Arcipelago dello STAGNONE di MARSALA
IL GUSTO DELLE ISOLE a “REMIS NON VELIS”

- ________________________________________REMIS NON VELIS______________________________________________________ così recita la scritta sopra l’ingresso di casa Manzo sull’isola di Santa Maria, nel bel mezzo dello Stagnone di Marsala.
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LO STAGNONE DI MARSALA
Sicilia occidentale
Canale di Sicilia: mare agitato e vento forte.
Queste sono le previsioni per domani, ultimo giorno di maggio 2010.
Le isole Egadi non potranno essere raggiunte in kayak, continua così la nostra paziente ma non oziosa attesa.
Dopo aver pagaiato lungo le coste della Riserva dello ZINGARO, programmiamo un altro itinerario alternativo. Abbandoniamo la costa tirrenica e ci spostiamo verso Marsala per raggiungere la zona dello Stagnone. Marsala è affacciata al Canale di Sicilia o di Cap Bon. L’Africa, al di là del Mediterraneo, verso sud-ovest, non è poi così lontana, ci separano solo 140 km.. ________________________________________________________________
E’ tardo pomeriggio quando arriviamo alla Bocca Nord dello Stagnone di Marsala per cercare un luogo idoneo a sistemare il nostro campo, ma nei pressi di Torre San Teodoro, rivolti verso il mare aperto, è impossibile montare le tende mentre si è flagellati dalla terra sollevata dall’impetuoso maestrale.
Risaliti in auto, ci spostiamo più a sud, alla ricerca di un bivacco più riparato lungo le sponde dello Stagnone. Percorriamo via San Teodoro e poco oltre il bivio per Birgi Novo, imbocchiamo a destra una stradina sconnessa che prosegue rettilinea sino alla spiaggia vicino alla località Piccirillo di Birgi Vecchi. Lo sterrato termina presso un pontile in legno che si protende nello stagno.
Il sole non è ancora tramontato quando montiamo le tende sotto due alberelli pettinati dal vento e parcheggiamo l’auto vicino, lasciando i kayak legati sul tetto per aumentarne la superficie di schermatura, nel tentativo di creare una barriera al vento. Sistemato il campo, diamo uno sguardo a ponente, in mezzo al mare, il sole prossimo al tramonto, delinea i contorni montuosi delle nostre agognate Egadi. ________________________________________________________________
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Lo Stagnone di Marsala è una importante e affascinante zona umida, protetta dalla Riserva Naturale. In questo contesto, storia antica e attività umane cercano un’armoniosa simbiosi con la natura. Siamo immersi in un paesaggio di pace e silenzi; ma voltando le spalle allo stagno, il nostro sguardo non può che notare le sgraziate costruzioni sorte qua e la, probabilmente frutto di trascorsi d’abusivismo e opportunamente condonate approfittando delle numerose sanatorie governative. La nostra attenzione preferisce rivolgersi allo stagno e alle sue dissolvenze cromatiche che non permettono di distinguere con precisione i confini tra le terre e le acque. Scopriremo, durante la nostra pagaiata, che mare e terra si mescolano creando un paesaggio suggestivo e ricco di specificità.
Un paesaggio in cui le isole, che emergono dall’acqua per pochi metri, presentano aspetti e caratteristiche diverse e ognuna merita una attenta visita.
Il tutto è reso ancora più particolare dalla presenza di numerose grandi vasche salinari e da mulini a vento, alcuni ristrutturati, mentre altri, non meno affascinanti, erosi dai venti, dalla salsedine e dal tempo.
Il mare, il calore del sole e tanto vento, sono gli ingredienti essenziali per ottenere il sale, la cui produzione oggi è limitata ma per molti secoli è stata esercitata su vasta scala industriale.
Ai giorni nostri, lo Stagnone e il suo frequente e costante vento, sono conosciuti ed apprezzati dai surfisti a dagli appassionati di kite-surf.
Col kayak da mare, è possibile vivere profondamente lo Stagnone esplorandone il suo arcipelago con la necessaria calma per apprezzarlo pienamente.
E’ il kayak da mare che ci permette di affrontare l’acqua lagunare anche con venti burrascosi e con esso navighiamo a piacere nonostante spesso ci troviamo a pagaiare su fondali profondi solo pochi centimetri (la profondità media dello Stagnone è di circa un metro e raramente supera i due metri).
Mentre nel mare dello Canale di Sicilia le alte onde frangono impetuose, nello Stagnone il moto ondoso sembra imprigionato e impossibilitato ad esprimersi come il vento esigerebbe, l’acqua non riesce ad alzarsi, si agita superficialmente stimolata dal vento gagliardo, sembra prossima ad esplodere, ma è racchiusa dalle basse terre lagunari e non riesce a sprigionare violenza. Lo Stagnone è perciò navigabile in kayak senza pericoli, anche con forte vento, è sufficiente avere una discreta esperienza e dei buoni mezzi, l’acqua è bassa e le onde, seppure continue, non sono significative.
Lo Stagnone è per noi kayaker una palestra comoda e sicura, un luogo adatto a sperimentare la navigazione coi venti più impetuosi, studiando i nostri limiti e quelli dei nostri kayak e sperimentando le prestazioni delle nostre pagaie.
Anche quando il vento esagera sconsigliando l’uscita agli appassionati di kite-surf, un buon kayak da mare condotto da un kayaker con un poco d’esperienza, qui può navigare con intensa soddisfazione.
Oltre al vento, la maggiore difficoltà alla navigazione nello Stagnone, è la posidonia che prospera dai fondali formando vere e proprie foreste ricche di vita. In più punti le alghe crescendo arrivano a lambire la superficie dell’acqua frenando l’impeto del moto ondoso, ma rendendo anche più faticoso il procedere del kayak che fa attrito su di esse, anche la pagaia, che fatica ad entrare in acqua, non riesce a imprimere la solita spinta.
In alcune circostanze, sopratutto per raggiungere la riva, è necessario uscire dal pozzetto e proseguire a piedi trascinando il kayak per decine di metri, ma ad ogni passo si sprofonda fino al ginocchio, nella posidonia e nel fango.
Sono comunque fatiche sopportabili e ne è valsa sicuramente la pena. _______________________________________________________________

Isola di Santa Maria (il rudere di punta nord)
Sulla punta nord c’è un vecchio rudere. Aggiriamo il promontorio stando al largo per evitare i numerosi scogli affioranti e le secche e proseguiamo la pagaiata costeggiando il versante occidentale.
In una radura libera dagli alberi, ci fermiamo ad osservare un gruppo di asinelli che liberi di girovagare per l’isola, stanno tranquillamente pascolando.

Isola di Santa Maria (lato occidentale)

Isola di Santa Maria (sud)

Isola di Santa Maria (sud)

Isola di Santa Maria (sud)

Isola di Santa Maria (sud) - fichi d'india in fiore

Isola di Santa Maria (sud)

Isola di Santa Maria (sud) ____________________ Tu sei, bella diva, benevola ai timidi pargoli d'ardenti leoni, ed ai cuccioli poppanti di fiere selvagge. ______________ Eschilo-Agamennone
E così, remando, anzi pagaiando, raggiungiamo in pochi minuti l’isola di San Pantaleo, che dista meno di un chilometro dall’Isola di Santa Maria. ________________________________________________________________________ San Pantaleo è la più frequentata dell’arcipelago, ed è conosciuta universalmente col nome fenicio di Isola di Mozia (Mothia o Motya), la più importante città fenicia in Sicilia, fondata nel VIII° secolo a.C..

Mozia
I resti di antiche case e palazzi sono ovunque e una cartellonistica ne illustra l’originaria architettura e la storia che si è bruscamente conclusa nel 397 a.C., quando Dionisio, il tiranno di Siracusa, attrezzato di una nuova arma: la catapulta, sconfisse la flotta cartaginese e saccheggiò Mozia, distruggendola definitivamente.

Il Giovinetto di Mozia all'ingresso del Museo Whitaker

le rovine di Mozia e sullo sfondo Villa Whitaker

Mozia

Mozia - agave in fiore

Mozia

Mozia

Mulino (Museo del Sale) _______________________ nel canale delle Saline Ettore Infersa
Il mulino, risalente al 1500, è stato perfettamente restaurato e trasformato in Museo del Sale, per poter far conoscere e assaporare il fascino del lavoro di un tempo ormai lontano.
Per raggiungerlo attraversiamo la laguna verso est e imbocchiamo il grande canale delle saline.
Oltrepassato il mulino, il canale devia a destra e si restringe, percorrendolo tutto aggiriamo le saline Ettore e ci ritroviamo in laguna, in corrispondenza di un altro imbarcadero per Mozia.
Viaggiando in kayak la salina Ettore è la quinta isola dello Stagnone: l’Isola della Salina

Salina Ettore vista dal canale

su Punta Stagnone dell'Isola Grande, ho lasciato le impronte dello sbarco tra i cumuli di posidonia,

in lontananza, Roberto e Stefano passeggiano sulla spiaggia a mare di Punta Stagnone su Isola Grande
Isola Grande (o Lunga) è una bassa e lunga lingua di terra e saline che separa il mare dalla laguna, proteggendo le acque interne dai venti più impetuosi provenienti da ponente e da settentrione. Grazie a quest’isola e alla posidonia, le onde in laguna si alzano solo di pochi centimetri, anche con venti impetuosi.

La spiaggia a mare di punta Stagnone e il bunker
Ripresi i kayak, percorriamo pochi metri verso nord per spostarci alla baia successiva, più accogliente e adatta a cucinare e consumare il nostro pranzo.

Isola Grande - le vasche delle vecchie saline Careo

A piedi visitiamo alcune saline oggi trasformate in vasche per l'itticoltura e in corrispondenza di alcune chiuse di collegamento ci soffermiamo a fotografare i vecchi ruderi di antichi mulini. Il paesaggio è particolare, sembra un luogo abbandonato e presenta un fascino misterioso e nostalgico dei tempi andati._______________________________________________________________________mentre pagaiamo verso l'isola Schola il vento aumenta ancora la sua intensità ______________________(sullo sfondo un bosco di Isola Grande)

Isola Schola
Sembra che anticamente, su questo isolotto di poche centinaia di metri quadrati, esistessero scuole di retorica e si studiassero gli eventi atmosferici.
Ai tempi della peste e del colera divenne un lazzaretto dove i malati venivano isolati dal mondo e abbandonati a morire.
Attualmente sull’isola ci sono tre edifici risalenti agli anni ’30, ma scoperchiati, il loro stato di totale abbandono conferisce al luogo un aspetto molto decadente.
Appena ci avviciniamo alla costa, i gabbiani che vi nidificano, si scatenano con volteggi radenti accompagnati da minacciose grida, incutendo in noi sentimenti inquieti e contraddittori. Il tutto è condito da un vento sempre più impetuoso.
E’ terribilmente bello, Dario Argento ci ambienterebbe una scena di un suo film horror.Rispettosi per i gabbiani, evitiamo di sbarcare sull’isola di Schola e torniamo all’Isola Grande per fermarci più a nord, dove le coste formano un ampio golfo.
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in laguna, la posidonia crescendo fino alla superficie dell'acqua, ne inibisce il moto ondoso anche con venti da burrasca, ma fare scorrere i kayak è più faticoso.

Isola Grande - saline di Tramontana - ruderi di un vecchio mulino

Isola Grande - le saline di Tramontana e Favignana sullo sfondo

Isola Grande - le saline di Tramontana

Isola Grande - le saline di Tramontana

________________________Isola Grande______________________________ passeggiamo sui camminamenti delle saline di Tramontana

Isola Grande - le saline di Tramontana

Isala Grande, la spiaggia del Corto (o Thaiti)
Attraversiamo l’isola a piedi e giungiamo alla spiaggia del Corto (o Tahiti), rivolta verso Favignana.
Il mare spumeggia ovunque e le onde s’infrangono sulla costa tra Punta Scario e Punta Tramontana.

Isola Grande - le saline di Tramontana

Isola Grande - la soffice schiuma delle saline di Tramontana
Tornando in laguna pensiamo a che ne sarà delle nostre povere tende, resisteranno o il vento le avrà già divelte ?
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__________________________________Vento fortissimo in laguna _____________________________________ dopo questa fotografia, ho smesso di fare riprese fotografiche perchè la pagaiata ha richiesto la mia totale dedizione e attenzione, e altre fotografie sarebbero state comunque troppo mosse.
Giunti al campo, troviamo le tende in evidente difficoltà, nonostante fossero ben picchettate in una terra dura e consistente. Gli austriaci che avevano parcheggiato nelle vicinanze il loro piccolo camper Westfalia, non ci sono più, ma riteniamo che prima di cercarsi un buon riparo, gentilmente, devono aver rinforzato le nostre tende con dei sassi, e forse è grazie a loro che non sono volate, ma il vento ha comunque divelto il telo superiore di una tenda e piegato alcuni bastoni di cui uno si è spezzato.
Ripariamo i danni raddrizzando i bastoni piegati e riparando con un tubicino quello rotto.
Ma qui non possiamo più stare.
Dietro la spiaggia, a pochi metri, c’è un vasto prato ben tenuto e recintato da una siepe solida e consistente che lo ripara dal vento. E’ il prato adiacente al ristorante “Le Isole del Gusto”, i titolari sono stati molto gentili nel consentirci di riorganizzare qui il nostro campo notturno. Durante la cena al ristorante, ci informano che allo Stagnone il vento è di casa, ma che oggi pomeriggio l’anemometro ha misurato raffiche di 38 nodi (70 km/h). Infatti, i kite-surf che in mattinata volavano nello stagnone, nel pomeriggio non si sono più visti.
Concludiamo la nostra magnifica giornata con le gambe sotto un accogliente tavolo,
dal GUSTO DELLE ISOLE a “REMIS NON VELIS”, a “LE ISOLE DEL GUSTO” in PUNTA DI FORCHETTA, ancora isole,
MEGLIO DI COSI’ !








































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[...] Così siamo rimasti un paio di giorni in Sicilia, ad attendere che il vento e le acque si calmassero un poco, ma nel contempo abbiamo pagaiato sotto costa e ridossati dal vento alla Riserva dello Zingaro, e all’interno dell’affascinante Stagnone di Marsala. [...]
Arcipelago delle EGADI « Eko
13 marzo 2011 alle 03:35
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eko
9 ottobre 2010 alle 12:57
Ciao Marco sono Andrea di Sasso Marconi Bologna, non ci conosciamo e volevo innanzi tutto farti i miei complimenti per il materiale pubblicato, fa venire voglia di partire all’istante. Ho 2 kayak, un sin ed un sot ma li adopero purtroppo poco per motivi vari lavoro, famiglia, ecc. Volevo dirti di continuare a pubblicare anche i prossimi viaggi perchè chi come me fa fatica a “partire” da una gran bella sensazione anche solo leggere e vedere le immagini di “colleghi”.
Un saluto da Sasso
Andrea
Andrea
29 settembre 2010 alle 20:23