Penisola del SALENTO
S A L E N T O
Italia – mare Ionio settentrionale e Adriatico meridionale
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la pizzica, lu mare, lu sule, lu ientu.

il mare, il sole, il vento

le scogliere

le grotte

- camper e scogliera
In camper, kayak e bicicletta lungo la costa tra Taranto a Lecce.

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- agosto 2004 –
Prefazione
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La penisola salentina è il tacco d’Italia che si protende verso sud tra il mare Ionio e l’Adriatico.
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Il mare del Salento ha acque chiare e limpide, la costa è caratterizzata da numerose spiagge sabbiose e da affascinanti scogliere nelle quali si aprono numerose grotte.
Lo sviluppo costiero è di circa 200 chilometri, scandito da un susseguirsi di torri sorte nei luoghi strategici e panoramici, sono state costruite nel XVI° secolo a protezione dalle invasioni turche.
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Il Salento, per chi viaggia in camper, è facilmente fruibile. Le strade sono percorribili senza particolari difficoltà e il mare non è mai lontano dalle arterie principali.
Molti sono i posti in cui sostare, anche se il fortissimo affollamento che si concentra nel mese d’agosto, ci ha spinto più volte a rinunciare a parcheggiare in luoghi seppur molto belli ma assolutamente troppo frequentati, in questi casi abbiamo proseguito alla ricerca di quel minimo di tranquillità e fruibilità, non facile da trovare ma necessaria per una buona vacanza plein-air.

Mappa del Salento - www.parcosalento.com
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in bici

- Walter
In bicicletta e sopratutto in kayak abbiamo esplorato le magnifiche coste e raggiunto i luoghi più selvaggi e incontaminati, mentre in camper ci siamo spostati spesso per trascorrere le serate d’agosto nei pregevoli paesi che si animano notevolmente durante le sagre estive. Ogni sera è un piacevole imbarazzo decidere a quale sagra andare per banchettare con le specialità della cucina salentina, ma spesso è necessario munirsi di molta pazienza, perchè per gustare i piatti più pregiati, l’attesa è estenuante.
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Ricordiamo con immenso piacere i numerosi concerti di musica popolare in cui la pizzica salentina si fonde mirabilmente coi linguaggi musicali del rock, del jazz e della musica sinfonica. Nelle piazze dei paesi della Grecìa Salentina (i paesi a nord di Maglie) abbiamo assistito ai coinvolgenti concerti in cui tutto il popolo balla al ritmo indiavolato e sensuale delle pizziche e delle tarante, senza differenze tra locali e forestieri, tra giovanissimi e anziani.
I concerti, sopratutto i meno commerciali, sono affascinanti e assolutamente unici, ma il concertone finale della “La Notte della Taranta” a Melpignano, sul prato antistante alla magnifica opera d’arte barocca dell’ex Convento degli Agostiniani, è stato comunque memorabile.
Il territorio salentino è un laboratorio musicale ambito e frequentato da artisti di risonanza mondiale.
- I t i n e r a r i o -
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L’autostrada A14 termina a Taranto, dopo una breve sosta alla bella cittadina, percorriamo la strada che ci porta a sud/est verso la provincia di Lecce.
Questo tratto costiero appare molto frequentato, mediocre e poco adatto alla sosta dei camper.
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Torre Colimena

Punta Prosciutto (affollato campeggio libero)
Nei pressi di Torre Colimena giungiamo in un ambiente naturale di rilievo e così può iniziare il bello del nostro viaggio salentino.
Nella zona tra Torre Colimena e Punta Prusciutto, ci sono alcuni spazi adatti alla sosta dei camper e le spiagge di sabbia bianca si allungano per chilometri, in mare qualche scoglio vivacizza il paesaggio.

la spiaggia selvaggia a sud di Punta Prosciutto

spiaggia a sud di Punta Prosciutto
Oltrepassata Punta Prosciutto le dune che si alzano di qualche metro, sono ricamate dai gigli in fiore e arricchite da arbusti mediterranei. Inizia qui l’Area Marina Protetta che si estende lungo la costa per 20 km. sino a Torre Inserraglio.

Torre Lapillo
Dopo le dune, la costa si trasforma in una bassa scogliera e su un piccolo promontorio ecco i ruderi di Torre Castiglione.
Più avanti, ben restaurata, si trova Torre Lapillo, una caratteristica torre che presenta una scalinata esterna a tre archi e che merita una visita.
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sosta all'isola - sullo sfondo Torre Chianca
Ci fermiamo col camper a Torre Chianca, la torre restaurata, sorge su un promontorio che guarda su due insenature.

sosta sull'Isolotto al largo di Porto Cesareo
Poco al largo, l’Isola della Malva (pianta officinale ormai scomparsa), mentre al di là del promontorio, di fronte all’altra baia, c’è l’isola Chianca.
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isolotto al largo di Porto Cesareo
Anche Porto Cesareo ha la sua imponente torre detta Cesarea, posta all’estremità meridionale della baia.
Il paese è un importante centro peschereccio con un Museo della Pesca e di Biologia Marina, ma è anche una affollata stazione balneare deturpata dal troppo e sgraziato cemento.
In kayak, a meno di un chilometro dalla costa, si raggiunge facilmente l’Isola Grande o dei Conigli e sbarcando su una magnifica spiaggetta è possibile passeggiare tra la numerose specie vegetali. L’isola si alza sul mare per soli quattro metri, è lunga un chilometro e larga poche centinaia di metri.
Sempre in kayak, immediatamente a sud di Porto Cesareo, si può visitare il golfo della Strea chiuso dall’omonima penisola; nel versante a mare aperto le boe gialle segnalano la zona A dell’Area Marina Protetta.
Al termine della penisola della Strea sorge la Torre Squillace, simile a Torre Lapillo ma con soli due archi eccentrici alle scale, nei pressi ci sono alcune insenature.
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scogliera nei pressi di Porto Selvaggio

prima della baia di Uluzzo
Poco più a sud Torre Sant’Isidoro è a guardia di un’insenatura ampia e sabbiosa chiusa da un isolotto. Il paesino è una frequentata località balneare, piuttosto caotico in agosto.

costa di Porto Selvaggio

baia di Uluzzo

Torre dell'Alto
La costa prosegue con basse rocce sino a Torre Inserraglio, seguono poi piccole calette mentre la scogliera si alza verso Torre Uluzzo e Torre dell’Alto. Siamo ormai nel Parco Naturale Regionale di Porto Selvaggio

scogli verso Uluzzo

costa e baia di Uluzzo
(vedi: http://www.portoselvaggio.net/ ) , ora la scogliera supera i 40 metri di altezza.

Baia di Uluzzo

nelle grotte della baia di Uluzzo
Da Torre Sant’Isidoro a Torre dell’Alto la strada principale scorre all’interno e da essa si diramano alcuni sterrati che vanno verso il mare ma non sono facilmente percorribili in camper, meglio utilizzare la mountain-bike per raggiungere i magnifici luoghi panoramici affacciati alla scogliera.

in bici tra i fichi d'india nella zona di Lu Rinaro
Bellissima è l’escursione che ci ha portato ai ruderi di Torre d’Uluzzo (possibile sosta camper) e alla pineta costiera di Porto Selvaggio per poi proseguire salendo sulle imponenti rocce di Torre dell’Alto (m.50) una delle più affascinanti fortificazioni aragonesi, dalla quale contempliamo il magnifico panorama di questo tratto costiero, a nord della torre scorgiamo le case di Santa Caterina.

grotta nella baia di Uluzzo
Questo tratto costiero è uno dei più spettacolari del Salento e va percorso pagaiando lentamente per gustare le rocce che si tuffano in un mare intensamente blu, le grotte, di cui alcune a mezza costa, di Sant’Isidoro, di Uluzzo o Bernardini, di Carlo Cosma, del Cavallo, di Marcello Zei, dell’Alto e di Capelvenere, la minuscola spiaggia di Serra Cicora, l’insenatura di Lu Rinaru, la baia ciottolosa di Porto Selvaggio con la sua pineta, nulla di tutto ciò deve essere tralasciato.
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Il centro balneare di Santa Caterina, col suo porto di pesca e con alcune insenature caratterizzate da piccole spiaggette sabbiose, precede Santa Maria del Bagno con la sua spiaggia piccola e riparata.
Dal mare vediamo in alto sulla scogliera e seminascoste dalla pineta, alcune ville di primo ‘900, più avanti ecco le imponenti “Quattro Colonne” chiamate anche Torre Fiume, sono ciò che rimane di una fortezza del 1600.
Oltre il paese, verso sud ci sono alcuni spazi per fermarsi col camper.
Lungo la costa si aprono le grotte del Passero e di San Mauro.
Oltrepassata Punta d’Alto Lido, a Lido Conchiglie e a Rivabella la spiaggia si presenta con dune sabbiose e pini marittimi ma le costruzioni arrivano a pochi metri dal mare, deturpando il paesaggio.
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Gallipoli - Seno del Canneto - raduno organizzato dalla Lega Navale

Gallipoli
Dopo Torre Sabea ecco Gallipoli, la località più mondana del Salento, con una intensissima vita notturna, caotica fino a quasi all’alba.

Gallipoli
Gallipoli è una cittadina marinara che possiede cinque importanti porti: peschereccio, turistico, mercantile, militare e cantieristico. L’antica città, protetta da alte mura, sorge sull’isola collegata alla terraferma da un ponte stradale, va visitata smarrendosi nei suoi stretti vicoli ricchi di chiese e di edifici barocchi.

raduno di Gallipoli, sosta sulla spiaggia a sud del golfo
Il mercato del pesce va visitato all’alba quando arrivano i pescherecci, mentre alla sera le piazze si animano di balli e musiche salentine.
La Lega Navale che a sede nel porto del Seno del Canneto, rivolto verso sud, ai piedi del castello Angioino, ha organizzato una pagaiata a cui ho avuto modo di partecipare e così ho potuto conoscere tanti amici salentini.

Isola di Sant'Andrea

Isola di Sant'Andrea
Circumpagaiare l’isola di Gallipoli, è una bella esperienza che può essere completata con l’esplorazione dell’isola di Sant’Andrea, che si trova a meno di due chilometri al largo, è bassa, disabitata e spoglia, caratterizzata da una laguna di acqua salmastra a nord/est e da una scogliera sulla quale nidificano il gabbiano reale e quello corso, verso il mare aperto svetta un grande faro bianco alto 45 metri, costruito nel 1866.

il faro dell'isola di Sant'Andrea

volo di gabbiani sull'Isola di Sant'Anrea
Uscendo da Gallipoli verso sud, un osceno grattacielo a pochi metri dalla spiaggia, violenta il paesaggio.
L’ampia spiaggia sabbiosa prosegue frequentatissima per alcuni chilometri e in agosto per trovare lo spazio sufficiente allo sbarco dei kayak è necessario spingersi oltre la Baia Verde nella parte più a sud del golfo.
Più avanti la spiaggia, si stempera tra le rocce del selvaggio promontorio di Punta Pizzo.
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Già prima di Punta Pizzo, caratterizzata dalla torre omonima, la costa si fa più interessante per proseguire poi tra le rocce che racchiudono strette spiagge sabbiose e le pinete che a volte le lambiscono, in alcuni punti ci sono piccoli bunker, è una piacevole escursione che facciamo anche in bicicletta.
Tra la Marina di Mancaversa e Torre Suda, non lontano da una inconfondibile villa in stile arabo, il minuscolo porticciolo di Pizzacchio è un rifugio scavato nella roccia e ben protetto dal mare.
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A Torre Suda parcheggiamo il camper sul piccolo promontorio nei pressi della torre restaurata.
Dopo marina di Campilungo le rocce si alzano e formano l’insenatura di Cala dei Diavoli.
Più a sud c’è la grotta del Focone e poco al largo l’isola delle Pazze.
Il faro di Torre San Giovanni ( Marina di Ugento) è inconfondibile, costruito sulla vecchia torre restaurata e dipinta a scacchi bianco/neri, domina il porto, la piccola spiaggia sabbiosa e le pinete.
Marina di Ugento è molto frequentata e perciò col camper proseguiamo ancora verso sud.

in bici tra i canneti
Fontanelle, Torre Mozza, Lido Marini, Torre Pali, sono tutti paesi piuttosto affollati con stabilimenti balneari e spiagge libere, il mare è bello e arricchito da alcuni isolotti rocciosi, anche in questo tratto costiero è facile e molto piacevole percorrere i sentieri in bicicletta inoltrandosi nelle pinete o, con qualche difficoltà, tra le dune costiere e i canneti.
Molto al largo un faro sorge sulle secche di Ugento.
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Torre Pali

la costa nei pressi di Torre Pali
A Torre Pali il porto è naturale e ciò che rimane della torre è bagnato dal mare; nelle vicinanze, tra le calette di nord/ovest o allo spiaggione di sud/est, non mancano gli spazi per fermarsi col camper.
La spiaggia di Pescoluse è lunghissima, l’acqua è trasparente e le dune ricoperte da gigli, ma anche qui c’è molta gente, come anche a Torre Vado, oltre la quale si arriva alla Marina di San Gregorio. La macchia mediterranea e i fichi d’india arrivano a lambire la graziosa baia di ciottoli bianchi e dall’acqua limpidissima. Al posto della torre, sul promontorio che chiude il golfo, è stata costruita una villa … complimenti !
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a ponente di Santa Maria di Leuca

a ponente di Santa Maria di Leuca
Da Torre di San Gregorio la scogliera si alza e per noi kayaker inizia uno spettacolare percorso marino che ci porta a pagaiare lungo l’ultimo tratto del ponente salentino, sino al porto di Santa Maria di Leuca, vertice a sud del Salento.

la grande entrata della Grotta del Drago

Roberta, Aldo e Lilli (il cane husky) sul kayak doppio ... anzi triplo, all'ingresso della grotta
Sono molte le grotte che si incontrano e alcune davvero bellissime, per una attenta esplorazione è meglio munirsi di una buona torcia.
La prima è la Grotta del Drago, con i suoi magnifici colori, ha una apertura di alcune decine di metri e nel suo interno c’è uno scoglio, è larga circa 40 metri.

la terza porta della "Grotta delle tre porte"

Grotta delle 3 Porte, ampia e maestosa
Dopo la bella caletta ciottolosa di Marina di Felloniche (comodo parcheggio adatto al camper) si susseguono molte altre grotte: la Grotta della Stalla, con una stanza

due dei tre ingressi della Grotta Tre Porte

anfratto a ponente di Santa Maria di Leuca
con stalattiti e incantevoli giochi di luce; la Grotta dei Giganti dove sono stati ritrovati resti risalenti all’età del bronzo; tra le più imponenti e belle da esplorare in kayak vi è la

grotta a ponente

grotta a ponente

riflessi luminosi in grotta
Grotta delle Tre Porte in cui la luce filtra da tre ampi ingressi, nel suo interno, a tre metri dal livello del mare, si trova la Grotta del Bambino, dove venne trovato un dente di bambino neanderthaliano, resti di leoni, iene e pachidermi; la Grotta di Titti è sulla scogliera ad alcuni metri di altezza; la Grotta del Fiume, scolpita da un fiume che scorreva in tempi remoti; la Grotta del Diavolo, presso Punta Ristola, nella quale vi si accede anche da terra; la grotta Porcinara, situata a venti metri sul livello del mare. In molte di queste grotte sono stati ritrovati utensili e ceramiche risalenti al neolitico. Alcune grotte hanno più nomi, non può mancare quella del Presepe, ma sopratutto la Grotta degli Innamorati con una spiaggetta all’interno, vi si accede solo a nuoto o in kayak ed è un romantico rifugio per fare l’amore.
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Punta Meliso - il faro di Santa Maria di Leuca

grotta a levante
Dopo l’ultima magnifica baia rocciosa ecco Punta Ristola, sovrastata dalla Torre Vecchia degli Uomini Morti, siamo giunti ormai nel porto di Santa Maria di Leuca, protetto da una diga lunga 800 metri, in fondo al quale è possibile sbarcare coi kayak per visitare il

grotta a levante
paese di Santa Maria di Leuca col suo famoso Santuario e il suo imponente Faro bianco che si eleva per 50 metri sopra i 100 metri di Punta Meliso, la Finibus Terrae.

a levante di Santa Maria di Leuca
Visto dal mare il promontorio di Santa Maria di Leuca è imponente. Ai piedi della scogliera di Punta Meliso proseguono le grotte: quella di Cazzafri è composta da tre cunicoli comunicanti tra loro che si inoltrano per una trentina di metri. Verso nord, altre grotte si aprono nelle

grotta a levante
spettacolari e selvagge pareti rocciose alte oltre 50 metri. Pagaiamo su un mare profondamente blu, incontrando le grotte di levante: la bellissima Grotta di Terradico, di Vertusella, dell’Ortocupo, la Grotta delle Vore alta oltre 25 metri e con i raggi del sole che filtrano da una fessura creando fantastici giochi di luce. Dopo le grotta Giuncacchia e quella della Cattedrale, osserviamo le caratteristiche cavità a mezzacosta dette Mannute (mammelle). Si prosegue con la Grotta del Pozzo, e altre ancora.

grotta a levante

a sud del Ciolo

Grotta dell'Ortocupo

zona delle Mannute

scogliera a levante

Le Mannute

Grotta Pizzimafaru - vicino alle Mannute

- grotta a levante

scogliere a levante

- Grotta Verduselle

- Le Mannute

grotta a levante
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il Ponte del Ciolo

grotta a levante
Non può sfuggire il canyon del Ciolo (a 6 chilometri da Punta Meliso) col suo inconfondibile ponte stradale. L’insenatura è accessibile anche da terra percorrendo una scalinata molto panoramica.

grotte e scogliere a levante

grotta e scogliera a levante

luci in grotta
La grotta Grande del Ciolo merita sicuramente una attenta visita. E’ alta circa 30 metri e lunga 50 metri, la luce filtra dalla volta offrendo suggestivi giochi luminosi ed è possibile sbarcare su una parte franata e raggiungere un laghetto collegato al mare. La grotta è frequentata da uccelli marini e da pipistrelli e in essa sono stati ritrovati reperti paleontologici.
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scogliera a levante

a sud di Castro

grotta lungo la costa di Castro
Al costa prosegue rocciosa e alta oltre 100 metri sino a
Marina di Novaglie, piccolo paesino dai colori intensi, con gli ulivi che arrivano al mare e un porticciolo scavato nella roccia. Da qui è possibile imbarcarsi in kayak ma per il camper non è facile trovare lo spazio necessario per sostare e la stradina che raggiunge la marina è molto stretta.

a sud di Castro
La strada principale che collega la cittadina di Santa Maria di Leuca a Otranto scorre per 50 chilometri alta sul mare ed è perciò la più panoramica del Salento, l’abbiamo ripercorsa anche in bicicletta.
In questo tratto costiero le torri sono collocate molto in alto e non sempre sono facilmente raggiungibili.

nei pressi di Castro

esterno grotta nei pressi di Castro

interno grotta
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grotte ed anfratti a Castro

- tra grotte ed anfratti nella zona di Castro
Le marine di Tricase sono tra le più tranquille del Salento,
Acquaviva, in particolare, si raggiunge da Marina Serra tramite una stradina stretta attraversata da una serie di scalini, perciò è meglio arrivare in kayak dal mare. La baia è bella con sorgenti d’acqua e protetta da due scogli.

dorsale a sud di Castro
Dopo Marina Serra e Porto di Tricase entriamo nella Grotta Matrona, dall’acqua cristallina e con una spiaggetta che ci accoglie al suo interno.

dorsale a levante
Prima della Marina di Andrano, in una insenatura rocciosa visitiamo la Grotta Verde che col sole del mattino assume magnifiche luminescenze verdi.
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A proposito del sole e della illuminazione della costa: a ponente abbiamo preferito pagaiare nelle ore pomeridiane e sino a

ai piedi di inaccessibili scogliere
poco prima del tramonto, mentre lungo le coste

alte e inaccessibili scogliere
rivolte a levante, le escursioni in kayak effettuate al mattino ci hanno permesso di apprezzare maggiormente le scogliere e le pregevoli grotte rischiarate dalla luce solare che penetra direttamente in esse o per riflessione sulle acque antistanti.

costone roccioso vicino a Tricase

costa vicino a Castro
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una dorsale vista dalla Grotta Zinzulusa

famosa "Grotta Romanelli a mezza costa.
Nella zona della Botte, dal mare ammiriamo le numerose agavi con le loro infiorescenze verticali alte oltre 6 metri.
Oltrepassata la Grotta della Palummara e Marina di Marittima ecco Castro Marina, potrebbe essere un bel porticciolo ma è troppo cementificato.
Subito a nord di Castro si apre una baia con scogliere alte oltre 80 metri a picco sul mare e due rinomate grotte: Grotta Zinzulusa col suo monumentale arco d’ingresso dalla cui volta pendono caratteristiche stalattiti chiamati zinzuli (stracci); poco più avanti la Grotta Romanelli è importante per i ritrovamenti archeologici ma non è accessibile dal mare, il suo ingresso è posto a una altezza di circa 8 metri ed è sbarrato.

in bici sulla scogliera nei pressi di Porto Miggiano


a Porto Miggiano
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Torre Miggiano
A Torre Miggiano abbiamo panoramicamente sostato col camper nelle vicinanze dalla bella torre circolare e del caratteristico porto scavato nel tufo.
Le scogliere sono frequentate dai bagnanti che spesso, dopo la giornata al mare, lasciano rifiuti ovunque.
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da Miggiano, la costa degrada verso Otranto
L’abbandono di rifiuti sugli scogli e sulle spiagge salentine più frequentate è purtroppo
una abitudine diffusa, è un vero peccato che posti tanto belli possano essere così poco rispettati. Le spiagge più pulite sono quelle che richiedono una certa fatica per essere raggiunte. Questo significa che i turisti-escursionisti sono in genere i più educati nel rispettare la natura ed il bene comune, mentre generalizzando (le eccezioni ci sono sempre) i turisti-pigri, che si spostano solo pochi metri dal parcheggio del proprio automezzo, sono spesso pigri anche mentalmente e perciò fanno molta fatica a portare via i rifiuti, trovando più comodo abbandonarli dove vengono prodotti.

in kayak nel minuscolo porticciolo di Santa Cesarea

bagno davanti all'ingresso del porticciolo di Santa Cesarea

palazzo moresco a Santa Cesarea

la splendida e affollata scogliera di Santa Cesarea
Santa Cesarea Terme è una cittadina termale, dal mare scorgiamo grandi e sfarzose ville di cui la più appariscente è in stile moresco. Subito dopo il paese pagaiamo ai piedi delle mura delle antiche cave di tufo, l’acqua è limpida il paesaggio molto bello ma le scogliere sono sovraffollate.
In kayak passiamo sotto l’arco e sbarchiamo nell’originale e splendido porticciolo.
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vicino a Porto Badisco

costa vicino a Porto Badisco

Torre Sant'Emiliano
La costa prosegue ancora alta e rocciosa. Col camper scendiamo alla spiaggetta di Porto Badisco, in alta stagione la

strada è percorribile solo di notte e alle primissime ore del mattino, in giornata è vietato il transito. Parcheggiamo in fondo alla spiaggia del piccolo fiordo, c’è qualche casetta e un bar. Oltre ai kayak utilizziamo anche le biciclette per andare ad esplorare i dintorni e il magnifico tratto costiero assolutamente privo di costruzioni che conduce ai ruderi di Torre di Sant’Emiliano e prosegue verso La Palascia o Alba dei Popoli cioè il faro che sorge sul Capo d’Otranto, il promontorio più orientale d’Italia.
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Tra La Palascia e Otranto si trova la Baia di Orte, una bella insenatura rocciosa adatta alla sosta dei camper. Non lontana c’è una cava di bauxite ormai abbandonata che formando un laghetto turchese offre al paesaggio un contrasto di colori tra il verde della pineta e il rosso della terra.
In questa zona numerosi sentieri attraverso la pineta e sulle scogliere portano a scoprire trincee e bunker che avrebbero dovuto proteggere la frontiera orientale.
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a nord di Otranto

La bianca Otranto è stupefacente, è la cittadina del litorale salentino che più ci è piaciuta, si anima nelle ore serali in cui molte piccole piazze divengono incantevoli palcoscenici tarantolati per suoni, balli e film. Molte le cose da vedere, dal castello Aragonense alla Cattedrale, ma ancor più bello è girovagare senza meta assaporando le magiche atmosfere tra i bianchi vicoli del centro storico.
Otranto ha anche una spiaggia comoda e molto affollata.

zona di cascatelle a nord di Otranto

cascatelle d'acqua dolce a nord di Otranto
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Le scogliere a nord di Otranto sono ancora belle e interessanti, dopo una insenatura con piccole spiaggette e superata la Torre Santo Stefano, in una bellissima baia è collocato l’esclusivo villaggio del Club Mediterranee.
Molto bella e suggestiva è anche la baia seguente in cui le

zona vicina al "Club Mediterranee"
dolci acque scendono dalla scogliera per gettarsi in mare, poi, dopo la Grotta Marisa e la Grotta Sacara si arriva al lungo tratto sabbioso antistante i due laghi di Alimini.
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Col camper parcheggiamo alla Baia dei Turchi, dove c’è una comoda area di sosta con pineta e piccole cale sabbiose.
Più a nord, alla foce dei Laghi Alimini la ressa è tale che ci fermiamo solo pochi minuti. Qui i pini marittimi arrivano a lambire la spiaggia e le dune più spettacolari del Salento, sono alte oltre una quindicina di metri, ma la spiaggia d’agosto è attrezzata e super-affollata, andrebbe goduta in bassa stagione.
Anche la spiaggia bianca di Frassanito, adiacente ai Laghi Alimini, è molto turistica.
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verso Torre dell'Orso
Più a nord, la costa ritorna rocciosa ed è molto interessante da percorre in kayak. Specchiulla è una cala fronteggiata da maestosi faraglioni.
Le pinete si spingono fino quasi al mare.
Ci fermiamo a Sant’Andrea dove c’è un piccolo faro e in una insenatura c’è una spiaggetta tra le rocce. Il camper parcheggiato sullo sterrato a nord del paesino dall’alto della falesia domina gli scogli, i faraglioni, gli archi rocciosi e le grotte.
Pagaiando verso nord, quando dal mare spuntano gli Scogli delle Due Sorelle siamo ormai nell’ampia, bella e frequentatissima spiaggia sabbiosa di Torre dell’Orso, racchiusa anch’essa tra promontori rocciosi.
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cunicolo nella Grotta della Poesia

Grotta della Poesia
La Grotta della Poesia, ultima grande grotta della costa salentina, è collocata tra le magnifiche scogliere nei pressi di Roca Vecchia. Il luogo è particolarmente affascinante, e la grotta erosa dal mare è ormai una piscina a cielo aperto. Entrare dal mare col nostro kayak è una esperienza che rimarrà indelebile dalla nostra memoria.

cunicolo nella grotta della Poesia
Sul promontorio di Roca Vecchia ci sono i pochi resti di un castello che nel 1500 servì da rifugio per i pirati saraceni.
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tra Torre Ruggeri e San Foca

tra Torre Ruggeri e San Foca
San Foca è un piccolo paesino con porticciolo e una spiaggia molto affollata, col camper ci fermiamo a nord, sopra alla scogliera alta 7 o 8 metri, la costa è costellata da scogli che la vivacizzano e racchiudono alcune spiaggette.
In bicicletta percorriamo alcuni chilometri tra le suggestive visioni delle scogliere che formano archi rocciosi a mare e in questo paesaggio giungiamo a Torre Specchia Ruggeri.
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Oltrepassata la zona umida delle Cesine, protetta dal WWF, si arriva a Porto Adriano di San Cataldo: la spiaggia di Lecce.
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Dopo un mese di mare salentino, prima di tornare a casa, ancora un giorno va dedicato al mare di pietra scolpita che si può ammirare nella città capoluogo del Salento: Lecce, vero gioiello di architettura barocca.
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Note
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Descrivere oggi l’itinerario fatto 5 anni fa non è stato semplice e non sarei riuscito senza la preziosa collaborazione di Arnaldo Bonazzi detto “Il Capitano”, profondo conoscitore del suo Salento, il quale ha avuto la pazienza di osservare le mie diapositive e tramite esse, mi ha aiutato a ricostruire i luoghi del nostro viaggio.
Maggiori e accurati dettagli sul Salento in kayak si possono rilevare dalle schede del suo blog alla pagina: Kayak nel Salento: Pagaiando coast to coast: http://www.kayaksalento.it/2%20puntata.html opp. http://arnaldo-seakayaker.blogspot.com/
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Ringrazio l’amico Rino Luciano che descrivendoci la sua terra, anzi il suo mare natio, ha fatto crescere in noi la voglia di Salento, e ha dato linfa a questo nostro viaggio.
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Ringrazio l’amico Walter Gilenardi, anch’esso salentino d.o.c., che accompagnandoci ci ha fatto da guida in molte pagaiate.
- E infine ho uno stimato ricordo del Prof. Enrico Preite, insegnante all’Istituto Nautico di Gallipoli, conosciuto al raduno di Gallipoli e ritrovato accampato in tendina a Porto Badisco con un nutrito gruppo di suoi giovanissimi allievi impegnati nel giro del Salento, in kayak naturalmente. Riuscire a motivare e coinvolgere i giovani in una così bella avventura, non è da tutti, bravo Prof, !!! Sul sito: http://www.salentokayak.it/ potete trovare il racconto del viaggio fatto dai ragazzi e altro ancora sul Salento in kayak.
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Mappe dettagliate su: http://www.parcosalento.com/
Articolo e fotografie di Marco Ferrario

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eko
14 Luglio 2009 alle 22:00
Ottimo lavoro….credo che farò insieme ad un amico kayaker un campeggio nautico lungo la costa salentina..itinerario ancora da stabilire…di almeno 10 gg. Avete incontrato difficoltà riguardo ai venti? avete notizie su problemi riguardo il campeggio libero? Grazie
Alessandro
15 Agosto 2009 alle 10:57
Ciao Alessandro,
in dieci giorni ti puoi fare con calma tutto il Salento in Kayak.
Per campeggiare liberamente col camper non ho avuti problemi, credo che in tenda, montata al tramonto e smontata all’alba, non dovresti avere difficoltà.
Il vento potrebbe creare qualche problema, tieniti aggiornato sul meteo mare.
Buon Viaggio.
eko
28 Agosto 2009 alle 21:05