Riserva dello ZINGARO
RISERVA DELLO ZINGARO

lo scoglio Fungia
In kayak da mare tra Castellammare del Golfo e San Vito Lo Capo
Mare Tirreno – Sicilia nord/occidentale

Palma nana affacciata al mare della Tonnarella dell'Uzzo
L’aspro versante occidentale del Golfo di Castellammare è uno dei tratti più belli della costa siciliana.

Spiaggia e grotta adiacente alla Tonarella dell'Uzzo

Giornata grigia allo Zingaro, peccato !
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Premessa:
Arriviamo allo Zingaro quasi per caso, in realtà la meta del nostro viaggio è l’arcipelago delle Isole Egadi, ma sul nuovo traghetto della T-Link Lineshttp://www.t-linklines.it/it/home/ che da Genova Voltri ci porta a Termini Imerese, ascoltiamo con trepidazione il Bollettino Meteomare che annuncia per le prossime ore, mare agitato sullo Stretto di Sicilia con venti forza 7 e raffiche di rinforzo oltre i 35 nodi.
In questi giorni di fine maggio 2010, appare evidente che raggiungere le Egadi in kayak dalla costa siciliana, come da nostro programma, è impensabile. Anche il traghetto da Trapani a Marettimo (la più lontana dell’arcipelago) a causa delle condizioni del mare e del vento, domenica 30 e lunedì 31 maggio non ha potuto raggiungere l’isola. Col maestrale che soffia violento, anche se fossimo riusciti a raggiungere le Egadi in traghetto, non avremmo potuto navigare in kayak attorno alle isole.
Ora siamo in nave e il forte desiderio di pagaiare nel mare siculo ci spinge a consultare la mappa nella ricerca di un’alternativa possibile per l’indomani.
Concordiamo nel prendere in considerazione la Costa dello Zingaro, come nostra prossima meta. Una catena montuosa si estende sul promontorio di Capo San Vito, facendo da baluardo al maestrale e perciò la costa occidentale del grande golfo di Castellammare dovrebbe essere riparata dal vento più impetuoso e il mare sottocosta dovrebbe mantenersi abbastanza calmo.
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Sbarcati a Termini Imerese, in meno di un ora d’auto giungiamo a Castellammare del Golfo e dopo pochi chilometri percorsi in direzione di Scopello, costeggiamo il mare della grande spiaggia di Guidaloca. La baia è in parte attrezzata con sdraio ed ombrelloni, ma ci sono ampi spazi liberi alla foce del fiume e nella parte a sud e più isolata della spiaggia. Un ristorante si affaccia al centro dell’insenatura e un ampio parcheggio libero è comodo per scaricare i kayak. E’ ormai notte quando sistemiamo le nostre tende in spiaggia.
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Il mattino seguente variamo i kayak.
Come avevamo previsto, la costa è abbastanza protetta dai forti venti nord-occidentali, ma in corrispondenza dei promontori più esposti, il mare è comunque un poco mosso. In cielo, purtroppo, le nuvole nascondono il sole.
Su un altura, dominante la baia di Guidaloca, svetta la Torre circolare risalente al XVI° secolo.
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Pagaiando verso nord, giungiamo allo scoglio Fungia e poco dopo alla Tonnara di Scopello, ormai in disuso dall’ultima mattanza del 1984. Il piccolo e incantevole borgo è affacciato a una delle baie più belle e fotografate della Sicilia, al largo svettano i faraglioni e lungo la costa le alte scogliere sono sovrastate da due antiche torri. Un paesaggio veramente superbo.
La Tonnara attrae la nostra attenzione, ci accingiamo così di sbarcare sulla piccola spiaggetta, a quest’ora del mattino ancora deserta, per visitare il complesso architettonico. Dalla casa adiacente, qualcuno, con la gentilezza del padrone, ci fa notare che non possiamo sbarcare, i cartelli indicano “Proprietà Privata”, … anche la spiaggia ? Rispettosi della “Proprietà Privata” ci allontaniamo con rammarico e con un certo disprezzo per questo modo di intendere il mare.
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Oltrepassata la baia di Scopello, pagaiamo lungocosta della “Riserva Naturale dello Zingaro“. Le scogliere dividono le incantevoli baie sulle quali si affaccia la rigogliosa macchia mediterranea.
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A Cala Capreria c’è una bellissima spiaggia di ciottoli chiari. Dal largo, ammiriamo tra i monti e il mare, il volteggiare del falco. Vicino alla spiaggia si trova il Museo Naturalistico della Riserva.
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Alcune delle spiagge che seguono: Cala del Varo, Disa, Berretta e Marinella, sono contornate da palme nane e ravvivate dalle fioriture gialle degli elicrisi.
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Stefano allo Zingaro

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__Dal mare, vediamo nell’entroterra due vaste aperture ai piedi dei monti, si tratta degli ingressi degli insediamenti preistorici della Grotta dell’Uzzo e della Grotta Grande. A 300 metri dalla grotta dell’Uzzo si trova il Museo della Civiltà Contadina.

Grotta
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Stefano
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Tonnarella dell'Uzzo

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Sbarchiamo alla bellissima spiaggia di Cala Tonnarella dell’Uzzo, ormai vicina all’ingresso nord della Riserva. Ci incamminiamo sul promontorio affacciato alla baia per ammirare il paesaggio e visitare il piccolo Museo delle Attività Marinare in cui sono esposti alcuni manufatti del “Design Zingaro”; per capire come avveniva la mattanza dei tonni, è interessante osservare la riproduzione in scala della elaborata rete della tonnara che conduceva i tonni verso la camera della morte, dove venivano arpionati.

Tonnarella dell'Uzzo - finalmente un raggio di sole, ma durerà solo l'istante per scattare questa foto

Capperi in fiore alla Tonnarella dell'Uzzo
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Lasciandoci alle spalle la Riserva della Zingaro, proseguiamo la nostra pagaiata verso nord, ma la costa si fa meno interessante e la località Torre dell’Impiso è deturpata da un villaggio turistico.
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Dopo Punta Tannure, più esposta alle onde, proseguiamo ancora verso Capo San Vito, ma in vista della Tonnara del Secco, decidiamo di tornare ripercorrendo l’intera costa della Riserva dello Zingaro, in senso contrario, da nord verso sud.
Ci soffermiamo a rimirare ancora le scogliere e ai faraglioni della baia di Scopello.

ancora qualche istante per godere del paesaggio dalla zona di Scopello

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Raggiunta nuovamente la Baia di Giudaloca, nostro punto d’imbarco, proseguiamo nell’esplorazione della costa che verso sud e prosegue sino a Castellammare del Golfo.
Punta Gran Marinaro - in fondo a destra la spiaggia di Guidaloca
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Giunti alla Punta del Gran Marinaro, che chiude a sud la Baia di Guidaloca, continuiamo a pagaiare per esplorare l’incantevole e pacifica solitudine di Cala Bianca e sopratutto raggiungere il suggestivo promontorio di ‘Ntesta la Porta, una vera sorpresa, il capo più spettacolare dell’intero itinerario. con due archi rocciosi a misura di kayak.

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Stefano e Roberto



grotte e scogliere a Cala Bianca
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scogliere a Cala Bianca

frana sulla spiaggia
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Doppiato il Capo, proseguiamo verso Castellammare, che ormai dista solo poco più di un paio di chilometri. A metà percorso tra il promontorio di ‘Ntesta la Porta e la cittadina, si trova la Grotta di Santa Margherita, poco profonda e accessibile solo dal mare, è molto particolare in quanto le pareti sono affrescate da pregevoli immagini sacre risalenti al periodo compreso tra il XI° e il XV° sec.



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Prima di sera, rientriamo alla spiaggia di Guidaloca, l’escursione giornaliera costeggiando il versante di ponente del Golfo di Castellammare è compiuta, il mare è stupendo e cristallino, il paesaggio molto bello, ne è valsa la pena, peccato solo che il sole sia stato quasi sempre oscurato dalle nubi.
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Le ultime pagaiate ai piedi della Punta Gran Marinaro, in vista a dx la spiaggia di Guidaloca
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N.B. - http://www.riservazingaro.it/
è un utile link per conoscere meglio la “Riserva dello Zingaro” e per organizzare trekking a piedi complementari all’escursione in kayak da mare.


































































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[...] si calmassero un poco, ma nel contempo abbiamo pagaiato sotto costa e ridossati dal vento alla Riserva dello Zingaro, e all’interno dell’affascinante Stagnone di [...]
Arcipelago delle EGADI « Eko
13 marzo 2011 alle 03:35