Eko

in KAYAK DA MARE, bivaccando libera-mente

Arcipelago di LUSSINO

with 9 comments

In kayak da mare, esplorando e bivaccando tra le isole del Golfo del Quarnaro (Quarnero) che si protendono verso il mare aperto.

Isola di Ilovik - il nostro campo sulla spiaggia di Parzine

Arcipelago di Lussino (Losinj)

L'arcipelago di Lussino - kayak in acque cristalline

Isola di Unije - la scogliera di Capo Vele Stijene

Ekomappa - Arcipelago di Lussino - itinerario percorso in kayak da mare

Mediterraneo

Mare Adriatico Settentrionale – Croazia

Introduzione.

Ricordo il primo viaggio a Lussino, pochi anni fa. Trascorremmo alcuni giorni pagaiando sotto una costante pioggia, montando e smontando tende di giorno in giorno sempre più inzuppate d’acqua. Al terzo giorno, col meteo che annunciava ancora pioggia, sospendemmo il nostro viaggio. Quei giorni hanno comunque lasciato un ricordo di luoghi affascinanti, ricchi di una vegetazione rigogliosa e di un mare davvero cristallino, nonostante il riflesso grigio di un cielo sempre scuro.

Abbiamo cercato di immaginare i colori di questo arcipelago in giornate di sole; l’immaginazione sommata all’irrefrenabile curiosità di esplorare le isole più lontane disseminate al largo del mare Adriatico, ha fatto crescere in noi il desiderio di affrontare un nuovo viaggio verso queste isole; ma la decisione di partire è stata improvvisa.

Isola di Unije - costa nord-orientale

Isola di Lussino - Costa nord-occidentale

Isola di Lussino - Costa nord-occidentale

Isola di Lussino - costa occidentale

Fino a due giorni prima della nostra nuova partenza, i progetti erano quelli di fare un trekking marino all’arcipelago di Hyeres, nella Francia mediterranea, ma le previsioni meteo marine non sembravano incoraggianti, la burrasca prevista sul Golfo del Leone avrebbe condizionato il mare ad est, interessando anche le isole Hyeres, inoltre i forti temporali previsti avrebbero contribuito a complicare ulteriormente il nostro viaggio, e allora … consultando con attenzione le mappe meteo-marine del Mediterraneo, notammo che la vasta perturbazione che avrebbe condizionato la fascia geografica che dalla Francia, attraverso il nord Italia raggiunge la penisola Istriana e i Balcani, lasciava, come spesso accade, una zona di alta pressione sulle isole Adriatiche più lontane dal litorale croato, dove il clima risente maggiormente del benefico influsso marino.

Un rapido consulto tra noi e alla vigilia della partenza decidiamo di cambiare la meta del nostro viaggio: il sole dell’Arcipelago di Lussino ci attende.

Isola di Unije - nei pressi di Capo Arbit

I giorni a nostra disposizione che erano più che sufficienti per esplorare le Isole Porquerolles, a Lussino ci costringono a tappe molto intense per poter effettuare un trekking nautico completo dell’intero arcipelago. Ideale sarebbe stato avere a disposizione ancora un paio di giorni per effettuare qualche piacevole escursione a terra e tappe in kayak più brevi; ma il nostro viaggio è stato comunque molto soddisfacente.

Anticipiamo la partenza in piena notte e al mattino siamo già in Istria, pronti per imbarcarci con l’auto sul traghetto Jadrolinija che dallo scalo di Brestova conduce a Porozina, sull’Isola di Cres (Cherso).

Ci sono una dozzina di corse giornaliere che in venti minuti attraversano il Golfo del Quarnaro nel punto in cui è più stretto e dove l’Isola di Cherso (Cres) è più vicina alla penisola Istriana.

Sbarcati a Porozina, percorriamo la buona strada di montagna che percorre l’Isola di Cres da nord a sud. Fatti poco meno di una sessantina di chilometri in circa un’ora, arriviamo a Osor, da dove, secondo i nostri progetti, avremmo dovuto mettere i kayak in acqua, ma il mare è mosso e c’è molto vento da nord per cui le onde frangono lungo la costa nord di Lussino, non avremmo certo potuto esplorarla con tranquillità. La Bora, che ha un poco perso la forza dei giorni precedenti, ora soffia da nord, è un annuncio di tempo migliore per le prossime ore.

Isola di Unije (E)

Prima del ponte sul canale di Osor, imbocchiamo una deviazione a destra e ci fermiamo nel parcheggio sterrato vicino alla spiaggia ad osservare il mare. La spiaggetta ai nostri piedi avrebbe dovuto essere la nostra base di partenza, invece decidiamo di riprendere l’auto, oltrepassare il ponte sul canale e arrivare così sull’Isola di Lussino.

Il ponte stradale girevole di Osor si apre tutti i giorni alle ore 9 e alle ore 17 per consentire alle imbarcazioni di passare da un versante all’alltro riducendo considerevolmente i tempi di navigazione ed evitando così alle barche la circumnavigazione dell’isola. La corrente nel canale è piuttosto intensa.

Isola di Unije (E)

L’ARCIPELAGO DI LUSSINO

Nell’altichità le isole di Cherso e Lussino erano unite in un’unica isola dal nome di Apsyrtides (oggi è il nome attribuito a tutto l’arcipelago nord Adriatico).

Apsyrtides, da nord a sud, si allungava per un centinaio di chilometri separando il golfo del Quarnaro da quello del Quarnarolo. Ad Osor, nel punto più stretto dell’isola, i romani scavarono il canale che scompose Apsyrtides nelle due isole di Cherso e Lussino.

Dopo la caduta della Repubblica Marinara di Venezia, le isole passano sotto la dominazione Austro-ungarica, poi dal 1918 al 1943 sotto l’Italia, nel 1945 furono annesse alla Jugoslavia e infine dal 1991 fanno parte della Croazia.

L’Isola di Lussino ha una lunghezza di 33 km. e un perimetro costiero di 113 km.

Nella sua parte settentrionale si trova la montagna più alta dell’arcipelago: Televrin (Osorscica) di 588 metri.

Le altre isole più significative, sulle quali abbiamo fatto campeggio nautico sono:

Ilovik (isola dell’Asinello) che ha un perimetro 14 km.,

Susak (Sansego) con un perimetro di 12 km.

e Unije, la più grande dopo Lussino, con un perimetro di 37 km.,

inoltre siamo sbarcati sulle Isole Canidole (Vele e Male Srakane), dai perimetri rispettivamente di 7,5 km e di 4 km.

e abbiamo sostato sulle isole di Vele e Male Orjule con perimetri rispettivamente di 6 e 4 km..

L’arcipelago è composto anche dall’isola di Sv. Petar (San Pietro) che ha un perimerto di 6,6 km., dall’isola di Koludarak con perimetro km.5,5, dalle isole di Kozijak, di Murtar e da altri isolotti minori.

La costa dell’arcipelago è molto articolata e ricca di scogliere nelle quali si insinuano baie e spiagge spesso solitarie e selvagge.

Il mare è particolarmente pulito, limpido e cristallino, e la terra è arricchita da una rigogliosa vegetazione.

L’unico aspetto negativo sono i rifiuti plastificati scaricati dal mare sopratutto nelle cale più esposte alla bora (nord/est).

Dal ponte sul canale di Osor, la strada conduce ancora più a sud. La percorriamo per una ventina di chilometri e dopo mezz’ora ci fermiamo in località Privlaka, presso la spaccatura artificiale che congiunge il Canale di Lussino con il golfo del Porto di Mali Losinj. Il piccolo canale di Privlaka permette alle imbarcazioni di passare tra i due versanti dell’isola. Il ponte stradale che lo scavalca è girevole e viene aperto alle ore 9 e alle ore 18 per far passare le barche, restando aperto per circa mezz’ora, tranne quando soffia forte la bora o quando le onde portate dallo scirocco entrano impetuose nel canale creando una corrente di diversi nodi che renderebbe troppo rischiosa la navigazione.

Isola di Lussino - la spiaggetta nei pressi del canale di Privlaka - luogo di partenza e arrivo del nostro trekking nautico (E)

Subito dopo il ponte sul canale, sulla sinistra, c’è uno sterrato che per noi è un comodissimo parcheggio libero dove lasciamo l’auto in sosta dal 2 al 5 giugno 2011.

La minuscola spiaggia tra le rocce, ai piedi del nostro parcheggio, è comoda per l’imbarco, ma prima di calzare i kayak facciamo una passeggiata sul lungomare di Mali Losinj, che dista poche centinaia di metri e ci fermiamo a pranzare.

Sul finire del 19° secolo il piccolo paesino di Mali Losinj (Lussinpiccolo) divenne una importante città commerciale e marinara sede di una scuola nautica e di cantieri; capitani ed armatori costruirono qui le loro dimore. Nel secolo scorso la ricca aristocrazia e nobiltà austro-ungherese realizzò sontuose ville e grandi parchi, contribuendo a trasformare la zona di Mali Lusjni in un rinomato centro turistico. Il più grande centro abitato delle isole adriatiche, che oggi conta 7000 abitanti, in primavera e in autunno è un paese tranquillo, ma si affolla notevolmente nei mesi di luglio e agosto. E’ frequentato da persone che amano il mare e il contatto con la natura; appassionati di trekking terresti e nautici e di naturismo, trovano su quest’isola un ambiente ideale per escursioni nel verde delle pinete o nell’azzurro delle sue acque, oppure amano rilassarsi sulle spiagge e sulle scogliere assolate.

La BORA

Per navigare nel Quarnaro è necessario essere coscienti che la situazione meteo può essere molto mutevole e impetuosa a causa della Bora, il temibile vento che scende dalle Alpi e scontrandosi coi massicci montuosi nell’entroterra di Abbazia (Opatija) e di Fiume (Rijeka) si tuffa con violenza nelle acque del golfo del Quarnero, raggiungendo la forza di un’uragano. 

Prima dell’arrivo della Bora le vette dei monti sopra Fiume e Abbazia si coprono di caratteristiche nubi, all’intensificarsi di queste nubi anche il vento aumenta la sua intensità e dalla bonaccia si può passare in poco tempo a venti di oltre 100 km/h che sollevano un mare con onde corte, incrociate e frangenti e nell’acqua si creano vortici e correnti di 4-5 nodi.

La Bora proviene dal 1° quadrante, nasce a Nord/Est e se porta cielo sereno si sposta a Nord, mentre annuncia il cattivo tempo quando si sposta a Est.

Quando la Bora inizia con cielo coperto diminuisce la sua forza solo quando sarà tornato il sereno, quando invece inizia col cielo limpido, annuncia una perturbazione in arrivo.

D’inverno è sconsigliabile programmare lunghe escursioni in kayak in quanto la Bora è un fenomeno frequente e può durare anche un paio di settimane consecutive, anche se quella con forza d’uragano dura un paio di giorni.

In estate la Bora è meno frequente e comunque non dura più di un paio di giorni.

La sua maggiore forza è al mattino verso le ore 9 e al pomeriggio dalle ore 18 fino alle ore 22; di solito a mezzogiorno e a mezzanotte si attenua o scompare.

La Bora essendo un vento che cade dall’alto abbattendosi sull’acqua, raggiunge la sua massima violenza sottocosta ai piedi delle montagne, perciò è meglio evitare di rifugiarsi nelle baie prive di vegetazione o con alberi contorti, sono quelle dove la Bora picchia più forte.

L’altro vento importante è lo Scirocco che arriva da Sud/Est portando cattivo tempo e onde alte e potenti che si formano percorrendo da sud tutto l’Adriatico e scaricano la loro forza nel Quarnaro e ancor di più nel Golfo del Quarnarolo e in mare aperto.

Contrariamente alla Bora, lo Scirocco è un vento moderato e il mare prima di arrivare in burrasca, si forma gradualmente lasciando tutto il tempo per cercare un rifugio sicuro. Si trasforma in burrasca non prima dei due giorni dal momento in cui inizia a soffiare; in inverno può durare molti giorni mentre in estate non supera il terzo giorno.

Prima di intraprendere una escursione in kayak è sempre importante ascoltare il bollettino del mare, lo è ancor di più quando si naviga nel Quarnaro.

Il VHF in lingua italiana va sintonizzato sul canale 68, oppure sul canale 69 e 73 in lingua croata intervallata dall’inglese.

1° giorno – Dall’Isola di Lussino all’Isola di Ilovik passando per le Isole Oriule

Pochi metri separano l’auto parcheggiata dalla piccola spiaggia di Privlaka, dove prepariamo i kayak per quest’avventura.

E’ ormai pieno pomeriggio quando iniziamo a pagaiare verso sud costeggiando la sponda orientale dell’isola di Lussino. Il cielo è grigio e il mare non è mosso come avevamo visto ad Osor poche ore prima.

Ekomappa 1 - Isola di Lussino Sud - Ilovik - Sv. Petar - Oriule

Le prime baie non sono poi così interessanti e sono urbanizzate, Zagazinjinee e Bojcic (San Martino) fanno ancora parte della cittadina di Mali Losinj, come anche la baia di Baldarka nella quale la costa nord offre riparo dalla bora.

Isola di Lussino - la costa tra Mali Losinj e Veli Losinj

Lussino - la costa tra Mali Losinj e Veli Losinj

Isola di Lussino - la baia e il promontorio di Veli Losinj

Veli Losinj

La Baia di Curna anticipa la profonda insenatura in cui è adagiata la cittadina di Veli Losinj (Lussingrande).

Lussingrande è l’insediamento più antico dell’isola e il suo splendore risale ai tempi della Repubblica di Venezia (1700) quando si sviluppò rapidamente con una numerosa flotta di velieri che navigarono anche in Sud America e in Australia.

Oggi Lussingrande conta un migliaio di abitanti ed è stata abbondantemente superata da Lussinpiccolo.

Veli Losinj

La stretta baia del porticciolo rientra profondamente nel cuore della cittadina ed è contornata da case con facciate vivaci e colorate, sulla sinistra c’è la grande chiesa barocca di Sant’Antonio Abate che contiene importanti opere d’arte, mentre sull’altra sponda, da sopra ai tetti delle case, scorgiamo l’antica torre, oggi adibita a museo della marineria.

Gli armatori e i capitani portarono nei giardini delle loro ville di Lusingrande centinaia di piante, provenienti da tutto il pianeta e perciò molto diverse tra loro.

Più a sud ma adiacente a Lussinpiccolo c’è la baia di Rovenska che possiede un porticciolo affascinante sul quale si affacciano alcune piccole e antiche casette in pietra. Le barche dei pescatori sono lungo i due moli e se si sbarca si può visitare il vecchio mulino dove venivano macinate le olive.

L'isola di Vele Oriule (costa occidentale)

Rovenska è caratterizzata anche dalla grande spiaggia di Barakuda, molto frequentata, e delimitata da un lungo molo oltrepassato il quale inizia un tratto costiero più selvaggio e poco frequentato perchè raggiungibile solo da sentieri in mezzo al bosco. Le insenature di Javorna, di Kriska, di Jamna e di Bocina hanno spiagge ghiaiose. Raggiungiamo la baia di Porat di Trasorke, di fronte all’isoletta di Trasorka, inserita in un paesaggio ancora più bello.

sosta all'isola di Male Orjule - sullo sfondo, sovrapposte le isole di San Pietro e di Ilovik, l'isola di Kozjak a destra

Passando vicino all’isola di Trasorka, attraversiamo il canale di Oriule e raggiungiamo lo stretto che separa le isole di Vele Orjule e di Male Orjule. In questi fondali, nel 1999 fu ritrovato Apoxyomenos, la magnifica statua bronzea raffigurante un giovane atleta greco che oggi si può ammirare nel museo di Mali Losinj.

Ci fermiamo a Male Oriule per qualche minuto prima di affrontare la traversata verso sud che ci porterà sull’Isola di Ilovik.

traversata dall'isola di Male Oriule all'isola di Ilovik

traversata dall'isola di Male Oriule all'isola di Ilovik

Pagaiando verso Ilovik, vediamo alla nostra destra, in lontananza, l’isolotto di Kozjak, e poco prima di arrivare all’isola di Ilovik, passiamo a sud/est dell’isola di San Pietro.

isola di Ilovik - Capo Kovaceva

San Pietro (Sv Petar) è separata da Ilovik dal canale di Ilovacha Vrata, lungo un paio di chilometri e largo 200 metri o poco più , serve da porto naturale ed è protetto da tutti i venti tranne che dallo scirocco. A metà canale, sorge il paese di Ilovik (170 abitanti), con un porto frequentato dai diportisti e dai pescatori locali. Nel paese, visitato durante il mio precedente viaggio, ci sono alcuni ristoranti, un panificio e un negozio con il necessario.

Sull’isola di San Pietro si trovano: il cimitero di Ilovik, i ruderi di un abazia benedettina risalente all’11° secolo e i resti di una fortezza bizantina, forse sarebbe stato interessante sbarcare per una visita.

il felice approdo alla baia di Parzine - isola di Ilovik

Ilovik è l’isola più meridionale dell’arcipelago lussiniano. E’ un’isola molto verde, con querce, pini di Aleppo, eucalipti, orti, vigneti, palme, oleandri e abbellita da molti altri fiori. Lungo il suo perimetro di km. 14 si aprono numerose baie spesso arricchite da piacevoli spiagge.

Doppiato Capo Radovan, a sud/est dell’isola, proseguiamo oltre la baia di Kovaceva e costeggiamo il golfo di Parzine, in fondo del quale si trova la spiaggia più ampia ed accogliente, dove decidiamo di fermarci per allestire il nostro campo sistemando le tende sulla sabbia.

Isola di Ilovik - il nostro campo sulla spiaggia di Parzine (Z)

E’ ormai tramontato il sole quando vediamo sbucare in spiaggia alcune persone, arrivano dal paese di Ilovik, raggiungibile da un sentiero che in un paio di chilometri attraversa l’isola, hanno fatto provviste e ora tornano a trascorrere la notte sulla loro barca ancorata nella pace di questa stupenda baia.

  • Primo giorno (pomeriggio) – percorsi in kayak Km. 25

2° giorno – Dall’Isola di Ilovik all’Isola di Susak passando per l’Isola di Lussino

La baia di Parzine è ancora in ombra quando ci svegliamo. Le pecore che stanno liberamente pascolando ai bordi della spiaggia, appena usciamo dalle tende, si allontanano precipitosamente.

Isola di Ilovik - il nostro campo, con tappeto greco, sulla spiaggia di Parzine (E)

Isola di Ilovik - il bagno nella baia di Parzine (Z)

Isola di Ilovik - il nostro campo sulla spiaggia di Parzine (E)

Isola di Ilovik - il nostro campo sulla spiaggia di Parzine

Isola di Ilovik (Baia di Parzine)

Isola di Ilovik - il nostro campo sulla spiaggia di Parzine

Isola di Ilovik - la costa occidentale

Dopo un rigenerante tuffo in mare e l’indispensabile e rilassante rito dell’abbondante colazione, smontiamo il campo e siamo nuovamente in acqua a pagaiare lungo il versante sud-occidentale dell’isola di Ilovik, caratterizzato dal susseguirsi di insenature molto selvagge.

Isola di Ilovik - spiaggia di Parknu

Tra la bassa scogliera bianca che separa il mare dal bosco scorgiamo alcune spiaggette, la prima che incontriamo è Parknu, la più grande, alla quale seguono Zemljacic, Totivna, Garbokibocac, Kraljevica, Siroki, Vela Draga, Mala Draga e Nazdre, puest’ultima ormai rivolta a nord guarda verso Lussino.

Isola di Ilovik - costa occidentale

Isola di Ilovik - la costa occidentale

Isola di Lussino (costa sud-occidentale) (spiaggia Plijeski)

Da Punta Nozdre alla costa di Lussino c’è una breve traversata di km. 1,6. Alla nostra destra vediamo l’ingresso del canale di Ilovacha Vrata , l’Isola di San Pietro e l’isola di Kozjak.

Isola di Lussino (sud)

Arrivati sulla sponda opposta ci soffermiamo a fotografare la bella scogliera e l’ansa di Pecina. Alcuni mufloni, che si erano spinti tra le rocce più vicine al mare, fuggono alla nostra vista.

il giaciglio di Ettore sulla spiaggia di Plijeski

Poco più a est, la baia di Mrtvaska ha il molo costruito con pietre ricche di fossili che in questa parte dell’isola abbondano, da questa baia, raggiungibile anche dalla strada, partono le barche che collegano Lussino con Ilovik.

Isola di Lussino (spiaggia Plijeski)

Isola di Lussino, i colori della costa sud-occidentale

Isola di Lussino - costa sud-occidentale

Balvanida e Krivica sono le insenature più articolate e profonde, in esse diversi natanti trovano un rifugio sicuro.

Isola di Lussino, la costa sud-occidentale (spiaggia di Sunfarni)

Isola di Lussino, la costa sud-occidentale (spiaggia di Vela Draga)

Non tralasciamo nessuna di queste baie, il tempo trascorre velocemente mentre le contempliamo. A volte sbarchiamo per fare un bagno in mare in totale libertà. Altre volte ci fermiamo ad osservare l’intensa attività delle colonie di gabbiani lungo la scogliera, o i cormorani tuffarsi in acqua o spiccare il volo al nostro passaggio, mentre i rapaci volano alti nel cielo blu.

Isola di Lussino, la costa sud-occidentale (baia di Balvanida)

Quando al largo passa un battello, scorgiamo dietro la sua scia, alcuni delfini che guizzando veloci, sembrano giocare all’inseguimento e svaniscono in un baleno.

Isola di Lussino, la costa sud-occidentale (baia di Balvanida)

L’ultima sosta la facciamo a Vela Draga, per cucinare il pranzo.

Isola di Lussino, la costa sud-occidentale

Più a nord di Mala Draga iniziano le spiagge e le scogliere più affollate, sotto le fitte pinete ci sono i campeggi affacciati al mare e altre strutture turistiche di cui alcune sono specificatamente per naturisti.

Isola di Lussino - Capo Madonna delimita il Golfo di Cikat

Nella zona della baia di Suncana (Val di Sole) gli scogli piatti sono bellissimi ma molto frequentati dai bagnanti.

Dopo la Val di Sole ecco il golfo di Cikat (Porto Cigale) avvolto da una lussureggiante vegetazione che non siesce a nascondere tutti gli alberghi posti in fondo e attorno alla baia. Le spiagge del golfo sono adibite a stabilimenti balneari. Sul promontorio che chiude Cikat a sud , non lontano dal faro, c’è la cappelletta dell’Annunziata, eretta per proteggere i marinai Lusiniani.

Dalla baia di Cikat affrontiamo la traversata marina più lunga del nostro viaggio: 11 chilometri di mare aperto ci separano dall’Isola di Susak.

Traversata in mare aperto (11 km.) dall'Isola di Lussino (Cikat) all'isola di Susak (Capo Kurilca)

Traversata dall'Isola di Lussino (Cikat) all'isola di Susak

L'Isola di Susak si avvicina - Traversata dall'Isola di Lussino (Cikat)

Ekomappa 2 - Isola di Susak e isole Srakane

Il mare è poco mosso, il vento debole e la visibilità buona, si naviga a vista, senza la necessità di consultare la bussola.

Isola di Susak - Capo Zmoracna

Isola di Susak - Baia di Porat

Isola di Susak - la cristallina Baia di Porat

Giungiamo a Susak (Sansego) e da punta Kurilca in senso antiorario ne percorriamo il perimetro (km.12).

Isola di Susak - spiaggia di Porat

Osservando la costa notiamo subito la diversità con Lussino. A parte il mare sempre molto trasparente, sulle rocce calcaree della scogliera è depositato un ammasso sabbioso sul quale crescono vasti canneti e nell’interno, un tempo più di oggi, filari di viti per il pregiato vino locale.

Doppiata Punta Zomoracna, sbarchiamo nella baia di Porat, è molto bella e davvero invitante per una indimenticabile nuotata, anzi, più che nuotare, ci sembra di volare su quest’acqua tanto trasparente.

Tutto il versante rivolto a sud-ovest di Susak guarda verso il mare aperto, da qui non si vedono altre isole, è molto selvaggio e a parte le capre e gli uccelli marini non ci sono altri segni di vita.

Dopo la baia di Suzaski e doppiata Punta Margarina, si presenta il versante sud-orientale caratterizzato dalle rocce di cala Tijesni, poi oltre il promontorio di Arat raggiungiamo la spiaggia di Bok e oltrepassato un ultimo promontorio entriamo nel golfo di Dragoca dove sbarchiamo sulla spiaggia del paese di Susak.

Isola di Susak - spiaggia di Porat

Isola di Susak - spiaggia di Porat

Isola di Susak - costa sud-orientale - baia di Tijesni con murales

La spiaggia e il paese di Susak

Ci fermiamo a chiaccherare con un anziano abitante, parla un buon italiano con accento veneto, è un Istriano di Umago che qui ha una seconda casa e viene a godersi la tranquillità e la bellezza primaverile. Ci racconta che cnquant’anni fa il paese era molto più abitato e si coltivavano molti vigneti che producevano un gran vino apprezzato già ai tempi della dominazione romana.

Susak oggi è abitata da meno di duecento persone. Molte sono le case disabitate e in cattive condizioni, mentre altre sono stare ristrutturate recentemente e adibite a scopi turistici. Negli anni sessanta ci fu una grande emigrazione verso l’America e oggi a Hoboken, un sobborgo di New York vivono 2500 Sansegoti, molti dei quali durante l’estate ritornano alla loro isola portando ricchezza e usanze americane.

Isola di Susak - il paese e la spiaggia

I servizi in paese sono essenziali: ci sono un paio di negozi di alimentari, la Casa degli Anziani, la Casa degli Emigrati, la Casa della Cooperativa che appare un poco trascurata, forse abbandonata, due o tre ristoranti e un paio di bar, tutto qui.

Sotto le stelle, sulla spiaggia di Bok (Isola di Susak) - Il sonno dell’Inuit Ettore accanto al suo kayak, con l’inseparabile accappatoio Versace sulle gambe.

Mentre torniamo verso la spiaggia vediamo che al molo arriva la nave che collega l’isola con Lussino, invece il catamarano che parte da Fiume arriverà a Susak al mattino seguente.

Riprendiamo i kayak per tornare alla spiaggia di Bok, ottima scelta per sistemare il nostro campo notturno.

Ettore decide di non montare la tenda e approfitta di una sdraio abbandonata sulla spiaggia per dormire col piacere di avere come tetto solo il cielo stellato, mentre in lontananza, in mezzo al mare, brillano delle misteriose luci, scopriremo il giorno seguente che quelle luci arrivano dalle case delle Isole Srakane.

  • Secondo giorno – percorsi in kayak km. 46

3° giorno – Dall’Isola di Susak all’Isola di Unije passando dalle Isole Srakane

Isola di Susak - la Spiaggia di Bok all'alba

Isola di Susak - il nostro campo sulla Spiaggia di Bok

Sulla spiaggia di Bok (isola di Susak) - Il tavolo di Ettore (E)

Oggi il mare è calmo e la visibilità ottima.

Isola di Susak - il nostro campo sulla Spiaggia di Bok

Il nostro percorso passa dalle Isole Srakane (Canidole), le vediamo a nord della baia di Bok, sono due strisce di terra, lunghe e strette, alte qualche decina di metri e disposte sull’asse SE-NO che sembrano indicare la strada per l’isola di Unije.

Traversata dall'Isola di Susak all'Isola di Male Srakane

Traversata dall'Isola di Susak all'Isola di Male Srakane (Punta Silo)

Dalla siaggia di Bok (Susak) pagaiamo per 6 chilometri fino alle rocce di Punta Silo dell’isola di Male Srakane (Canidola Piccola) davanti alla quale c’è uno minuscolo isolotto roccioso con un faro, poi costeggiamo per un paio di chilometri tutto il versante occidentale dell’isola. I tetti di qualche casa e il campanile della chiesa sporgono dai canneti. Sicuramente Male Srakane è un’isola molto isolata e quasi disabitata.

l'Isola di Male Srakane - costa occidentale

Isola di Vele Srakane - il nostro arrivo al molo occidentale accolti dall'uomo silenziosu

l'Isola di Male Srakane - costa occidentale - box per barca

Prolaz Zaplic è lo sretto che separa le due isole Srakane, lo attraversiamo, sono meno di duecenti metri e così raggiungiamo l’Isola di Vele Srakane, la costeggiamo dal versante rivolto verso il mare aperto e ci fermiamo poco dopo, presso un’insenatura con un molo.

Casa e chiesa di Vele Srakane

L’isola attrae la nostra curiosità, così, legati i kayak agli anelli del molo, ci inoltriamo lungo uno stretto sentiero tra i canneti e in poche centinaia di metri siamo al centro abitato. 

Case di Vele Srakane - l'Isola di Susak sullo sfondo

L'Isola di Vele Srakane - costa orientale

Ci fermiamo a chiaccherare con un abitante mentre altri due sono alle prese con la riparazione di un lampione. Colpiscono questi numerosi lampioni che noi, durante la notte trascorsa sulla spiaggia di Bok, vedavamo brillare e ci hanno fatto pensare alla presenza di un paese animato e non così piccolo e sperduto come appare.

Isola di Vele Srakane - il molo orientale

Case e sentieri a Vele Srakane

Ora che siamo qui, ci rendiamo conto di quanto questo luogo sia isolato e lontano dalla “civiltà”, vivere su quest’isola è sicuramente una esperienza unica e particolare … a parte i lampioni. Non ci sono negozi, di nessun genere, non una trattoria o un luogo di ristoro, l’acqua arriva via mare e quella piovana viene raccolta da qualche cisterna. La quiete assoluta è assicurata e se si esclude qualche presenza estiva, risiedono sull’isola meno di dieci persone che allevano qualche animale da cortile e qualche capra e coltivano piccoli orti.

L'Isola di Vele Srakane - costa orientale - la riva delle barche

Sull'Isola di Vele Srakane, esposta alla bora c'è questa piccola costruzione con porte e finestre ben chiuse.

Isola di Vele Srakane - bagno con tuffo dal molo occidentale

Il villaggio è composto da una dozzina, o poco più, di vecchie case, alcune ben tenute altre malandate o abbandonate. Non ci sono strade ma solo sentieri. Noi percorriamo il sentiero principale che dal paese porta alla chiesetta di Sant’Anna che potrebbe essere facilmente inserita nella scenografia di in un film sul vecchio West. Il sentiero scende poi sul versante orientale dell’isola, dove c’è un molo che serve da approdo princilale per le imbarcazioni di linea provenienti da Mali Losinj, ma lo sbarco avviene solo se viene espressamente richiesto al personale di bordo.

dall'Isola di Vele Srakane all'Isola di Unije

Pur essendoci diverse barche degli abitanti, non esiste un porto e nemmeno baie protette, perciò non ci sono imbarcazioni all’ancora, sono tutte disposte sulla riva nei pressi del molo e ben legate per paura della bora.

L’isola era abitata sin dalla preistoria, a nord, sul colle più alto (60 metri) ci sono i resti di un insediamento con fortezza difensiva.

Dopo questa affascinante visita, torniamo ai kayak e prima d’imbarcarci, ci rinfreschiamo tuffandoci in mare dal molo.

Riprendiamo a costeggiare l’isola e raggiungiamo Punta Straza, il suo vertice nord, poi attraversiamo lo stretto che le divide dall’Isola di Unije (traversata di 1800 metri), raggiungiamo Capo Arbit che è il promontorio più a sud dell’Isola di Unije, posto ai piedi della collina più alta (Kalk – 132 metri).

Ekomappa 3 - Isola di Unije

l'Isola di Unije (Capo Arbit) vista dal Prolaz Veli Zapal

Isola di Unije - nei pressi di Capo Arbit (Punta Grossa)

Isola di Unije - nei pressi di Capo Arbit

Isola di Unije - nei pressi di Capo Arbit

Isola di Unije - nei pressi di Capo Arbit

Costeggiamo l’Isola di Unije in senso orario e dopo la piccola insenatura di Sibenska facciamo una breve sosta nell’ampia baia di Vrulje dove c’è una bella spiaggia ghiaiosa, nei pressi si possono raggiungere i resti di una villa romana del 4° sec. d.C. e la necropoli.

Isola di Unije - nei pressi di Capo Arbit

Isola di Unije - nei pressi di Capo Arbit

Isola di Unije - La spiaggia alla baia di Vrulje (E)

Isola di Unije - Baia Vrulje

Isola di Unije - costa sud-occidentale

Isola di Unije - Il faro di Capo Vnetak (Punta Unietta)

Isola di Unije - Il paese

A Capo Vnetak anmmiriamo un bel faro costruito nel 1873.

Dopo Capo Nart, con l’isolotto di Skolijc al largo, entriamo nell’ampio e ridente golfo di Luca Unije, qui, protetto dalla bora e dallo scirocco, sorge il paese di Unije, disposto ad anfiteatro attorno al pendio che si affaccia alla baia, è l’unico centro abitato dell’isola.

Isola di Unije - la nostra sosta sulla spiaggia

Isola di Unije - il campanile della chiesa di sant'Andrea

Sbarchiamo a destra del molo sulla lunga spiaggia ghiaiosa e dopo aver cuciniamo le nostre provviste, è d’obbligo una passeggiata tra i vicoli.

Isola di Unije - la spiaggia del paese

Isola di Unije - strada del paese

Isola di Unije - strada del paese

Isola di Unije - casa del paese

Isola di Unije - strada del paese

Il caratteristico paese, è affascinate, curato e sembra ancora autentico. Ci sono alcuni locali di ristoro e trattorie affacciate al mare, qualche negozio di generi alimentari e persino una pasticceria. Gli abitanti, meno di 100 persone, si sono organizzati per offrire ai turisti l’alloggio in camere e appartamenti. Passeggiando tra le vie strette e ombreggiate, la quiete è assoluta e i giardini tra le belle case color pastello sono un tripudio di piante e fiori.

Isola di Unije - strada del paese

Isola di Unije - case del paese avvolte dalla lussureggiante vegetazione

Isola di Unije - case del paese avvolte dalla vegetazione

Isola di Unije - case del paese avvolte dalla lavanda il fiore

Anche su Unije, come sulle isole di Ilovik e di Susak, le automobili non possono sbarcare. I visitatori arrivano con la linea giornaliera di traghetti da Lussino o, con frequenza meno assidua, tramite gli aliscafi da Fiume. Oltre che per mare, è possibile raggiungere l’isola atterrando sul piccolissimo aeroporto non lontano dal paese.

Isola di Unije - case del paese

Isola di Unije - strada del paese

Isola di Unije - strada del paese

Isola di Unije - casa del paese

Numerose fonti d’acqua hanno reso l’isola molto fertile e la campagna è arricchita da molti ulivi.

Isola di Unije - case del paese

Isola di Unije - strada del paese

Isola di Unije - strada del paese

Isola di Unije - strada del paese

Isola di Unije - vecchia casa del paese

Isola di Unije - vecchia casa del paese

Isola di Unije - casa del paese

Isola di Unije - la spiaggia del paese

Ripresi i kayak, proseguiamo sottocosta e percorsi un paio di chilometri, iniziamo a pagaiare ai piedi di una scogliera bianca che strapiomba nel mare, è la più spettacolare del nostro viaggio e raggiunge il suo apice a Capo Vele Stijene, è una grande emozione essere qui. Non possiamo che dilungarci a godere pienamente del piacere di appartenere, anche se per pochi minuti, a questo stupefacente paesaggio.

Isola di Unije - l'ultima casa del paese

Isola di Unije - a nord del paese

Isola di Unije - costa occidentale - la scogliera di Capo Vele Stijene

Isola di Unije - costa occidentale - la scogliera di Capo Vele Stijene

Isola di Unije - costa occidentale - la scogliera di Capo Vele Stijene

Isola di Unije - costa occidentale - la scogliera di Capo Vele Stijene

.

Isola di Unije - costa occidentale - la scogliera di Capo Vele Stijene

Isola di Unije - costa occidentale - la scogliera di Capo Vele Stijene

Isola di Unije - costa occidentale - la scogliera di Capo Vele Stijene

.

Isola di Unije - costa occidentale - la scogliera di Capo Vele Stijene

Isola di Unije - costa occidentale - la scogliera di Capo Vele Stijene

Isola di Unije - costa occidentale - la scogliera di Capo Vele Stijene

.

Isola di Unije - costa occidentale - la scogliera di Capo Vele Stijene

Isola di Unije - costa occidentale - la scogliera di Capo Vele Stijene (E)

Isola di Unije - costa occidentale - la scogliera di Capo Vele Stijene

.

Isola di Unije - costa nord-occidentale

Isola di Unije - costa nord-occidentale

Più avanti, la lunga spiaggia di Zasmokve con il solito mare cristallino, è meritevole di una sosta con nuotata e così non ci siamo lasciamo sfuggire l’opportunità di una pausa così ricca.

Isola di Unije - Zasmokve - costa nord-occidentale

Isola di Unije - Zasmokve - costa nord-occidentale

Isola di Unije - costa nord-oorientale

Oltrepassiamo l’isolotto di Samuncel e ancora più a nord giungiamo a Punta Lokunji, estremo nord dell’isola. Qui le scogliere sono basse e frequentate da molti gabbiani che vi nidificano, probabilmente non temono l’esposizione alla bora.

Le insenature di Goligna e Skopalj, a sud/est di Punta Lokunji, sono quelle maggiormente esposte alla bora e sulle spiagge in fondo ai golfi il vento ha accatastato montagne di plastica raccolta dal mare.

Isola di Unije - il fiordo di Vognisca

Isola di Unije - costa nord-oorientale

Dopo una nuotata, risalita in kayak con l'aiuto del paddle-float (E)

La costa prosegue interessante fino alla prima delle tre profonde insenature orientali, rifugi ideali per che naviga in queste acque, sono protette da tutti i venti tranne che dal mare grosso portato dallo scirocco.

Isola di Unije - la nosta spiaggia per il campo all'imbocco sud del fiordo di Podkujni

Esploriamo attentamente la prima insenatura, alla ricersa di un approdo comodo per il nostro bivacco, ma a Vognisca non lo troviamo, solo un paio di barche a vela sono ancorate nella baia.

Isola di Unije - la nosta spiaggia per il campo all'imbocco sud del fiordo di Podkujni

Isola di Unije - la nosta spiaggia per il campo, all'imbocco sud del fiordo di Podkujni

Isola di Unije - prepariamo il campo nel fiordo di Podkujni (E)

Isola di Unije - il fiordo di Podkujni (E)

Passiamo così a esplorare l’adiacente insenatura di Podkujni e proprio mentre stiamo per uscire dal golfo, sulla nostra destra, lungo il versante sud, scorgiamo una bella spiaggia di ghiaia chiara che scende verso il mare con una accentuata pendenza, sbarchiamo per una ispezione e … quale meraviglia! il luogo è magnifico per il nostro campo.

La fortuna ci ha aiutato, il posto è davvero molto bello, il mare dorato dal sole al tramonto si stamperà indelebile nei nostri cuori.

Isola di Unije - il fiordo di Podkujni (E)

Mentre i miei due compagni d’avventura sistemano le tende nell’avvallamento sul prato oltre la spiaggia e vicino alla macchia mediterranea, io preferisco la posizione più elevata e panoramica sul mare, in cima alla spiaggia, metto la tenda sulla ghiaia, tanto con un buon materassino i sassi non vengono percepiti durante il sonno.

sulla spiaggia di Podkujni c'è chi studia l'itinerario fatto e quello ancora da fare.

Isola di Unije - fuoco al campo

Il falò in spiaggia, e sopratutto in questo magnifico luogo, ha un fascino tutto particolare e vicino ad esso è bello dilungarsi rimirando il mare e il cielo stellato, sorseggiando una tisana d’erbe.

  • Terzo giorno – percorsi in kayak km. 42

4° giorno – Dall’Isola di Unije all’Isola di Lussino

L'alba del Kayak da Mare (E)

La brace è ancora calda dalla notte perciò appena alzati è stato semplice ravvivare in fuoco.

La ricca colazione di Ettore (E)

Isola di Unije - fiordo di Podkujni - preparativi di colazione all'alba

Mentre facciamo colazione ci godiamo l’alba, bella quanto il tramonto e forse più.

Isola di Unije - il nostro campo sulla spiaggia all'imbocco sud del fiordo di Podkujni (E)

Isola di Unije - la spiaggia del nostro campo all'imbocco sud del fiordo di Podkujni

Isola di Unije - la spiaggia del nostro campo (E)

Isola di Unije - la spiaggia del nostro campo all'imbocco sud del fiordo di Podkujni (E)

Isola di Unije - sulla spiaggia del nostro campo all'imbocco sud del fiordo di Podkujni

Isola di Unije - Partenza dalla spiaggia del fiordo di Podkujni

Isola di Unije - Capo Maracol

Isola di Unije - Capo Maracol

Passiamo Punta Maracol dietro la quale si nasconde l’omonimo fiordo; ne percorriamo le sponde più aperte sensa addentrarci nel suo acuto vertice dove scorgiamo numerose barche all’ancora e in ormeggio. A sinistra, da lontano, vediamo ampie costruzioni che potrebbero essere i resti dei vecchi magazzini militari o/e quelli della fabbrica per la conservazione del pesce che qui rimase attiva fino al 1963. Dal fondo della baia un sentiero attraversa l’isola e in soli venti minuti è possibile arrivare facilmente al paese di Unije.

Indicazioni di rotta (E)

Uscendo dal golfo di Maracol, al di là del Canale di Unije, ci appare la catena montuosa Osorscica, che occupa l’intera parte nord di Lussino e scende in mare a Punta Osor, estremo nord dell’isola.

Isola di Unije - costa nord-orientale

Punta Osor appare sfumata dalla foschia mattutina, ma riusciamo ancora a pagaiare a vista per quasi 11 chilometri ripassando da Capo Maracol e dall’isoletta di Misnjak per poi attraversare in diagonale il canale di Unije.

Giunti nel vertice nord dell’Isola di Lussino proseguiamo sottocosta verso sud.

Ekomappa 4 - Isola di Lussino - parte nord

Capo Osor (Isola di Lussino)

Isola di Lussino - Costa nord-occidentale

Isola di Lussino - Costa nord-occidentale

Il cielo a tratti si annuvola, poi torna a splendere il sole, mentre noi, di roccia in roccia, di baia in baietta, percorriamo attentamente questo tratto costiero molto bello e per oggi tutto e solo nostro.

Isola di Lussino - Costa nord-occidentale

Isola di Lussino - Costa nord-occidentale

Isola di Lussino - Costa nord-occidentale

Isola di Lussino - Costa nord-occidentale

Isola di Lussino - Costa nord-occidentale

Sbarchiamo su alcune spiaggette, anche solo per pochi minuti, il tempo di una breve passeggiata e di una nuotata rigenerante.

Isola di Lussino - baia di Tomozina

Alcune calette sono adatte al campeggio nautico e tutte sono deserte e dall’acqua turchese.

Isola di Lussino - una candida spiaggia alla baia di Tomozina

Isola di Lussino - la baia di Tomozina

Isola di Lussino - baia di Tomozina

Il monte ci sovrasta con le sue vette, di cui la più alta è il Monte Televrina (588 metri).

Isola di Lussino - costa occidentale

Isola di Lussino - baia di Tomozina

Isola di Lussino - baia di Tomozina

Il promontorio di Tomozin è il più particolare e nasconde l’omonimo golfo composto da anse abbellite da alcune piccole spiagge ciottolose. Ci fermiamo qui per la sosta pranzo, una nuotata e il piacere di ascoltare il selenzio rotto solo dal dolce suono del mare.

Isola di Lussino - costa occidentale

Isola di Lussino - costa occidentale

Isola di Lussino - costa occidentale

Prima di rimetterci in kayak accendiamo il VHF che annuncia temporali e forti venti in arrivo, ragioniamo sul fatto che forse è meglio anticipare di un giorno la conclusione del nostro viaggio in kayak.

Isola di Lussino - costa occidentale (E)

Isola di Lussino - costa occidentale

Isola di Lussino - costa occidentale

.

Isola di Lussino - costa occidentale

Isola di Lussino - costa occidentale

Isola di Lussino - costa occidentale

Più a sud, dopo altre belle baie, il monte si abbassa trasformandosi in collina e nella baia di Studencici scorgiamo le prime case isolate affacciarsi alle spiaggette su cui trovano riparo piccole barche.

Isola di Lussino - costa occidentale

Isola di Lussino - costa occidentale

Isola di Lussino - costa occidentale (E)

Isola di Lussino - costa centro-occidentale - casa isolata

Isola di Lussino - costa occidentale

Isola di Lussino - Capo Liski

Passiamo al largo di Porto Lovo o Linski che appare attrezzato per i diportisti ed è servito anche da una strada.

Ekomappa 5 - Isola di Lussino - parte centrale

Ci fermiamo più avanti su un’ampia spiaggia ghiaiosa, la bianca scogliera è bassa e permette di passeggiare facilmente lungo la riva, l’entroterra è coperto da macchia mediterranea. Avrebbe potuto essere il luogo per un nostro bivacco, ma il tempo si è ormai guastato, il temporale avanza e così decidiamo di proseguire per concludere in serata il nostro viaggio in kayak.

Isola di Lussino - i nostri kayak sulla spiaggia nei pressi di Capo Liski

Isola di Lussino - Capo Liski

Ormai è il tempo è cambiato, tutto è grigio

Isola di Lussino - il faro di Capo Kurila

Isola di Lussino -il passaggio nei pressi dell'Isola di Zabodaski

Lussino - Isola di Zabodaski

attorno a noi ora tutto è grigio (E)

(E)

A Capo Kurila il faro è sorretto da una torre costruita sulla bassa scogliera, è raggiunto da una stradina che passa dal piccolo aeroporto che sorge nel mezzo di questa ampia penisola.

Ancora un paio di baie e quando ci appare l’isolotto di Zabodaski deviamo a est (80°) per dirigerci verso la Boca Vera, l’ingresso principale del profondo golfo di Mali Losinj.

Isola di Lussino

.

Isola di Lussino - il canale di Privlaka

Durante le ultime pagaiate, costeggiamo alla nostra destra il campeggio Polijana e poco prima dei grandi cantieri navali entriamo nel canale di Privlaka, lo percorriamo e all’uscita, a destra, arriviamo alla piccola spiaggia ghiaiosa da dove eravamo partiti quattro giorni prima.

Mentre carichiamo i kayak sull’auto inizia a piovere, ma il temporale si scarenerà violentissimo solo durante la notte, acqua a catinelle e violentissime raffiche di vento mentre ci troviamo a Cres nel porto di Porozina in attesa del primo traghetto del mattino.

  • 4° giorno – Percorsi in kayak km. 47


  • TOTALE PAGAIATA ALL’ARCIPELAGO DI LUSSINO – km. 160


I Temporali nel Quarnaro

non si dimenticano facilmente, per via delle improvvise e potenti raffiche di vento e per gli scrosci violenti di pioggia.

Frequenti nei pomeriggi e nelle serate estive, sono spesso associati a forti venti nord/orientali o meridionali

Sottocosta le raffiche sono ancora più forti e se sono micidiali per un kayaker esperto, creando spesso serie difficoltà anche a barche motorizzate di piccola o media stazza.

Quando si osserva verso occidente la formazione di nubi dense e scure che scendono verso il mare, è bene cercare un rifugio a terra ed aspettare che il temporale passi, il periodo più intenso del temporale di solito non dura più di mezz’ora, ma in questo tempo, i rovesci di pioggia sono tanto forti da impedire una sufficiente visione e segiuire la giusta rotta di navigazione può diventare un serio problema.

Sotto il temporale, anche se dotati di bussola, ritengo che sia un rischio troppo elevato affrontate le traversate.

In questo mare veramente cristallino, cosparso di isole verdi e sopratutto vere, i periodi migliori per l’esplorazione in kayak sono la primavera inoltrata e Settembre, lontano dall’affollamento di Luglio e Agosto e dalla stagione invernale in cui è frequente incontrare la Bora e/o il cattivo tempo.

Con più tempo a disposizione avremmo potuto visitare il museo di Mali Losinj dove è custodito l’Apoxyomenos, il magnifico bronzo dell’atleta greco rinvenuto nel mare tra l’isola di Lussino e l’isola di Vele Oriule, avremmo potuto sbarcare a Veli Losinj per una passeggiata nel caratteristico paesino, ma sopratutto sarebbe stato bellissimo fare l’escursione fino alla vetta del Televrina per entrare nel cuore dell’isola e dalla sua vetta dominare l’intero percorso fatto in kayak.

Ettore Moretti, Marco Ferrario, Marco Zonno sulla spiaggia di Bok (Isola di Susak) - a dx sullo sfondo l'isola di Unije

Trekking in kayak da mare di Ettore Moretti, Marco Zonno e Marco Ferrario

Testi di Marco Ferrario – Fotografie di Ettore Moretti (E), Marco Zonno (Z) e Marco Ferrario

9 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. Caro Marco, Ti ringrazio vivamente per le ottime informazioni che mi hai fornito, sia per le grandi traversate del Lago di Garda sia per Lussino ed Unije. Ti invio a titolo informativo una new del mio recente viaggio, in parte sulla vostra scia!!!
    Circunavigazione in senso orario di questo meraviglioso arcipelago, Partito da solo dal porticciolo di Merag IL 10 LUGLIO 2013ho unito due viaggi di Tatiana Capucci ed Eko. Il periplo si è concluso il 19 luglio, tappa più lunga, 50 km., Valun, Cherso, Beli. Un giorno sono stato fermato dalla bora ad Osor. L’ esperienza forse più bella e strana è stata l’approdo nelle isole Canidole, isole ormai spopolate: 4 abitanti d’inverno, gli altri sono emigrati negli Stati Uniti. L’isola di Unie presenta , in un universo di calcare, uno strato di sabbia, ricordo geologico delle ultime glaciazioni del quaternario, quando il fiume Po sfociava vicinissimo alla costa croata. Interessantissima la lunga scogliera orientale di Cherso, dove ho avvistato una decina di grifoni.

    Maggiori informazioni nel sito wikiloc:http://it.wikiloc.com/wikiloc/find.do : percorso, foto. Nome utente storti

    Mariano Storti

    23 luglio 2013 at 16:34

  2. Grazie Mario dei complimenti.
    Il nostro giro non è stato un viaggio organizzato, ma improvvisato.
    Abbiamo deciso di recarci a Lussino alla vigilia della partenza, dopo aver visto che le previsioni meteo-marine a occidente dell’Italia, dove stavamo andando, davano brutto tempo e mare troppo mosso per un viaggio in sicurezza.
    Le condizioni sembravano migliori per Lussino, così abbiamo cambiato i nostri progetti.
    Conoscevo Lussino per esserci stato qualche anno prima, sempre in kayak, trascorremmo tre giorni sotto una pioggia continua e non eravamo andati sulle altre isole.
    Abbiamo esplorato l’arcipelago, improvvisando di volta in volta le nostre soste, con l’aiuto della mappa, di un certo fiuto e anche la fortuna ci ha aiutato.

    Facendo un viaggio in kayak circumpagaiando isole, il tempo trascorso attorno a ciascuna isola è determinato anche dal tempo che ci si impiega per circumpagaiarla, perciò se abbiamo trascorso più tempo a Unie, rispetto a Susak e alle altre isole, è perchè Unie ha un perimetro di molto suporiore, a parte ovviamente Lussino, della quale abbiamo volutamente trascurato la costa nord-orientale, forse la meno interessante.
    Unie presenta anche alcuni tratti costieri molto belli e un paese meritevole di una rilassante passeggiata, giudica tu dalle fotografie pubblicate.

    Ti ringrazio per la segnalazione su Cherso, spero un giorno di partire e pagaiare attorno a tutta Cherso e certamente ci soffermeremo a Punta Croce e ci ricorderemo del tuo consiglio.
    La mia mail è ekokayak(at)gmail.com e puoi trovarla anche facendo scorrere la colonnina destra di Eko, sotto la scritta ”Contact”.

    Un saluto.
    Eko

    eko

    17 giugno 2012 at 19:41

  3. Mi chiamo Mario Lucano, nato a Lussinpiccolo. Desidero fare i complimenti a tutti voi. Organizzazione perfetta e spartana, come piace a me ed inoltre buoni muscoli alle braccia. Ho notato che vi siete soffermati di più presso l’isola di Unie. Vi è piaciuta di più o, per motivi tecnici di organizzazione, avete preferito conoscerla meglio. La prossima volta andate a perlustrare pure l’estremità sud dell’isola di Cherso, località Punta Croce, come dice l’amico John Scrivanich, vi piacerà. Non ho trovato il vostro indirizzo mail. Saluti, Mario.

    Mario Lucano

    17 giugno 2012 at 12:50

  4. BELL BELL TUTTO LUSSIN E I DINTORNI,BISOGNA ANDAR OGNI ANO E CERCAR COSE E POSTI CHE NON LI GAVEMO ANCORA TROVA? MA I ESISTE. PUNTA CROCE PER ESEMPIO MAGNIFICA
    OGGI ME GO VISTO CON EL SIGNOR MARIO LUCANO E ANGELO COSULICH VIA SKYPE.E EL SIGNOR MARIO ME GA MANDA TUTTO CUESTO E LO RINGRAZIO DE CUOR.
    SALUTI A TUTTI LUSIGNANI SON EL FIO DELLA MARIA GRANDE DE CALINA.
    GIANNI SCRIVANICH

    JOHN SCRIVANICH

    14 giugno 2012 at 01:13

  5. Son rimasta incantata e meravigliata della bellezza delle immagini! e della semplice, asciutta, essenziale descrizione della vostra straordinaria esperienza. Sono veramente ammirata. Bravi e coraggiosi! La mia famiglia è originaria da lì, vivo a Roma ma son cresciuta sentendo e “vivendo” alla lussignana. Mi son quasi commossa nel veder citati i luoghi legati a molteplici avvenimenti dei miei cari. Molto belle le foto e le mappe. Complimenti e grazie per aver messo a dispozione tutto ciò!

    Adriana Martinoli

    14 giugno 2012 at 00:00

  6. ora anche molti lussignani conoscono meglio le nostre isole. Bravi!

    renzo cosulich

    11 giugno 2012 at 20:55

  7. Vado tutti gli anni a Lussino ( casa in Artatore ) ma grazie alle vostre pagaiate ho scoperto localita’ che non conoscevo. Grazie!! Sergio Cosulich

    Sergio Cosulich

    10 giugno 2012 at 15:06

  8. bravissimi, dev’essere stata una bellissima esperienza!!
    stavo programmando un’escursione un week end a Lussino e mi son imbattuto su questo articolo!
    Fabio

    Fabio

    21 febbraio 2012 at 20:22

  9. sono 3 folli

    ettore

    1 ottobre 2011 at 16:58


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 62 follower