grotte e spiagge ai pedi delle scogliere sud occidentali di Lefkada

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fessure marine - costa sud occidentale di Lefkada

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meravigliosi dettagli, fori e fessure della costa sud occidentale di Lefkadfa

la costa nord del promontorio di Porto Katsiki

panorama dai magnifici colori - Porto Katsiki

i colori dell'alba su Porto Katsiki - vista dal finestrino del nostro camper

_______Dopo essere arrivati a Porto Katsiki via mare, riprendiamo il camper per raggiungerlo via terra e potere così godere ancora un poco di questa magnifica baia. Un parcheggio che di giorno si riempe completamente, a sera si libera e ci consente di sistemare il camper affacciato sulla baia, finalmente tutta e solo nostra._______

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_______Abbandonata la costa occidentale, ci spostiamo alla ricerca di una buona base dalla quale partire per esplorare la costa sud di Lefkada. La troviamo nella baia di Vasilikis, dove la spiaggia è frequentata da numerosi surfisti._______Da qui, in kayak torviamo a Capo Doukato (Kavos Kiras) e, verso est, entriamo in profondi golfi e costeggiamo diversi promontori fino a Capo Lougi, oltre il quale si apre il canale che separa Lefkada dall’isola di Meganisi._______

piccola spiaggia sulla costa occidentale del golfo di Vasiliki

spiaggia lungo la costa occidentale del golfo di Vasiliki

navigando sottocosta del versante occidentale del golfo di Vasiliki

Capo Doukato (Capo Kavos Kiras)

il faro e la grotta a Capo Doukato (Capo Kavos Kiras)

la bianca scogliera di Capo Doukato (Capo Kavos Kiras)

costa sud di Lefkada

costa sud di Lefkada

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nel porto di Sivota - costa sud di Lefkada

più a sud, al largo, le isole di Astakos e di Arkoudi

in mezzo al mare, a sud di Lefkada, si trova l'isola di Arkoudi

la costa sud di Lefkada

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nelle prime ore pomeridiane si alza il vento - costa sud di Lefkada

_______A sud è molto bello il promontorio di Capo Kastri, dove in una splendida posizione, è situato un campeggio. Le spiagge di Aghiofili e di Amouso meritano una escursione. Il golfo di Afteli è ancora un luogo tranquillo. Mentre Sivota e sopratutto Rouda con la spiaggia di Mikros Gialos è molto frequentata e non sembrano adatte alla sosta dei camper. Comunque, tutta la costa sud di Lefcada è bella anche se non spettacolare come quella occidentale._______

_______Nostra prossima tappa è Nidri, la località più frequentata dai turisti. Davanti al paese ci sono le isole Pringhiponissia tra le quali si trova Skorpios, la famosa isola di Onassis. I camper possono sostare a sud del centro di Nidri, su una vasta area sterrata vicino al mare. E Nidri è il luogo di partenza alla scoperta dell’arcipelago di Lefkada e delle isole Tilevoides più vicine, di cui la più grande e interessante è Meganisi._______

_______ Partiti in kayak per una escursione alle isole Pringhiponissia, appena usciti dalla baia di Liadhitis, a poche decine di metri da Nidri, e poco dopo tra Capo Agh. Kiriaki e l’isola di Madouri, incontriamo un numeroso gruppo di delfini. Non è facile fotografarli, sono velocissimi e sembra giochino a rincorrersi, tuffandosi e riemergendo dall’acqua mare._______

Appena partiti col kayak da Nidri, ecco che i delfini che si rincorrono e sembrano giocare vicino ai nostri kayak, ma non è facile fotografarli, sono velocissini e imprevedibili nel guizzare nell'acqua.

delfini che passano tra i nostri kayak e il promontorio di Agh. Kiriaki

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isola di Skorpios

da una spiaggia sud di Skorpios - vista su l'isola Thilia, nel canale tra Meganisi e Lefkada

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Jacopo all'isola di Skorpios

nuotata all'isola di Skorpios

ISOLA DI SKORPIOS

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isola di Skorpios

isola di Madouri - in riva, tra il bosco e il mare, la villa della famiglia di Aristotelis Valaoritis (scrittore e politico artefice dell'unione delle Isole Ionia alla Grecia)

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costa orientale della penisola di Agh. Kiriaki - Lefkada

cosa orientale della penisola di Agh. Kiriaki

spiaggia di Laka sulla costa orientale della penisola di Agh. Kiriaki

_______Da Nidri, effettuiamo l’escursione all’isola di Meganisi, ma il tempo si è guastato, e torniamo precipitosamente, appena in tempo per evitare un fortissimo temporale con micidiali raffiche di vento. E’ raro che in agosto nella Grecia Ionica, si creino situazioni di meteo pericolose per la navigazione, ma a fine agosto altre volte ho visto scatenarsi temporali molto violenti, di solito durano qualche decine di minuti, ma l’intensità delle raffiche è devastante e non auguro a nessun kayaker di dover affrontare un tale vento._______

isola di Thilia, vicino alla costa occidentale dell'isola di Meganisi - Lefkada sullo sfondo

isola di Meganisi - il cielo si specchia nelle acque del canale che separa Meganisi da Lefkada

isola di Meganisi - costa occidentale

costa occidentale di Meganisi

Isola di Meganisi - costa occidentale

grotta di Giovannis - Isola di Meganisi - costa sud occidentale

grotta di Giovanis - costa sud occidentale dell'isola di Meganisi

grotta di Papanikolis - durante la 2a guerra mondiale nella grotta si nascose il sottomarino Papanikolis per sfuggire agli aerei nemici che, data la limpidezza dell'acqua dello Jonio, l'avrebbero individuato facilmente anche navigando in profondità - All'orizzonte a sx l'isola di Astakos e a dx l'isola di Arkoudi.

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spiaggia della grotta di Papanikolis - costa sud occidentale dell'isola di Meganisi

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costa sud occidentale dell'isola di Meganisi

dallisola di Meganisi - da sx: l'isola di Kithros, l'isola di Astakos, e l'isoletta di Petalou

la scogliera di Meganisi - sullo sfondo Lefkada









traversata dall'isola di Meganisi verso capo Lougi di Lefkada

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La vacanza a Lefkada sta per finire, il golfo interno a nord di Nidri appare meno interessante, perciò lo trascuriamo preferendo tornare a nord per trascorrere l’ultimo giorno alle spiagge di Agh. Ioannis e di Gira e visitare la cittadina di Lefkas.

Lefkada, tramonto sulla spiaggia di Gira

ultima rilassante giornata a Lefkada, sulla spiaggia di Agh. Ioannis






39 Risposte

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  1. Ciao Pierre,
    a Lefkada sono sempre andato durante il mese di agosto. La costa orientale (che è la più affascinante) è esposta ai venti dominanti ed è più facile trovare il mare mosso.
    Di anno in anno il meteo mare può essere più o meno clemente.
    Comunque, le mie pagaiate ho cercato di farle durante le ore del mattino, quando solitamente il mare e il vento sono più calmi e inoltre il sole illumina bene la costa.
    Bel filmato, bellissimo viaggiare in compagnia dei figli, vero?

    eko

    24 settembre 2014 at 05:52

  2. Bravo
    J’adore cette ile de Lefkada et y suis retourné cette année pour un voyage en famille. J’ai fait le tour de Meganissi avec mon fils en louant des kayaks (https://vimeo.com/101134223). J’ai plutôt séjourné sur la côte occidentale que je prèfere, mais même part temps calme j’ai trouvé la mer agité avec des “rappels” pour accoster et repartir, n’avez vous pas été gènés sur ce littoral.
    italiano difficile per noi. I try in english, i often find “shore break” on the beaches of the west coast. Did you choose the period to paddle on this coast ?

    pierre

    22 settembre 2014 at 17:46

  3. Ti ringrazio, non ho letto tutto il sito perché avevo una connessione molto scadente, ora tornato delle vacanze mi metto al lavoro per leggere tutto e guardarmi attentamente le foto.
    Ora sono alla ricerca di un posto dove fare un po’ di pratica qua vicino a Bologna riesumando un vecchio kayak della nova e se l’entusiasmo di questi giorni non cessa mi farò vivo con domande più mirate
    Un saluto
    Giovanni

    Giovanni

    8 settembre 2014 at 15:38

  4. Ciao Giovanni,
    penso che viaggiare in bici non è poi così diverso dal viaggiare in kayak.
    La filosofia può essere simile, anche se la realizzazione presenta sostanziali diversità.
    La bici e il kayak, sono comunque mezzi ecologici con i quali è possibile trasportare facilmente i bagagli necessari per un trekking di più giorni.
    I suggerimenti da darti possono essere molti e articolati, l’argomento è vasto, più volte trattato anche su Eko.
    Ti suggerisco perciò di leggere tra i commenti già pubblicati, credo che troverai alcune risposte.
    Ad esempio, proprio tra i commenti a questo articolo puoi trovare diversi suggerimenti.
    In particolare leggi le mie risposte del 16.4.2010 a Anna, del 20.8.2012 a Giovanni e le risposte date a Stefano tra la fine di marzo e sopratutto quella del 5 aprile 2014.
    Altri suggerimenti, che spero potranno soddisfare le tue richieste riguardo le dotazioni e le indicazioni sulle normative (comunque in Italia non esistono normative chiare per chi va in kayak, sembra che il kayak non sia ancora veramente riconosciuto), puoi trovarli tra i commenti dell’articolo sul viaggio alle Isole Egadi, in particolare i commenti dell’aprile 2011 in risposta a Roberto: http://ekokayak.wordpress.com/2011/03/13/egadi/#comments.
    Per quanto riguarda le dotazioni e altri suggerimenti, altri commenti interessanti sono quelli del 22.6. e del 13.7.2014, in risposta a Dave. (li trovi alla fine dell’articolo su Tavolara e Molara: http://ekokayak.wordpress.com/2010/11/07/isole-tavolara-e-molara/#comments.
    Vedi anche il commento all’Isola di Lussino del 17.6.2012 in risposta a Mario, http://ekokayak.wordpress.com/2011/09/23/arcipelago-di-lussino/#comments
    Sempre a luglio 2014 tra i commenti all’articolo di Tavolara, potrai trovare altri suggerimenti nella risposta alle domande di Mirko: http://ekokayak.wordpress.com/2012/08/13/isola-di-tavolara/#comments.
    Oltre a ciò, ti suggerirei di consultare le pagine marine del Forum di CKFiumi: http://forum.ckfiumi.net/index.php?board=21.0 e http://forum.ckfiumi.net/index.php?board=19.0 , troverai tante idee e dibattiti in cui emerge un pluralismo di vedute.
    Scusami se ti ho risposto così, citando altre fonti, ma sarebbe una fatica inutile riscrivere quanto già scritto, inoltre le tue domande richiedono una risposta molto articolata perciò, dopo che ti sarai fatto un’idea leggendo quando ti ho proposto, se vorrai fare domande specifiche, sarò felice e disponibile nell’esprimere altre opinioni in merito.
    Ciao
    Marco (Eko)

    eko

    8 settembre 2014 at 00:33

  5. Ciao,
    Mi chiamo Giovanni !ho 40 anni e da sempre giro in bici.
    Quest’estate durante una vacanza a Cefalonia mi è venuta voglia di comprarmi un kayak da mare per fare inizialmente piccole gite e successivamente qualche vacanza con tenda al seguito. Lo vorrei utilizzare anche in mare aperto oltre che per laghi.
    Hai qualche suggerimento da darmi?
    Da un punto di vista normativo che dotazioni sono necessarie a bordo?
    Ti ringrazio in anticipo e ti faccio i complimenti per il tuo blog!
    Un saluto
    Giovanni

    Giovanni

    7 settembre 2014 at 15:11

  6. Ciao Marco,sei stato molto paziente e gentile nel rispondermi.
    I tuoi consigli sono validissimi, cè tanta roba da sapere molta di più di quanto mi immaginassi, inoltre ho capito che la necessità di un kayak si modifica in base al modificarsi dell’esperienza e degli obbiettivi del canoista.

    Sto veramente valutando di non cambiare kayak, tenermi per quest’anno il mio gonfiabile ed usarlo in modo da capire se da questo scaturirà una vera passione. Inoltre usando questo capirò quante e di che tipo di uscite farò in modo che capirò in base all’utilizzo che tibo di kayak dovrei prendere.

    PS domenica ho fatto Bellagio-Varenna-Bellano… ho capito perchè non esci sul lago in domenica e non ci vai del tutto dalla primavera avanzata :-)))))))))))))

    Un salutone.
    Stefano

    stefano

    7 aprile 2014 at 12:33

  7. ciao Stefano,

    cercherò di esprimere la mia opinione e di rispondere a qualche tuo dubbio.

    Inizio dalla tua ultima frase: “vorrei comperare una barca che ci accompagni negli anni a venire senza dover poi pensare di cambiarla.”

    Sono convinto che è difficilissimo, sopratutto per un neofita, acquistare un kayak e tenerlo con soddisfazione per lungo tempo. Sono anche convinto che solo con l’esperienza si arriverà a trovare un buon kayak, che non è altro che un compromesso, anzi un insieme di compromessi che potranno soddisfare le aspettative del singolo kayaker.

    Il kayak ideale, il migliore in assoluto, non esiste. ma attenzione, ne esistono diversi poco adatti e che fanno passare la voglia di andare in kayak.

    Con questa premessa, hai capito che non me la sento di darti dei suggerimenti categorici, anzi, se c’è un suggerimento che vorrei darti è quello di diffidare di chi da responsi categorici e sentenzia certezze sulle qualità e su come deve essere un buon kayak, diffida di tutti i “maestri” che detengono verità assolute.

    Per dare un giudizio è necessario prima sperimentare il più possibile, pensando poi alle proprie priorità di utilizzo.

    Detto ciò, perchè acquistare un kayak nuovo quando con la stessa cifra potresti acquistare un kayak usato più performante e che, dopo aver fatto la necessaria esperienza, se vorrai cambiarlo, potrai rivenderlo con una minima perdita di valore?

    Ad esempio vai a dare uno sguardo al mercatino di CK http://www.ckfiumi.net/mercatino_canoa_kayak_usati.phtml
    e già che sei sul sito dai un’occhiata anche agli argomenti del forum

    http://forum.ckfiumi.net/index.php/board,19.0.html

    ci sono tante opinioni interessanti, è il forum italiano più seguito.

    Per la lunghezza di un buon kayak da mare singolo, va bene intorno ai 5 metri (meno di 4 metri non lo definirei kayak da mare) ma le variabili sono molte, ci sono kayak lunghi ben oltre i 5 metri ma con poppa e prua svettante al vento, non certo in acqua, sono oggetti che possono piacere molto, dalla linea accattivante ma che pescano poco poco più di 4 metri e altri kayak che, pur essendo più corti di 5 metri pescano per tutta la loro lunghezza (io preferisco questi ultimi).

    Preferisco anche un buon timone, (ma vedo in giro un sacco di timoni pessimi spesso montati su kayak che a mio giudizio non dovrebbero montarlo), mentre invece sono moltissimi i kayaker che detestano il timone.

    Preferisco un pozzetto ampio tipo olimpico, lo trovo molto più comodo, ma molti amici preferiscono pozzetti piccoli.

    Prendendo in considerazione un kayak è necessario ragionare anche sulla sua larghezza. È diverso navigare con un kayak largo 52 cm. o 58 cm., la stabilità statica e dinamica varia considerevolmente.
    Un singolo più largo di 60 cm. lo potrei suggerire solo a un kayaker alle prime esperienze.

    Per gli stessi motivi, anche la conformazione della carena non è trascurabile, ci sono carene a “U” e a “V” con molte varianti.

    Ci sono poi Kayak con grandi volumi, medi o poco voluminosi.

    Insomma, le varianti sono davvero molte, più di quelle che un giovane kayaker possa immaginare, ripeto, il kayak ideale non esiste, la scelta è molto soggettiva, … e poi c’è anche la pagaia, anch’essa e importantissima e anch’essa è una scelta molto soggettiva, ma almeno che sia una buona pagaia, leggera e performante.

    Ci sarebbe molto, anzi moltissimo ancora da dire, si potrebbe entrare nel dettaglio, ma scusami, esula dal commento su Eko, se ne parla in numerosi siti, ad esempio anche tra quelli che puoi trovare nell’elenco della colonna di destra di Eko.
    Inoltre è azzardato dare consigli categorici a chi non si conosce, non si sa come vorrebbe vivere il kayak, cosa ritiene prioritario e quali sono le sue capacità tecniche.
    Perciò, l’unico consiglio valido è sperimenta e pensa a ciò che stai sperimentando, per questo ti suggerirei di acquistare un kayak usato, facilmente rivendibile e sostituibile con un altro usato o, quando sarai davvero convinto, con un kayak nuovo.

    ciao

    marco

    eko

    5 aprile 2014 at 20:09

  8. Ciao Marco,
    grazie per la tua risposta.
    Ieri ho effettuato la prima uscita lunga (lunga per me,per la mia ridoitta esperienza) sul lago di Como,20 km con il mio gonfiabile.

    L’impressione che ne ho avuto è quella di un mezzo che sebbene abbia molti pregi è certamente più “duro” da spingere: a causa della sua larghezza il gesto della pagaiata deve necessariamente essere più ampio (nonostante avessi una pagaia da 240cm) questo porta ovviamente ad un affaticamento maggiore.

    Per questo vorremmo passare ad un kayak rigido ma prima dobbiamo risolvere dei problemi logistici che ci permettano di rimessarli.

    E di kayak rigidi volevo parlarti: siamo stati in un negozio a Milano a vedere i Prijion, e subito sono sorti i dubbi:
    che lunghezza deve avere una barca polivalente mare/lago? in che materiale deve essere costruita?

    A noi è sono stati proposti due modelli:
    per me il modello Dayliner L e per Rosi (minuta di corporatura) Il Dayliner S

    http://www.tuttocanoa.it/MARE_E_LAGO.html

    Sopratutto il modello S ci sembra inadatto ad un uso marino e questa volta vorrei comperare una barca che ci accompagni negli anni a venire senza dover poi pensare di cambiarla.

    Per questo una tua indicazione sarà da noi tenuta nella massima considerazione.
    Stefano

    stefano

    1 aprile 2014 at 09:33

  9. Stefano, grazie per quanto hai scritto, molto bella la storia della vostra iniziazione al kayak e del come avete subito percepito i grandi vantaggi legati al privilegio di navigare sottocosta.
    Questa storia ha molte similitudini con il mio inizio, avvenuto ormai oltre trent’anni fa.

    Mi chiedi un parere sul tuo mezzo e sui tuoi progetti di pagaiare a Lefkada con un kayak gonfiabile.
    Non è facile darti il consiglio giusto, il come navigare in kayak è spesso una scelta soggettiva e non me la sento di sentenziare consigli o giudizi assoluti.
    Ti invito però a leggere alcuni miei commenti scritti proprio su questa pagina dei commenti su Lefkada, il 16 febbraio e il 16 aprile del 2010 e il 25 maggio del 2011, in cui parlo anche del vento estivo che si incontra sull’isola e delle eventuali possibili difficoltà di navigazione.
    Inoltre, Giovanni, il 19.8.2012 parla di kayak gonfiabili e il giorno seguente cerco di dire la mia in merito.
    Spero che questi commenti e argomentazioni possano essere utili.
    Un saluto a te e a Rosi.

    eko

    30 marzo 2014 at 23:23

  10. Ciao Marco,grazie per la tua risposta.
    seguirò sicuramente il tuo consiglio ed inizieròa studiare l’orientamento nautico con ausilio di bussola e carta anche se non credo che farò attraversate in mare aperto impegnative come le tua,almeno finchè non avrò una buona esperienza e non avrò testato adeguatamente il mio kayak.

    Ma ecco,ti vorrei anche parlare di me e da cosa è scaturita la mia passione,questo tuo blog ha la sua buona dose di responsabilità in tutto questo!

    Più leggo il tuo blog più mi si apre un mondo,faccio sport da tanti anni ma al kayak mi sono avvicinato solo di recente, il kayak racchiude valori importanti per me:lo spostarsi con lentezza godendo del paesaggio,l’essere direttamente “dentro la scena” senza la mediazione e la separazione dettata da vetri,parabrezza,protezioni.

    Sei semplicemente lì, a pelo dell’acqua,completamente immerso nella realtà che ti circonda.

    E poi la totale mancanza di fretta e competitività,il silenzio,l’osservazione.

    Pensa che mi ci sono avvicinato per caso a questo mondo,ero in campeggio nella Calcidica l’estate scorsa e ci davano l’utilizzo gratis del kayak,una roba da suicidio a pensarci ora:niente giubbotti,niente gavoni stagni,mancavano i tappi dai due boccaporti del ponte,avevo provveduto chiudendo i fori con sacchetto di plastica e corda.

    Ma ciò è bastato,mi si è accesa una lampadina e quando sono tornato dalle ferie ho deciso con la mia compagna che avremmo acquistato un kayak.

    Per la scelta abbiamo pensato molto,Marco il mio problema è lo spazio per il rimessaggio,il fatto che non ero sicuro se Rosi mi avrebbe seguito sempre,la poca voglia di fare un investimento importante visto che non avevo certezze sul fatto che non fosse solo un fuoco di paglia.

    Per questi motivi la scelta della barca è caduta su un gonfiabile 2 posti convertibile.

    Certo ho cercato di prenderne uno tecnico lasciando da parte i giocattolini da spiaggia e consapevole comunque che nonostante la sua buona qualità (se paragonato agli altri gonfiabili) nella performace non avrebbe mai potuto eguagliare i cugini rigidi.

    Basta essere consapevoli di cosa si utilizza ed avere le idee chiare riguardo agli obbiettivi da raggiungere,tutto qua.

    Insomma per farla breve a gennaio sono arrivati i saldi al decathlon e sono riiuscito a portare a casa il mio primo kayak ad un prezzo interessante,il modello è il seguente:

    http://www.advancedelements.com/advancedframe_convertibleb.html

    Già dalle prime uscite Rosi si è appassionata,oggi dopo l’ennesima lezione di tecnica di pagaiata all’Idroscalo proprio lei mi ha confessato che vorrebbe passare a due singoli rigidi.

    Non so forse è meglio far passare le vacanze estive  e vedere se la passione la contagia ancora,i rigidi da mare sono più difficili da gestire:due barche da 5mt sul tetto non sono cosa da poco per non parlare del rimessaggio,dovrei infilarli in una cantina e forse ci starebbero ma con una discreta recita di rosari ad ogni rimessata :-)))))))

    Per questo vorrei continuare con il mio Advanced,per vedere se mi consente di raggiungere i miei obbiettivi,se dovesse risultare sotto le aspettative penso che non avrei difficoltà a rivenderlo,sono abbastanza richiesti.

    Tra l’altro non ho in programma campeggio nautico,od allontanamenti dalla costa troppo grandi,per esempio la più grande attraversata che ci spetta la prossima estate saranno i due km che separano Lefkada dall’isolotto di  Seouta (costa ovest) o da Meganisi (costa est) ed avverranno solo dopo aver attentamente testato il kayak sottocosta.
    Rispetto a questo terrò in somma considerazione un tuo parere.

    stefano

    30 marzo 2014 at 22:43

  11. Stefano, anch’io mi oriento spesso a vista, ma con me, per sicurezza, porto sempre una bussola e una mappa, anche perché mi piace sapere dove mi trovo e capire il percorso.
    Non utilizzo il GPS, ma prima del trekking, in fase organizzativa, preparo la mappa cartacea fotocopiando la cartina originale alla quale aggiungo dettagli, appunti vari, possibili spiagge per lo sbarco e, nel caso di traversate, le probabili rotte di navigazione. Dopo aver personalizzato la mappa, la plastifico rendendola impermeabile e viaggio in mare con quella.
    Perciò, se ho in previsione di fare traversate di più miglia traccio sempre sulla mappa la rotta da seguire con la bussola, questo per navigare con più sicurezza se la visibilità dovesse ridursi.
    In concreto, se dall’isola di Lefkada voglio raggiungere l’isola di Arkoudi che dista alcune miglia nautiche, per sicurezza preferisco tracciare la rotta, anche se al momento della partenza Arkoudi è visibile dalla costa sud dell’isola di Lefkada, in giornata potrebbe peggiorare la visibilità o potrei avere problemi di orientamento visto anche che Arkoudi non è l’unica isola in questo tratto di mare.
    Diversamente, se voglio raggiungere l’isola di Skorpios e gli isolotti di quel piccolo arcipelago a est dell’isola di Lefkada, mi oriento solo con la mappa e non ho la necessità di tracciare le rotte essendo queste isole a meno di un miglio nautico dalla costa.
    Ritengo che una mappa dettagliata sia importante per la buona organizzazione dei nostri trekking marini, almeno per come io li vivo.
    A mio giudizio, una buona mappa per le nostre escursioni non è la mappa nautica, ma la mappa escursionistica che in genere è più dettagliata e sulla quale sono indicate con precisione anche le piccole spiagge, i sentieri, le alture, le case, ecc.
    Come ti dicevo, per pochi euro, fotocopio e “zummo” la mappa su fogli formato A3 o A4 e li plastifico a copia di due (double-face) così da poter disporre di una mappa a misura per le mie esigenze e impermeabile all’acqua.
    Le mappe di riferimento hanno preferibilmente una scala: 1:50000, o in alternativa utilizzo anche mappe con scala: 1:25000, in alcuni casi, se non trovo in commercio queste scale, utilizzo le 1:100000 ma ritengo queste ultime non sufficientemente dettagliate per il nostro scopo.
    Per i miei viaggi a Lefkada, come per molte altre isole greche, ho utilizzato una Road Editions al 1:50000.
    Se anche tu vorrai preparare il percorso per tempo, puoi scaricare qui
    il Pdf http://www.lefkada.gr/UserFiles/Image/nomos/lefkada1.pdf, o farti spedire la mappa per poterla consultare prima della partenza.
    La stessa mappa la puoi comunque acquistare nelle librerie dell’Isola.

    eko

    30 marzo 2014 at 20:41

  12. Ciao Marco,
    ti disturbo per un dubbio che mi è venuto riguardo alle pagaiate a Lefkada la prossima estate:
    fino ad ora pagaiando in kayak mi sono sempre orientato “a vista” avendo sembre seguito al costa e non essendomi mai avventurato in arcipelaghi di piccole isole non ho mai avuto alcuna difficoltà.

    Legegndo attentamente e guardando attentamente le immagini del tuo blog in particolare quelle che si riferiscono alla costa est con il suo piccolo arcipelago mi rendo conto che l’orientamento potrebbe (per me che ho poca esperienza)non essere così scontato.

    E’ un dubbio legittimo il mio oppure eccesso di precauzione?

    Tu come ti orienti?

    Considera che non ho alcuna conoscenza delle tecniche di orientamento con carta e bussola,consigli l’acquisto di un GPS?

    stefano

    30 marzo 2014 at 19:00

  13. La costa Est è la meno interessante, più turistica e affollata, la costa ovest è più selvaggia e spettacolare, le spiagge sono frequentata durante il giorno ma in kayak si trovano posti tranquilli anche in alta stagione. Anche la parte sud è bella, pur non raggiungendo la spettacolarità occidentale. Avendo fatto campeggio libero, non conosco i campeggi ma ricordo che dal mare ho scorto sul promontorio di Kastri, un campeggio davvero in una bella posizione. Interessati, e se le strade sono praticabili con la tua roulotte è una ottima base per esplorare poi in kayak la costa sud e sud-occidentale di Lefkada e spingersi fino a circumpagaiare l’isola di Arkoudi e l’isola di Meganisi.

    eko

    24 marzo 2014 at 21:33

  14. Ciao Marco,avrei ancora una domanda:se tu dovessi scegliere una base fissa in campeggio da quale parte dell’isola ti posizioneresti? inizialmente ti ho scritto che mi sarei posizionato ad est ma leggendo bene il tuo resoconto la zona di Kastri sembra più bella.Anche ad ovest c’è un campeggio,la scelta per chi come me non ha mai visitato l’isola non è semplice.Grazie per l’aiuto.Stefano

    stefano

    24 marzo 2014 at 17:45

  15. ciao Stefano,
    ritengo che il tuo progetto sia fattibile. Non è complicato arrivare alle spiagge occidentali dai campeggi lungo la costa orientale. Le strade le ho percorse in camper, perciò si possono fare tranquillamente anche in auto. Si tratta di spostamenti di poche decine di chilometri percorribili di solito in meno di un’ora.
    L’unico consiglio, sopratutto se vai in alta stagione, sfrutta le prime ore del mattino per gli spostamenti, così da arrivare alle spiagge prima che i parcheggi si riempiono e riuscire a trovare un parcheggio comodo per scaricare i kayak.
    Buone pagaiate.
    m.

    eko

    22 marzo 2014 at 20:47

  16. Ciao Marco,
    innanzitutto mi complimento per il tuo viaggio e per la tua capacità di raccontare, sai davvero trasmettere delle impressioni bellissime.
    Avrei una domanda da farti:intendo replicare il tuo viaggio ma poichè noi abbiamo auto+caravan avremmo intenzione di sostare fissi in un campeggio della zona orientale di Lefkada e spostarci in auto+kayak di giorno in giorno esplorando le differenti porzioni di costa rientrando in base alla sera.
    Mi chiedo se questo è possibile o se le strade sono troppo tortuose per permettere in una giornata di raggiungere il punto di partenza dell’escursione,effettuare l’escursione e rientrare al campo base entro sera.
    Stefano

    stefano

    22 marzo 2014 at 19:53

  17. Ciao Giovanni,
    l’imbarcazione che hai acquistato non è un vero kayak ed io, non avendo una esperienza di navigazione specifica con un mezzo simile, non me la sento di spingerti ad affrontare il mare delle isole Ionie.
    Fare trekking nautici di 10 o 20 km. per raggiungere i luoghi fantastici di Lefkada, potrebbe diventare troppo impegnativo e rischioso, tanto più che affermi di essere alla prima esperienza.
    A volte il vento e il mare peggiorano in pochi minuti, altre volte, all’imbarco tutto sembra calmo ma già oltre il promontorio si trovano condizioni di navigazione difficili.
    Credo che con quella imbarcazione non sia facile domare un mare mosso e un vento anche se moderato.
    Perciô, ben vengano i tuoi dubbi e che ti portino a fare una riflessiva analisi che ti consenta di approfondire l’argomento verso una positiva evoluzione.
    Essendo alla vostra prima esperienza di trekking marino, penso sia meglio suggerivi di programmare escursioni brevi, al massimo una manciata di km. o poco più.
    Iniziate lentamente a sperimentare i vostri limiti con quel mezzo.
    Lefkada, come hai visto dall’Eko-articolo, è sicuramente un’isola adatta ad essere percorsa in kayak da mare, come anche Zante e tutte le altre isole Ionie, ma avere la necessità di fare escursioni brevi, non consente di raggiungere la maggior parte dei luoghi che vorresti vivere e conoscere di persona.
    Certamente la navigazione con mare mosso e vento, oltre che essere molto rischiosa, non permette di godere pienamente della costa e di entrare nelle grotte.
    In queste circistanze, fossi in voi, non mi metterei in mare.
    Se vi piacciono le grotte facili da raggiungere, vi consiglierei, ad esempio come primo viaggio, di andare nel Salento.
    Le isole Ionie potreste affrontarle con maggiore soddisfazione quando
    avrete maturato una certa esperienza.
    Nel Salento ci sono numerosissime bellissime grotte e tante calette (vedi: http://ekokayak.wordpress.com/2009/06/30/salento/), inoltre, un
    facile e veloce sistema viario consente di passare in pochi minuti
    d’auto, dalla costa Adriatica a quella Ionica e perciò, a secondo
    delle previsioni del vento e del mare, potreste pagaiare in sicurezza
    decidendo di raggiungere, di volta in volta, la costa occidentale
    oppure quella orientale.
    Di solito a fine agosto il mare è più calmo che in piena estate,
    comunque vi suggerirei di approfittare sempre delle prime ore della
    giornata, sono spesso quelle con le condizioni meteo marine migliori
    per una navigazione in sicurezza.
    Prima di partire per una escursione marina, controllate sempre un buon
    sito meteo specifico per il mare ed il vento (ad esempio:
    http://www.lamma.rete.toscana.it/meteo/modelli/vento-e-mare, o

    http://it.windfinder.com/weatherforecast/lefkas_lefkada)

    e non fate molto affidamento a previsioni vento-mare a medio termine, sono decisamente poco affidabili. Affrontate la situazione di giorno in giorno e seguite la tendenza per il giorno seguente, già a tre giorni l’affidabilità spesso scende al 70-50%.
    Poi, se dopo questa vostra prima esperienza, vi vorrete avvicinare ad un vero kayak da mare, più simile ai kayak utilizzati dagli Inuit per cacciare e pescare nel mare Artico, vi renderete conto che le sue prestazioni saranno molto più evolute.
    Un buon kayak da mare doppio, ad esempio, ha una larghezza dai 55 a 65 cm. e una lunghezza dai 550 a 650 cm., con una carena non piatta, di struttura rigida e assolutamente non gonfiabile.
    A questo punto potrebbe aprirsi un nuovo orizzonte di navigazione.
    Un saluto con pagaia.
    Eko

    eko

    20 agosto 2012 at 00:37

  18. Ciao, leggo con piacere il tuo fantastico blog sul mondo del kayak, quindi colgo l’occasione per farti i complimenti per come riesci a rendere l’idea dei tuoi viaggi in modo chiaro esaustivo e piacevole. Ho deciso di scriverti in quanto dopo lungo tempo mi sono deciso ad acquistare anche io un kayak e a trascorrere le vacanze con l’ausilio di questo fantastico mezzo.

    Il kayak in questione è un gonfiabile da due posti modello “Tribord IK 100-2”

    http://www.tribord.com/it/tribord/kayak/kayak/kayak-2-places-ik100-2-8209270

    Principalmente ti scrivo in quanto sto per prenotare la mia destinazione(partirò intorno al 27 di agosto, tra una settimana circa) e nel decidere dove andare per sfruttare un pò il mio nuovo mezzo mi sono imbattuto nel tuo racconto su Lefkada, il quale mi ha impressionato positivamente, ma ha creato in me una serie infinita di dubbi. Cercherò di esporteli e spero che tu riesca a chiarirmi un pò le idee, visto che tra un pò dovrò prenotare.

    Allora,essendo alla prima esperienza con il kayak non ho molto chiaro come si svolga una vacanza con questo mezzo.
    La mia idea sarebbe questa:

    -Mi muoverò in automobile con kayak al seguito e vorrei effettuare brevi escursioni(dico brevi perché sarà la prima volta in assoluto che ci muoveremo in kayak quindi non so quanta distanza si riesca a coprire con questo mezzo, e suppongo che siccome non saremo allenati non faremo granchè, però non si sa mai..)

    -Non ho intenzione di campeggiare lungo il percorso,(trekking nautico) ma semplicemente di fare un escursione in giornata,per poi ritornare a dove ho lasciato l’auto, per vedere posti difficili da raggiungere via terra, come grotte,insenature,e calette dove fermarsi a fare un bagno..

    Questa sarebbe la mia idea. Mi sono soffermato sull’isola di Lefkada perchè mi sembrava adatta a questo tipo di cosa, inoltre guardando le tue fotografie mi è sembrato molto bello.
    I dubbi che mi sono sorti sono principalmente questi:

    – Ho visto che la zona ovest dell’isola è la più bella,ma è anche la più esposta e battuta dai venti, e questo sinceramente mi ha fatto molta paura, in quanto non vorrei trovarmi nella condizione di vento/mare mosso, le quali non mi permetterebbero di fare le mie escursioni (almeno così immagino) e di godere delle bellezze dell’isola.

    -Ho visto che sempre la costa ovest ha delle lunghissime spiagge di sabbia, che mi sembra di aver capito che siano adatte ai surfisti (quindi onde), e oltre al mare mosso la mia paura è che essendo così lunghe e monotone l’escursione in kayak con gli scopi che ti dicevo prima (grotte e calette) sia un pò inutile, nel senso che prima di vedere qualcosa dovrei pagaiare moltissimo.

    inoltre ho dato un occhio alle previsioni (ilmeteo.it) e almeno per parte del periodo che dovrò soggiornare mette vento abbastanza forte 20-30 km/h con punte anche più alte e questo mi spaventa.

    -Un alternativa che stavo considerando, era quella di visitare un altra islola greca, sempre ionica, come ad esempio Zante o una delle altre, nella quale si possano trovare spiagge e percorsi interessanti anche nella zona EST dell’isola, la quale a quanto ho capito risulta più protetta dai venti.(mentre a Lefkada tute le cose interessanti sono proprio concentrate sulla costa OVEST)

    Che dici? potrebbe avere senso come idea? Ho visto che Zante ha delle belle zone interessanti con delle grotte anche nella porte nord-est..

    Scusami se mi sono dilungato e grazie in anticipo!

    Giovanni

    19 agosto 2012 at 15:42

  19. Ciao Marco, che bella che è stata la tua esperienza in kayak. Ho letto e riletto più volte le pagine dei tuoi itinerari, stupendi, posti meravigliosi. I percorsi che hai navigato tra Kalamos e Kastos li ho fatto anch’io in barca. E ti scrivo perché voglio ringraziare colui che mi ha fatto conoscere questo paradiso, Francesco, il comandante della barca a vela. Francesco è stato così generoso a considerarmi nella sua avventura marina. Come te abbiamo esplorato posti unici, emozionanti. L’anno prossimo lui vorrà ripetere il suo lungo viaggio, e spero ancora una volta di stare al suo fianco e di navigare con lui, con mare e vento che all’improvviso si scatenano. Lo ringrazio attraverso le tue pagine, perché anche lui è un lettore del tuo sito. Ed io ringrazio te per avermi dato la possibilità di sprigionare queste mie emozioni. Gabriella.

    Gabriella

    21 dicembre 2011 at 19:12

  20. Non nel gavone, ma in una sacca da tenere a portata di mano, perciò posta di fronte al pozzetto.
    Per intenderci, simile alla sacca gialla che vedi nelle Eko-fotografie davanti al mio pozzetto.
    Ma l’apparecchio fotografico dovrà essere categoricamente a prova d’acqua, è indispensabile se non vuoi gettarlo nel giro di poco tempo.
    Credo non ci siano altre valide alternative.

    eko

    8 settembre 2011 at 16:19

  21. Ti ringrazio Marco per i tuoi consigli.
    Si, effettivamente ho deciso di non utilizzare il tele sopra il kayak, per gli stessi motivi che tu hai già riportato.
    Esattamente cosa intendi con “dopo averla messa in una custodia subacquea, sistemarla in una sacca impermeabile ben legata davanti al pozzetto.”? Intendi, dentro il gavone davanti a tutti gli oggetti che andranno nel gavone?
    Purtroppo, ho speso già troppi soldi per comprare della attrezzatura, e non so se riesco ad acquistare quelle sacche della Dicapac.

    Un saluto, Leonardo.

    Leonardo

    8 settembre 2011 at 15:52

  22. Bello il filmato di Danilo, la musica e l’incremento della velocità aiutano molto a trasmettere tutta la dimamicità della pagaiata e può essere un valido complemento al racconto del viaggio in kayak.
    Sono concorde con Leonardo quando afferma che la fotocamera da altre sensazioni. Personalmente credo che per il nostro viaggio in kayak, le immagini fotografiche possono essere molto espressive.

    Leonardo vorrebbe “giocare col tele”, ma l’utilizzo del teleobbiettivo navigando in kayak è molto problematico e dopo varie prove sono arrivato alla conclusione che è incompatibile se si vogliono realizzare fotografie accettabili.
    La precaria stabilità mal si associa all’utilizzo del teleobbiettivo che, essendo anche meno luminoso, ci costringe ad utilizzare tempi d’esposizioni più lunghi, se poi è anche più grande e pesante aumentano le difficoltà per ottenere una immagine non mossa.
    Meglio tenere il tele/zoom in una sacca stagna riposta nel gavone e utilizzarlo nel pieno delle sue funzioni quando avremo i piedi ben saldi in terra.

    Mettere la macchina fotografica, anche se in custodia stagna, sotto una retina non mi sembra una buona soluzione, gli schizzi d’acqua bagnerebbero l’obiettivo e saremmo costretti a pulirlo tutte le volte.
    Secondo me, la soluzione migliore per portare ed utilizzare la tua reflex in kayak, consiste, dopo averla messa in una custodia subacquea, sistemarla in una sacca impermeabile ben legata davanti al pozzetto.
    L’obbiettivo dovrà essere rivolto verso il fondo della sacca, dalla parte opposta all’apertura, così da essere riparato dagli schizzi d’acqua anche se la sacca sarà lasciata aperta.
    Tra l’altro, è meglio lasciare la sacca aperta per poter prendere e posare velocemente l’apparecchio fotografico e, in clima freddo, per evitare che l’umidità o la condensa sporchino l’obbiettivo.
    Per sicurezza, anche l’apparecchio fotografico dovrà essere legato al kayak tramite un cordino sufficientemente lungo per Poterlo utilizzare comodamente.
    Un saluto, con pagaia e … fotocamera.

    eko

    8 settembre 2011 at 13:13

  23. @Danilo:
    Io la fotocamera la terrei sempre all’interno della busta, senza stare a levarla/inserirla ( per quando sto sul kayak). Il vantaggio è quello, che ti protegge la fotocamera durante lo scatto, e non solo quando è riposta e non utilizzata. Purtroppo costano molto, troppo.

    Quindi tu la fotocamera la metti nel gavone stagno del kayak?

    La GoPro c’è, la fotocamera mi da altre sensazioni e non posso farne a meno.

    Leonardo

    5 settembre 2011 at 22:38

  24. Incuriosito dall’amico Marco in questa discussione dico la mia personale opinione.
    In alcuni posti magari si passa una volta e mai più, soltanto una volta quindi è giusto dotarsi di fotocamere di buon livello. Come dice il buon Marco si deve scendere comunque a compromessi. Quante volte abbiamo pensato: “Ah se quella volta avessi avuto una buona fotocamera…”

    Io ho adottato la seguente combinazione:
    1) Una delle migliori fotocamere compatte (canon s90) almeno l’anno scorso.
    2) Gavocino stagno davanti il pozzetto

    Niente buste stagne (aprirle e richiederle fa perdere tempo specie per chi fa centinaia di foto in un viaggio) e il tempo di scattare la foto e riporla davanti a sè è un attimo. Il cordino resta una sicurezza in più, sempre.

    Oltre alla fotocamera, i video danno un punto di vista davvero affascinante, che con la foto manca: il movimento. Se fatti ad esempio con la gopro il risultato è di tutto rispetto (specialmente per il grandangolo spinto). Con la gopro ci si dimentica di qualsiasi problema… Qui il trailer del mio ultimo viaggio per dare l’idea: http://www.youtube.com/watch?v=BWMQWN1DlgA

    Danilo

    5 settembre 2011 at 22:10

  25. Grazie sia ad Antonio che a Marco.
    Per quanto riguarda Antonio: si, anche io avevo visto queste soluzioni, ma purtroppo non mi permettono di “giocare” con il mio tele. Comunque, mi sembra di capire che non ci sia modo di fare entrare un tele 70-300 in quel tipo di struttura ( nel senso che non esistono), per cui che, almeno sul kayak, dovrò utilizzare un ottica sotto i 55 mm, così da prendere il modello più piccolo di sacca e risparmiare qualche soldo.
    Per quanto riguarda Marco: immaginavo che tu usassi una compatta, ma io non ce l’ho, e quindi mi devo adattare con la reflex.
    Sfuma l’idea di tenere la fotocamera nella sua custodia, infilata in una sacca stagna e poi inserita nel gavone, dato quello che mi hai detto. Dove potrei tenerla? Di certo non al collo per tutto il viaggio in kayak. Di solito i kayak hanno delle retine sulla parte superiore, pensi che ingabbiare la sacca stagna con la fotocamera lì sopra sia un buono modo? Con buon modo intendo: sicurezza fotocamera e facilità di estrazione.
    Penso che dovrò adottare una soluzione di questo tipo: tenere la reflex con il 18-55 in una sacca della dicapac ( per esempio), così da sopperire alla mancanza di una compatta waterproof, e poi tenere il tele con la borsa nella sacca stagna infilata da qualche parte. Pensi che sia fattibile tenere per un po’ di ore ( diciamo 4) una fotocamera appesa al collo?

    La storia della fotocamera si sta presentando più ostica del dovuto, e mi sta portando via molto del tempo che mi servirebbe per continuare la preparazione atletica e l’acquisto di altro materiale riguardando l’escursione.

    Intanto, ringrazio entrambi per le vostre risposte e vi saluto aspettandone di nuove.

    Leonardo

    4 settembre 2011 at 10:13

  26. Ciao Leonardo,
    prima di rispondere alle tue domande, ringrazio Antonio per il suggerimento che ti ha dato, anche se la mia visione attuale inerente alla “fotografia dal kayak”, mi porta a fare considerazioni di altro genere e di conseguenza ad adottare altri strumenti ed accorgimenti.
    Rispondo subito alla tua ultima domanda: si, da qualche anno utilizzo una macchina fotografica digitale compatta, perchè è più piccola e più leggera di una reflex, anche se non raggiunge la stessa qualità ottica. Dovendo fotografare dal kayak, non ho avuto dubbi nell’acquisto dell’apparecchio fotografico, e ho dato priorità alla maneggevolezza e alla comodità sia di trasporto che di utilizzo.
    La compatta è di tipo waterproof, evitando così di acquistare una custodia subacquea, che avrebbe aggiunto la scomodità di un maggiore ingombro.
    Cercherò ora di rispondere in modo più articolato alla tua domanda riguardante la sicurezza nello scattare fotografie dal kayak e su come porto la fotocamera, ma devo fare prima una premessa. L’insieme kayak-pagaia è il miglior mezzo per praticare trekking sull’acqua, ma l’acqua è in perenne movimento e ciò complica il lavoro del fotografo, inoltre è necessario affrontare anche le problematiche legate ai venti che accrescono in modo esponenziale le difficoltà di una buona e sicura ripresa fotografica dal kayak.
    Perciò il problema di scattare buone fotografie e in sicurezza si presenta ad ogni pagaiata ed è tanto più evidente, quanto peggiori sono le condizioni meteo-marine.
    Dopo aver sperimentato e fatto errori, ormai da alcuni anni sono arrivato alla conclusione che per le mie esigenze di foto-kayak, le soluzioni che ho adottato sono comunque un buon compromesso.
    Fino a un mare forza 3 e un vento moderato riesco a scattare fotografie dal kayak senza particolari difficoltà.
    Le grosse difficoltà iniziano con il mare molto mosso e/o con vento forte e raffiche, in questi casi il problema fotografico spesso non si pone, in quanto scattare una fotografia dal kayak sarebbe un rischioso azzardo (ma confesso che a volte mi piace trasgredire) ed è bene riversare tutta l’attenzione alla navigazione. In difficili condizioni meteo-marine non posso nemmeno esplorare e osservare la costa come vorrei, tutta la mia attenzione è rivolta alla navigazione del mio kayak nell’acqua molto mossa e con forte vento.
    Sicuramente un buon kayak da mare aiuta molto a fare buone riprese fotografiche e vista la mia passione, nella scelta del kayak ho ritenuto di dare molta importanza a quest’aspetto, fondamentale per chi ama documentare fotograficamente il proprio viaggio in kayak.
    Per la sicurezza fotografica, è necessario un kayak con una buona stabilità, sopratutto secondaria (sulle onde) e un kayak che non deve scarrocciare troppo al vento e risentire troppo delle correnti, perciò, oltre ad un design opportuno della parte viva, un buon timone (purtroppo in giro se ne vedono di scadenti) può aiutare molto il kayaker-fotografo a mantenere facilmente la rotta mentre si abbandona la pagaia per fotografare.
    La pagaia, per non correre il rischio di perderla mentre si fotografa, la tengo sempre legata con un cordino ad un’elastico della coperta del kayak. (Vedi il cordino di Roberto http://ekokayak.files.wordpress.com/2012/03/imgp7865-marettimo-plaia-dei-nacchi.jpg)
    E’ anche importante poter realizzare immagini fotografiche in modo molto veloce, il tempo in cui si abbandona la pagaia deve essere molto breve, la pagaia ci assicura un sostegno necessario durante la navigazione, solo su acqua piatta possiamo abbandonarla per più di pochi secondi. Perciò, tenere l’apparecchio fotografico in un gavone chiuso non è una buona soluzione se si vuole essere sempre pronti a fotografare mentre si naviga.
    Guarda la fotografia http://ekokayak.files.wordpress.com/2010/11/238-lalba-di-tavolara-foto-ettore.jpg, vedrai bene che ho sul petto un piccolo contenitore in neoprene rosso/nero, lo tengo sempre legato al collo durante la navigazione, contiene la macchina fotografica assicurata ad un altro cordino più lungo che mi permette di fare fotografie cambiando l’inquadratura rispetto al kayak, senza correre il rischio che la macchina fotografica, cadendo, finisca in fondo al mare.
    Così la macchina fotografica è sempre a portata di mano ed è operativa in pochissimi secondi, basta sollevare la chiusura del contenitore in neoprene per poter avere subito la macchina fotografica pronta e così riprendere velocemente le immagini e i dettagli del viaggio mentre continuo a navigare, perchè inoltre, spesso, tardare a scattare la foto significa perdere il momento o l’inquadratura migliore, visto che il kayak continua a spostarsi anche dopo aver smesso di pagaiare.
    Un altro vantaggio del contenitore in neoprene è quello di proteggere l’obiettivo dagli spruzzi d’acqua durante la navigazione anche in mare mosso. Comunque, per ogni evenienza, nella sacca che tengo a portata di mano davanti al pozzetto, in piccoli contenitori stagni, ho un paio di piccoli straccetti in microfibra, che servono per pulire od asciugare l’obiettivo della macchina fotografica e le dita bagnate che dovranno essere asciutte mentre sostituisco la batteria dell’apparecchio fotografico.
    Anche le batterie di ricambio sono in un piccolo contenitore stagno riposto nella stessa sacca in coperta.
    Ci sarebbero molte altri argomenti da affrontare riguardo la fotografia dal kayak, ma per ora mi limito a rispondere alle domande che mi hai posto.
    Augurandoti di riprendere i momenti più intensi dei tuoi viaggi in kayak da mare, consentimi un ultimo consiglio: stabilito che la fotografia dal kayak è una delle situazioni fotografiche più difficili e rischiose, tra i vari rischi quello maggiore è la ripetizione di immagini simili e monotone in cui la prua del nostro kayak è sempre li in primo piano ad occupare una vasta area dell’immagine.

    Eko

    eko

    3 settembre 2011 at 21:06

  27. Antonio

    3 settembre 2011 at 09:13

  28. Ciao Marco, volevo farti una domanda.
    Questo ottobre io ed alcuni compagni andremo proprio a Lefkada e mi si sta ponendo un problema: come trasportare la fotocamera?.
    Ho notato che tu fai molte foto a bordo del kayak, quindi la mia domanda è: come la porti?
    Durante il viaggio la riponi in una sacca stagna? Se si, la metti poi nel gavone stagno?
    Inoltre, ti sei dotato di qualche strumento per riuscire a fare qualche scatto in sicurezza anche a bordo del kayak? Mi spiego meglio, qualcosa che ripari da eventuali schizzi e cadute la fotocamera.
    Sta diventando un bel problema, dato che non vorrei perdere l’opportunità di fare foto, ma neanche di compromettere la mia attrezzatura.
    Io, purtroppo ( si fa per dire), ho una reflex canon 350d, tu utilizzavi una compatta?
    Grazie per la tua risposta.

    Leonardo

    31 agosto 2011 at 17:59

  29. Ciao Dave,
    Amo le isole dell’Egeo e conosco bene molte Cicladi, che definirei le isole più “greche”.
    Dovessi suggerirti un viaggio di una decina di giorni in kayak e trekking nautico, ti consiglierei Milos, è davvero un isola stupenda, il perimetro dovrebbe essere di circa 125 km, molto bello e interessante, farei tappe brevi e mi fermerei spesso per effettuare brevi escursioni a piedi o godere delle spiagge. Per dieci giorni di navigazione, ti consiglierei di fare il giro in circa una settimana e aggiungerei un paio di giorni a Kimolos (perimetro circa 30 km.) e un giorno a Polyaigos (avrà un perimetro di circa 20 km.) sono due magnifiche isole molto vicine alla costa nord-est di Milos.
    7+2+1=10 magnifici giorni assicurati.
    Se invece vuoi percorrere tappe un po più lunghe e più impegnative, potresti aggiungere anche l’isola di Antimilos che però si trova a meno di dieci chilometri verso nord-ovest dall’isola madre e ha un perimetro di una dozzina di chilometri.
    Ma occhio al Meltemi, il potente vento estivo, quando inizia picchia forte, il mare è in burrasca e di solito prosegue per non meno di 3 giorni, a volte anche 5 o 7, in questi giorni dedicati al trekking a terra.
    Ciao
    Eko

    eko

    6 giugno 2011 at 18:43

  30. Ciao eko!
    Da 2 anni con altre 3 amici, facciamo le nostre vacanze in kayak. Siamo stati in Croazia (bellissima) ed in Corsica (costa occidentale, bella ma impegnativa). Quest’anno vorremmo puntare alla Grecia in luglio. Cosa ci consigli?
    Di solito noi partiamo in auto, la parcheggiamo e puntiamo a fare 10 gg di campeggio nautico, campeggiando liberamente e cucinando con bombole o fuoco acceso per l’occasione fermandoci di tanto in tanto in qualche paesino per fare rifornimenti di H2O e cibo!
    Abbiamo visto il tuo articolo su Lefkada e ci ha affascinati. Avremmo però voluto puntare sulle isole dell’Egeo ma temiamo di scegleirne una troppo disabitata o troppo affollata, troppo piccola o troppo grande.
    Grazie per quanto potrai consigliarci!
    Dave&C

    Dave

    3 giugno 2011 at 16:48

  31. Ciao Arthur,
    Premetto che non ho esperienza di viaggi fatti in canoa gonfiabile, e comunque credo che un buon kayak da mare sia più appropriato per un trekking itinerante. Perciò non me la sento di consigliarti di fare il giro di Lefkada con una economica canoa gonfiabile, e comunque per un gonfiabile serio si spende da 500 a 1000 euro, i prodotti più economici mi sembrano poco più che giocattoli, perciò prima di fare acquisti, pensaci bene, a volte chi meno spende più spende.
    Buone pagaiate

    eko

    25 maggio 2011 at 19:58

  32. Ciao,
    io sono interessato a fare un viaggio a fine settembre-inizio ottobre sull’isola di Lefkada con un gruppo di 6 amici. Non abbiamo grandissime esperienze con il Kayak ma quest’estate abbiamo gia’ pianificato un paio di escursioni qua in Italia per acquisire una maggiore dimestichezza. Noi vorremmo fare sostanzialmente il giro completo dell’isola nell’arco di 8-10 giorni circa, quindi prendendocela con molta calma…Noi dovremmo pero’ affitare il Kayak la’ sul’isola e l’unico luogo che abbiamo trovato per affittarlo e’ un’agenzia nella citta’ di Vasilliki. L’unico problema e’ che l’affitto verrebbe 35 euro a persona al giorno! se lo affittimo per 10 giorni potremmo quesi comprarcelo nuovo!..Vorrei chiederle se conosce qualche altra agenzia o ha qualcosa da consigliarci per affitare i Kayaks in quelle zone…
    Ci era venuto in mente di comprare dei Kayak gonfiabili qua in Italia, le cifre sarebbero dai 120€ ai 200 €; come sono questi due per esempio:

    http://cgi.ebay.it/KAYAK-CANYON-BLU-CANOTTO-GONFIABILE-BARCA-2-POSTI-/200611222667?pt=Gonfiabili&hash=item2eb55c548b#ht_3224wt_1139

    http://cgi.ebay.it/SPORTEK-KAYAK-CANOA-BIPOSTO-2011-INDIKA-I-QUALITY-NEW-/200610056238?pt=Canoe_e_Kayak&hash=item2eb54a882e#ht_3277wt_905

    Sono validi questi Kayak gonfiabili? Riuscirebbero a reggere anche il peso dei nostri bagagli? Quelli a meno prezzo cioe’ sugli 80€ sono delle bagnarole oppure si puo’ trovare qualcosa di buono?

    Ringrazio molto della disponibilita’.

    Arthur

    25 maggio 2011 at 15:43

  33. Ciao Mario,
    ho fatto con la famiglia in camper e kayak molte vacanze in Grecia.
    Tra le Cicladi, tutte degne di un viaggio, ricordo particolarmente Milos, se ti può interessare l’articolo inerente l’ho pubblicato qualche anno fa sulla rivista “Il kayak da mare”, e prima o poi lo riproporrò anche su “Eko”.
    Anche Creta è bellissima se eviti la costa nord.
    Per quanto concerne le altre Isole Ionie ti posso assicurare che sono molto belle, anche se non vedrai le immense spiagge bianche di Lefkada; le ho fatte tutte tranne Zante. Ti suggerirei Corfù, oppure Cefalonia-Itaca (vedi articolo su Eko), Paxi è anch’essa molto bella, sopratutto la costa rivolta verso l’Italia da fare assolutamente in kayak, ma è un’isola piccola e in agosto si affolla facilmente.
    Prendi in considerazione anche: la costa dell’Epiro, le tre penisole a sud del Peloponneso, la penisola Calcidica e il Pelio.
    Un saluto con pagaia.
    Marco

    eko

    15 novembre 2010 at 17:40

  34. ciao eko, sono mario c’eravamo gia’ sentiti per l’isola di lefkada,siamo stati ad agosto abbiamo seguito i tuoi consigli e con la nostra canoa abbiamo fatto delle belle escursioni,(certo non come le tue)ma ci siamo divertiti un sacco e tra l’altro l’isola era molto bella e il tempo spettacolare.
    non sei mai stato a zante in canoa,oppure hai qualche isola della grecia da proporci?
    attendo cortesemente tua risposta tanti saluti mario.

    mario

    25 ottobre 2010 at 19:13

  35. se vuoi noleggiare kayaks a Lefkada,
    con o senza guida,
    rivolgiti a George Kiriakos
    (+30) 2645031130 – cell.(+30) 6936181775
    info@i-explorers.com
    di “Esploratori dello Ionio”
    Vassiliki, Lefkada Grecia

    eko

    19 aprile 2010 at 09:21

  36. Ciao Anna, conosco e apprezzo la preparazione e le motivazioni dei giovani scout, ottima l’idea di fare un campo itinerante su un’isola greca, ma non è una buona idea intraprendere escursioni in kayak senza una adeguata preparazione e, anche se ovviamente tutti dovranno saper nuotare, è impensabile organizzare un trekking soddisfacente senza aver prima verificato le capacità di ciascuno.
    In mare le difficoltà sono amplificate dal vento, in particolare sulle isole greche è facile che il Meltemi (vento estivo) possa creare serie difficoltà a chi non è esperto.
    Un mio consiglio: prima di affrontare un trekking marino, iniziate gradualmente ad avvicinarvi al kayak, per capirne i limiti e i pregi, poi, solo quando lo conoscerete meglio e avrete imparato le manovre essenziali, potrete iniziare a fare escursioni via via sempre più impegnative e soddisfacenti.
    Un buon kayak da mare è uno splendido mezzo per spostarsi in acqua, anzi, è il miglior mezzo: silenzioso, non inquina e non lascia traccia del suo passaggio, il “sentiero” marino che percorri è solo e tutto tuo, inoltre nei gavoni stagni di poppa e prua è possibile caricare tutto l’occorrente per il campeggio nautico.
    Meglio di così!
    Se vuoi maggiori informazioni ecco una pubblicazione che trovo adatta ad un approccio iniziale al Kayak da mare.
    Il libro “LEZIONI DI KAYAK” di Fabio Pasini – Editore Mursia – Collana Biblioteca del mare – 2009 – € 22,00
    è un manuale illustrato di Kayak, corredato da un magnifico DVD.
    E’ un libro utile per chi inizia a pagaiare e interessante anche per chi ha già una buona esperienza.
    Nel DVD allegato, “The Passion of Kayaking” di 72 minuti, le immagini di spedizioni affascinanti sono intervallate da utili sezioni didattiche. In esso viene affrontata la “filosofia” del pagaiare esplorando i mari e le coste, filosofia coincidente al mio modo di viaggiare con un kayak marino.
    “Lezioni di kayak”, se avesse un sottotitolo potrebbe essere: “Siete voi che imparate”; infatti si rivolge a chi si avvicina al kayak col desiderio di fare brevi escursioni, ma anche a chi desidera affrontare viaggi in kayak via via più impegnativi ed appaganti.
    Gli argomenti hanno il pregio, oggi non comune, di essere trattati con concretezza e semplicità, ma sopratutto con la consapevolezza che muniti di passione e motivazione per l’escursionismo in kayak si possa apprendere facilmente le tecniche di base per poi perfezionarle e completarle con la necessaria esperienza.
    E’ perciò un libro destinato all’autodidatta, non dice tutto ma sicuramente il necessario e anche di più.

    Ciao
    Eko

    eko

    16 aprile 2010 at 20:04

  37. ciao, sono anna, ho letto della tua bellissima esperienza e io, e un gruppo di amici (siamo un gruppo di giovani dai 16 ai 25 anni, scout) vorremmo fare il nostro campo mobile in una delle isole della Grecia. L’idea prima è percorrerle a piedi ma ci piacerebbe fare qualche tratto in kayak così ho 2 domande: è fattibile per dei kayaker non esperti? Le imbarcazioni, essendo a piedi, le potremmo noleggiare la? aspetto tue notizie grazie!

    anna bassetto

    13 aprile 2010 at 17:33

  38. ciao Mario,
    sono stato a Lefkada lo scorso agosto 2009, in camper ho sempre campeggiato liberamente. Come puoi vedere dalle fotografie, su alcune spiagge, ho visto giovani con le tende.
    – Il vento, generalmente più forte nelle ore pomeridiane, può rendere impegnativo affrontare il mare. Per sperare in un mare più tranquillo è meglio fare escursioni in kayak durante le ore mattutine, ma comunque in mare, a volte, in pochi minuti si potrebbe scatenare una buriana, è necessario stare sempre attenti al meteo.
    Ritengo che il mare sia generalmente più tranquillo a giugno o anche luglio dovrebbe essere meglio di agosto.
    – L’intero giro dell’isola in kayak può essere fatto in 4 giorni, percorrendo poco meno di 30 km. al giorno e campeggiando sulle spiagge. Se vai più veloce lo puoi fare anche in soli 3 giorni, ma, è un peccato correre, i posti sono davvero belli e perciò vanno goduti con la necessaria calma. Come avrai potuto leggere, noi abbiamo trascorso 15 giorni sull’isola, e i percorsi in kayak li abbiamo fatti, il giorno stesso, nei due sensi, ritornando sempre al nostro camper dal quale eravamo partiti. Perciò, in diverse escursioni giornaliere, abbiamo percorso più di trenta chilometri in kayak.
    – Organizzare una buona vacanza in canoa, dipende anche e sopratutto dalla vostra esperienza, dal tipo di canoa che utilizzerete e dal ritmo che volete dare alla vostra vacanza.
    Ciao
    Marco (Eko)

    eko

    16 febbraio 2010 at 21:34

  39. ciao
    ho visto con piacere il vs bellissimo viaggio a lefkada,
    vorrei fare anch’io qualcosa del genere con mia moglie e la giada 8 anni
    noi pensavamo di spostarci in auto con la canoa doppia e alloggiare in camping o libero,
    volevo sapere il mare com’è se è calmo e se le pagaiate che hai fatto sono fattibili anche per noi, poi anche il tempo, cioè quanti giorni servono
    grazie e aspetto gentilmente tua risposta

    mario

    16 febbraio 2010 at 16:33


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